Fragile

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"Cla guarda questo costume, non è perfetto?"

Paolo è da 5 ore che smanetta senza tregua al computer, idiota io quando stamattina gli ho parlato della festa a casa di Marco. Mi sta torturando dalla fine delle lezioni. È voluto venire a casa mia, e dalle 14 che non si smolla da quella sedia.

Di continuo mi fa vedere costumi assurdi, ma siamo seri? Come mi posso vestire da hamburger o da hot dog?

Ma è scemo, questo ragazzo!!!!

SCEMO!!!!

"Dai Cla vestiamoci da banane chiquita"

Lo guardai così male, da fulminarlo all'istante.

"Pà fai meno l'idiota, ti ricordo che ci sarà Mario"

"E quindi? Anzi gli fai venire le voglie così"

Sospirai, rassegnato.

Lasciai quella stanza per un po', avevo voglia di guardare oltre, invece che la sua faccia da coglione. Andai giù a prendermi un bicchiere d'acqua.

Ero frustrato, essere preso in giro anche da quella testa di zucchina di Paolo non l'accento. Già Mario è il Mistero dei Misteri, enigmatico all'ennesimo potenza, lui ci mette anche del suo, per incalzare la situazione.

Non vai da nessuna parte senza di me

Ancora queste parole mi riempiono il cuore.
Quando  sto con lui va tutto bene, quando ci sentiamo io sono felicissimo. Poi arrivano quei momenti di stasi, di buio totale, come se fosse risucchiato da chissà quella buco nero ed io rimango a casa a fissare il tetto assalito da tutte le mie incertezze.
Da quei mille dubbi, che riempiono la mia testa, ed inizio a sentirmi così idiota a piangere di notte, per una persona che non so neanche come considerarla.

Sto bene con lui.
Mi piace da IMPAZZIRE

Ma ... cosa siamo?

Questo Halloween, vorrei seriamente saperlo, vorrei capire il nostro rapporto.

Vorrei una svolta sulla mia vita, e nella mia vita sentimentale.

Quando sto con lui, tutto il resto si nasconde, oppure meglio dire, scompare del tutto. Sono con lui, e sono solo con lui.

Ogni cosa diventa così inutile in quel momento, che l'unica cosa importante per il mio cuore è soltanto stare insieme, abbracciarlo, baciarlo, viverlo quanto è possibile.

Poi arrivano quei momenti, quelle ore, in cui sono solo, non mi cerca, e tutte quei pensieri positivi, pieni d'amore, fanno spazio a tutte le mie fragilità.

Quel giorno era così indifeso, con due occhi pieni di lacrime, gocce di dolore che non varcavano la soglia per liberarsi, mi fissava, ma non piangeva. Vedevo in lui dolore e rabbia, due sentimenti così forti, e così difficili da gestire quanto pericolosi e paurosi. In quel preciso istante volevo soltanto abbracciarlo, fargli sentire "io ci sono". Ma forse non è stato abbastanza, forse la mia presenza non era così indispensabile per lui, perché a fine di tutto, non ha parlato dei suoi problemi, non ha voluto condividere quel dolore con me.

Anche perché... chi sono io per lui?

Ovvio che non parla dei suoi problemi con me, forse neanch'io lo farei, con un estraneo di davanti, si perché è proprio questo che sono, un estraneo. In fin de conti, cosa so di lui?
Cosa ama mangiare?
Che musica adora ascoltare?

Pensandoci..
tristemente
Io ... non so proprio niente di lui...

E mi piange il cuore per questo, piange forte e rumorosamente, ogni notte. Pensando a questa consapevolezza, cruda e velata.

Nel Nero dei tuoi OcchiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora