Capitolo 22

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Tori non aveva idea di quanto tempo fosse, realmente, passato da quando il suo amato Charlie e i suoi compagni avevano varcato l'ingresso della Torre di cristallo nero. Sapeva solo che quella tremenda luna viola continuava a bruciare e, guardandosi attorno, vedeva molte delle sue amiche che tremavano per lo sforzo di restare in piedi e di reggere le lance. Pensò che, se ci fosse stato uno scontro, probabilmente se la sarebbero vista brutta, data la loro attuale condizione. Il pensiero di morire senza aver potuto salutare Charlie le diede la nausea ed avrebbe vomitato se non fosse stato per quel verso acuto e fastidioso che attirò la loro attenzione.

-Cos'è?- domandò una sirena, con tono debole e gli occhi che stavano per chiudersi.

-Nemici- rispose Tori, furiosa.

Un attimo dopo, la voce della sovrana risuonò intorno alla Torre, incitando le sue guerriere a prepararsi per lo scontro.

Erano lo stesso tipo di demoni che avevano affrontato al loro arrivo, solo che questa volta erano più numerosi e la cosa non prometteva affatto bene.

Ma avevano dato la loro parola ai Cercatori che nessun demone sarebbe entrato o uscito dall'imponente struttura di cristallo, quindi serrarono la presa sulle armi e sugli scudi e si preparono ad accogliere il nemico come meritava.

***

-Non avremmo dovuto lasciarlo da solo- esordì Cassius alla fine della scalinata.

Si trovavano nel punto esatto in cui Josh e Damian si erano separati da Charlie e Grigory. -Dovremmo tornare ad aiutarlo- sentenziò.

-Non dire sciocchezze, Cass- ribatté Josh, mentre li guidava nella stanza in cui avevano affrontato il "comitato d'accoglienza demoniaco" -Tu e il signor Mikhaylov non sareste in grado di aiutare nessuno, nelle vostre attuali condizioni. Persino una mosca vi metterebbe al tappeto.-

-Che belle parole; tu sì che sai come incoraggiare gli amici- lo sfottè il signor King.

-Dico solo le cose come stanno, amico mio- replicò l'Anziano Virgo -A stento riuscite a stare in piedi...quale aiuto avreste mai potuto dare a tuo nipote?-

Cassius non rispose. Sapeva che Josh aveva ragione e si sentì nuovamente frustrato ed arrabbiato con sé stesso. -Sono un fallimento- ammise dopo qualche istante di silenzio.

-No, non lo sei- gli disse Josh -Sei un ottimo Cercatore. Forse un tantino scavezzacollo, ma credo che questo sia un tratto distintivo dei King...vero?-

Lo zio di Dam fece una mezza risata. -Solo di alcuni- rispose prima di tossire.

Entrando nella stanza, i tre Cercatori si ritrovarono di fronte al demone dalla pelle viola. E non era affatto di buon umore.

-Brathimos- ringhiò Cassius, riconoscendolo. Fece per attaccarlo, ma Josh lo trattenne con uno strattone.

-Dove credi di andare?- domandò l'Anziano Virgo -Vuoi capire o no, che non sei in grado di combattere?-

-Ho un conto in sospeso con questo escremento viola; lasciami andare- ringhiò, ancora, il signor King.

Ma l'altro scosse la testa. -Tu non farai nulla se non occuparti del signor Mikhaylov; l'uscita è vicina.-

-Ma...- tentò Cass, ma il suo amico lo incenerì con lo sguardo.

-Non era una richiesta gentile, la mia, Cassius. Questo è un ordine diretto, da Anziano a Cercatore.- In seguito a quelle parole, Josh passò il signor Mikhaylov allo zio di Damian. Poi tese la mano destra, nella quale si materializzò la spada dalla lama perlacea. -Di questo miserabile, mi occuperò io.-

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