Giorno 30
13 Novembre (parte 2)
MAIA
Mex alzò il cappuccio della felpa coprendosi dal vento freddo mentre io infilavo le mani nel cappotto e continuavo a camminare guardandomi le scarpe.
«Guarda che mica ti mangio» rise dando un'occhiata oltre le sue spalle, dove io lo seguivo in silenzio.
Accelerai il passo per raggiungerlo e camminargli a fianco nonostante il marciapiede fosse troppo piccolo per entrambi. Mi stufai ben presto del silenzio imbarazzante che si era creato fra di noi e che rendeva quella pseudo-passeggiata estremamente lunga.
«Puoi parlare per favore?» chiesi sommessamente.
Alzò le sopracciglia «Vuoi già passare alle domande con cui scoprirò tutti i tuoi segreti?», sorrisi.
Pensi davvero di farmi uscire allo scoperto così facilmente? Davvero carino.
«Dipende da cosa ricevo in cambio»
Mi guardò severo «Il tuo libro»
Io scossi la testa, non era assolutamente quello che volevo da lui.
«No, voglio informazioni»
Serrò la mascella «Non ti fidi?»
«Non molto»
Estrasse dalla tasca dei jeans un pacchetto di Marlboro ammaccato e afferrò una sigaretta con le labbra mentre con la mano destra si frugava in tasca del giacchetto alla ricerca dell'accendino. Mi guardò con la coda dell'occhio e mi allungò la piccola confezione rossa.
«Non fumo» dissi soltanto.
La fiammella arancione si avvicinò a quell'involucro di carta e tabacco, ardendone l'estremità per qualche secondo.
«Allora, vuoi dirmi perché stavi in quel parco?» domandò, lo sguardo dritto di fronte a lui.
Alzai le spalle «Non riuscivo più a dormire e non volevo stare a letto, sono uscita per non disturbare la mamma, tu perché stavi lì?»
«Ci tengo alla mia forma fisica, sai?»
Scossi la testa sorridendo «Cazzata, dimmi perché eri lì»
Alzò le sopracciglia e si rivolse verso di me «Certo che sembravi molto più fine quando ti ho conosciuta»
«Lo sono, è che cambio registro linguistico in base a chi ho di fronte» ammisi mettendo allo scoperto la mia capacità di cambiare comportamento a seconda della situazione.
Liberò nell'aria una nuvola di fumo che, nel freddo di quella mattina di novembre, sembrò ghiacciarsi in un primo instante, sfumando via quello successivo.
«Ci vuole molto di più per ferirmi, bimba»
Quando entrammo nel bar, chiusi gli occhi per un secondo, godendomi l'aria calda e il profumo di brioches e caffè, il gusto della mattina. Mex si girò verso di me prima che io avessi riaperto gli occhi e quando mi vide, si lasciò andare ad una risata contagiosa. Essendomi accorta di essere stata colta in quel momento così personale, arrossii e distolsi lo sguardo prima di aggrottare le sopracciglia e fulminarlo con gli occhi.
«Ti prego non dire niente» sussurrai.
Alzò le mani in aria e scosse la testa non smettendo però di ridere. Abbassò il cappuccio della felpa e mi seguì quando, con fare altezzoso, lo superai diretta al mio tavolo preferito, quello più nascosto fra gli scaffali pieni di libri. Mi sedetti, mi tolsi il cappotto e appoggiai i gomiti sul tavolo, posando poi le guance sui palmi delle mie mani in una posizione quasi rilassata e naturale, ma continuando a mantenere quello sguardo minaccioso che non mi era mai venuto bene.
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ADESSO CHE NON CI SEI
Romance(IN CORSO) Maia ha diciannove anni ed è irreparabilmente infelice, non accetta niente della vita in cui è rinchiusa e, come spesso accade ai giovani, ogni occasione è buona per criticare tutto ciò che non va, ignorando l'esistenza del lato positivo...
