Giorno 31
14 Novembre
MAIA
«Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri a Maia, tanti auguri a tee!!»
Mi rigirai tra le coperte con un'aria confusa e assonnata, poi finalmente sollevai la testa dal morbido cuscino per scoprire Angy sorridente con una torta al cioccolato fra le mani, su cui erano state infilate in modo totalmente casuale alcune candeline colorate.
«Buon diciannovesimo compleanno!» esultò prima di avvicinare la torta al mio viso.
Presi un bel respiro e soffiai su quei bastoncini di cera colorata spegnendo le piccole fiammelle mentre sorridevo entusiasmata, in fondo, anche se sarebbe stato un giorno come tutti gli altri, quello era pur sempre il mio compleanno.
Mi tolsi le coperte di dosso e scesi dal letto mentre Angy tornava in cucina per tagliare la torta. Misi un paio di jeans chiari e il mio maglione preferito, grigio e a collo alto, l'unico che non mi pizzicava la pelle.
Mi lavai il viso, raccolsi i capelli in uno chignon e tornai in salotto dove Angy mi aspettava con una fetta di torta in mano.
«Maia, tua madre ha le mani d'oro» disse con la bocca piena mentre si toglieva le briciole di cioccolato dalle labbra.
Annuii e posai lo sguardo sul tavolo dove mia madre aveva lasciato un biglietto con la sua perfetta calligrafia.
"Mi dispiace di non essere lì con te al tuo risveglio ma ti ho preparato la torta al cioccolato per farmi perdonare. Auguri amore"
Osservai il cuoricino disegnato sul pezzo di carta bianca e chiusi gli occhi pensando a mia madre che aggiungeva il vino rosso e la cannella all'impasto, mescolandoli con tutti gli ingredienti che mi sembrava di sentire sulla punta della lingua.
Lasciai Angy in cucina a divorare il terzo pezzo di torta, che, come sempre, non avrebbe scalfito la sua perfetta forma fisica da ex ballerina. Afferrai il cellulare dal comodino e notai un nuovo messaggio ricevuto alle 00.05.
"Auguri bimba, ci vediamo stasera, alle 22.30 al molo."
Sorrisi anche se non c'era proprio nulla da ridere, lui era troppo grande e con quei suoi sorrisi e quei suoi tatuaggi mi stava fottendo il cervello. Non avevo mai smesso di tremare e di sentirmi il cuore in gola dopo quel bacio, anche se sapevo benissimo che lui di baci ne aveva dati molti altri, anche migliori.
Quella mattina mi si era spezzato il respiro quando, sulla porta di casa mia, mi aveva fregato il telefono di tasca, aveva digitato qualche numero e poi me l'aveva restituito.
Mi si era spezzato il respiro anche quando, su quel sasso, aveva appoggiato la sua mano sulle mie gambe ridendo.
Ma non mi ero lasciata imbrogliare quando, in mezzo alla strada, si era pericolosamente avvicinato al mio viso. Avevo fatto un passo indietro, un semplice passo che aveva segnato un confine da non oltrepassare.
Non risposi indecisa sul da farsi e gettai il telefono sul letto per poi tornare dalla bionda in cucina.
«Allora, oggi è domenica, c'è la partita. E dunque sai bene che c'è un lato positivo ed un negativo»
Annuii «Tu dovrai lavorare al bar tutto il pomeriggio...»
«...ma in compenso le strade sono deserte» disse completando la mia frase. L'idea di dover incontrare conoscenti in giro non ci era mai piaciuta.
«Non importa Angy, voglio andare al mare, anche se abbiamo solo qualche ora»
Sorrise, sapendo già cosa intendevo.
«Abbiamo tempo fino alle due, poi sono di turno in mezzo agli operai gonfi come delle spugne»
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ADESSO CHE NON CI SEI
Romance(IN CORSO) Maia ha diciannove anni ed è irreparabilmente infelice, non accetta niente della vita in cui è rinchiusa e, come spesso accade ai giovani, ogni occasione è buona per criticare tutto ciò che non va, ignorando l'esistenza del lato positivo...
