Giorno 83
6 Gennaio
ALEC
Sara entrò in casa stringendo una pila di fogli al petto. Dal divano la guardai mentre, impacciata, cercava di chiudere la porta con un piede.
«Ho delle ottime notizie»
Alzai un sopracciglio «Non vedo l'ora di scoprirle tutte»
Lei si avvicinò e buttò tutto sul tavolino da caffè di fronte al divano.
«Ti ricordi Angelica, vero?»
Mi morsi la lingua e tenni le parole cattive, che un tempo le avevo riservato, per me.
«Certo»
«Ecco, in pratica lei prima lavorava in un negozio vicino alla zona del mercato che adesso è in cerca di nuovo personale» si aggiustò i capelli dietro l'orecchio e poi incrociò le braccia al petto «A lei quel lavoro non serve più, ne ha già altri due. Le è bastato fare una chiamata e ho ottenuto un colloquio, ieri»
«E com'è andato?»
«Bene, direi. Mi hanno chiamata stamattina, sono stata presa»
Alzai una mano in aria e lei mi diede il cinque sorridendo.
«Brava ragazzina, sono fiero di te»
«Grazie capo»
Lasciò cadere lo sguardo sulle scartoffie che poco prima erano entrate in casa fra le sue braccia e aprì leggermente la bocca.
«Quelle arrivano dalla questura, sono i verbali dell'ultima udienza. Ne ha una copia anche il nostro avvocato»
Annuii e lasciai che piccoli brividi si formassero sulle braccia.
Tribunali.
Magistrati.
Giudici.
Avvocati.
Carabinieri.
Pentiti.
Testimoni di giustizia.
DDA.
Finanza.
Procura.
Sara ignorò il mio respiro che accelerava e le mie mani che avevano iniziato a sudare, si voltò e recuperò la borsa che aveva lasciato scivolare a terra, accanto alla porta.
Tornò in salotto solo per un minuto e io accesi la televisione per dissimulare l'ansia.
«Mex, stamattina sul mobiletto accanto alla porta c'era un mazzetto di soldi, erano tuoi?»
«Sì, perché?»
«No, così. Sono tanti soldi, hai ricominciato a lavorare?»
«Sì, devo distrarmi»
«Perché non me l'hai detto?»
«Non so, non mi sembrava importante»
«Vabbè, mi avrebbe fatto piacere. Comunque li ho messi in cassaforte, non mi piace che girino per casa»
«Hai fatto bene, l'avrei fatto nel pomeriggio. Grazie»
«Prego»
Si staccò dallo stipite della porta e tornò in cucina. Era quasi ora di cena. Io mi accesi una sigaretta ed alzai il volume della televisione. Era appena iniziato il telegiornale.
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ADESSO CHE NON CI SEI
Romantik(IN CORSO) Maia ha diciannove anni ed è irreparabilmente infelice, non accetta niente della vita in cui è rinchiusa e, come spesso accade ai giovani, ogni occasione è buona per criticare tutto ciò che non va, ignorando l'esistenza del lato positivo...
