Capitolo 3

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Cassius camminava ancora mano nella mano con Nina, assorto nei suoi pensieri. Era preoccupato per l'arrivo di quei due Helios Rah ed era certo che fossero lì per la ragazza.

E poi era preoccupato per Damian.

Come conosceva quel ragazzo?

Perché aveva chiesto loro di andare via e restare soli?

-Signor Cassius.-

La voce di Nina fece irruzione nel tornado di pensieri che aveva in testa, riportandolo alla realtà. -Sì?- domandò voltandosi ad incontrare quei luminosi occhi cerulei.

-Mi chiedevo...chi sono queste persone? Ma soprattutto...chi siete voi?-

Cassius sollevò un angolo della bocca in un mezzo sorriso e le rispose che, a tempo debito, avrebbe avuto le sue risposte.

-E perché non ora?- domandò la ragazza.

-Perché siamo in mezzo alla strada, Nina- le spiegò lui -Le strade sono pericolose, mia cara; dovresti saperlo. Porta pazienza e ti dirò tutto quello che vuoi sapere.-

Nina non aveva la benché minima idea del perché dovesse sapere che le strade erano pericolose ma non disse nulla, rispettando il volere del signor Cassius.

Giunsero dinanzi ad un supermercato ed entrarono, senza curarsi di Charlie e del tipo taciturno che si era unito a loro poco dopo essere usciti dal loft.

Dal canto suo, Charlie Dalton, era rimasto alquanto sorpreso nel rincontrare Arkady Mikhaylov, dopo ben otto anni. Non avrebbe mai pensato di rivederlo, non dopo quello che era successo con Damian. E per quanto riguardava il tipo taciturno che li pedinava come un'ombra...beh, aveva tentato di vederlo in faccia ma si era rivelato praticamente impossibile, visto che camminava con la testa china ed un cappuccio a nascondere la sua identità. Magari lo conosceva, magari no, ma non lo avrebbe mai saputo fino a quando non si sarebbe tolto quel cappuccio. Lo vide fermarsi a poca distanza da lui, poggiandosi con la schiena contro un albero. Continuava a tenere la testa china e le mani affondavano nella tasca della giacca di pelle nera con lo stemma degli Helios Rah.

-Ehi...- esordì Charlie voltandosi verso di lui -Va bene che l'aria è fredda, ma dovresti togliere quel cappuccio; la gente ti guarda.-

Il tizio non fece una piega, restando a testa china.

Charlie spostò lo sguardo in avanti e scosse la testa lentamente. -Credevo che, a voi membri d'élite, venisse insegnato ad essere discreti e non attirare l'attenzione.-

Ancora nulla. Quel tipo non sembrava affatto intenzionato ad aprire bocca.

Il giovane Dalton non era un tipo che si arrendeva facilmente, ma sapeva scegliere le sue battaglie e sapeva quando non era il caso di insistere. Così alzò le mani in segno di resa. -D'accordo, come vuoi. Alla fine, volevo solo fare due chiacchiere...niente di che. Ma se ti piace il silenzio...-

-Parli sempre così tanto o solo sporadicamente?- domandò, all'improvviso, il tipo incappucciato.

Il ragazzo dagli occhi marroni si voltò, di nuovo, verso di lui proprio mentre questi toglieva il cappuccio della felpa.

Era un ragazzo dalla carnagione chiara, fisicamente magro e atletico (notò Charlie), con ricci capelli biondo scuro, corti sui lati. Gli occhi erano azzurri e dal taglio quasi orientale. Anche lui, come Damian e Arkady aveva la barba, ma gli contornava le labbra e delineava la linea della mascella.

-Solo fintanto che qualcuno non mi risponde- disse Charlie sorridendo e provando una piacevole sensazione nello stomaco.

-Beh, ora ti ho risposto e mi sono tolto il cappuccio, quindi fa silenzio, per piacere- ribatté l'altro con un'espressione severa sul viso.

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