Capitolo 4

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L'infermeria del Tempio era una struttura grande a tre piani, con il pavimento di marmo e le pareti verde pallido. C'erano quadri un po' ovunque (anche se non molti come in altre aree del Tempio) che raffiguravano eventi storici ai quali aveva partecipato anche il suo ordine.
Charlie sbuffò, osservando per la millesima volta, il ritratto nel quale vi era raffigurata la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. Tutti conoscevano quel pezzo di storia, ma solo quelli appartenenti al loro culto, sapevano che, tra le file dei marinai vi erano alcuni "Sykaran" (come li chiamavano i demoni). Non erano molti, solo dodici. Avevano dei veri nomi, ma dopo aver fondato la sede principale dell'Ordine dei Cercatori ed aver reclutato altre persone speciali, si erano proclamati Anziani, adottando i nomi latini dei segni zodiacali.
Lui conosceva a menadito sia la storia degli umani, sia quella dei Cercatori. Era sempre stato un allievo modello, sempre diligente ed ubbidiente. Tranne al college. Lì, dopo aver conosciuto Jimmy, si era lasciato un po' andare, partecipando a svariate feste ma senza far mai abbassare la sua media scolastica.
Ecco perché era uno dei pochi ad essere uscito con il massimo dei voti e la lode in giurisprudenza.
Ricordando il tempo passato a scuola, il giovane Dalton si diede una pacca sulla fronte. Doveva, assolutamente, chiamare Jimmy per il caso che stavano seguendo. Quella mattina non era andato in ufficio e, successivamente, era rimasto coinvolto in quel casino. Di sicuro, Jimmy, si era preoccupato, quindi doveva chiamarlo e tranquillizzarlo.
Così prese il suo cellulare e, come ricordò non appena vide il display, lì non c'era segnale.
"Dannazione!" imprecò tra sé e sé. Sapeva che le protezioni magiche del Tempio erano in grado di annullare il segnale...anzi, rendevano un cellulare solo un insieme di circuiti e pezzi di plastica completamente inutile.
Fortuna che aveva pensato di scrivere a Damian prima di addentrarsi. Non era stato facile, visto che era stato costantemente sul punto di svenire. Usare "la parola dell'esilio" si era rivelato estremamente faticoso dato che non vi ricorreva spesso. Aveva stretto i denti e si era appoggiato al suo bastone, ma era stato comunque arduo.
Una volta nel Tempio, sia lui che Grigory erano stati condotti in infermeria per essere rimessi in sesto.
Ma, mentre il suo era un problema facile da risolvere, quello di Grigory era più complesso.
I sacerdoti lo aveva condotto al terzo piano, quello per i casi estremamente gravi e, da quel momento, non si era visto o sentito nessuno.
Charlie si girò su di un fianco, tentando di dormire un po'. Era ancora stanco e necessitava di riposo, il quale però non sembrava intenzionato ad avvolgerlo nelle sue spire.
Si ritrovò a pensare all'incontro tra Nina e gli Anziani. Era curioso di sapere se avessero già terminato o se erano ancora in fase di interrogatorio.
Avrebbe voluto esserci, ma stava "pagando" il prezzo del suo intervento per salvare Grigory.
E, a proposito del Cercatore russo...chissà come stava...
Beh...non poteva recarsi nella sala degli Anziani, ma poteva benissimo andare al terzo piano e far visita al ragazzo dai riccioli d'oro.
Così, muovendosi con cautela, scese dal letto e prese una stampella giusto per sostenersi. Infilò un paio di pantofole pulite e sterilizzate che venivano date a tutti i pazienti e lasciò la stanza.
Il corridoio di marmo lucido ed illuminato da svariate lampade, era vuoto ed avvolto da un silenzio quasi surreale. Charlie avanzò con passo lento, ma tranquillo. In fondo non stava certo infrangendo qualche regola, andando a spasso per l'ospedale.
Prese l'ascensore per il terzo piano e, una volta arrivato, si incamminò cercando la stanza del giovane Mikhaylov. Sorrise al pensiero che, nonostante qualche ora fa, lui e Grigory si fossero scambiati un paio di pugni, adesso era preoccupato per la sua condizione.
"Beh, è normale considerando che si tratta pur sempre di un confratello in fin di vita" gli disse la sua coscienza.
Ed aveva perfettamente senso...nulla da ridire in proposito.
Comunque...mentre si muoveva lungo quel corridoio, il giovane Dalton realizzò anche che non aveva la più pallida idea di dove fosse la stanza del ragazzo. Così si ritrovò costretto a guardare attraverso la vetrata di tutte quelle stanze, violando la privacy di chiunque vi fosse all'interno.
Fortunatamente alcune si rivelarono vuote e poté notarlo anche dalle porte aperte. Molte, però, erano chiuse, segno che vi era dei confratelli o consorelle che stavano veramente male.
Trovò la stanza di Grigory solo dopo aver girato l'angolo ed aver percorso ancora un pezzo di corridoio.
Come, per le altre, dovette guardare dalla finestra e rimase sorpreso nel constatare che c'era già qualcuno al suo capezzale.
Una ragazza, a giudicare dalle trecce lunghe e rosse.
Chi poteva essere?
Sua sorella? Forse.
Una fidanzata? Probabile.
Spostò lo sguardo, notando il modo in cui, lei, gli teneva una mano chiusa fra le sue, e deglutì provando una strana sensazione.
Decise quindi di andare via e tornare al piano di sotto, sicuro che non sarebbe riuscito a chiudere occhio, nemmeno volendolo con tutto sé stesso.

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