ATTENZIONE: IN QUESTO CAPITOLO SONO PRESENTI CONTENUTI ESPLICITI.
SE NON VE LA SENTITE DI LEGGERE (anche se non c'è niente di particolarmente spinto) POTETE TRANQUILLAMENTE SALTARE IL CAPITOLO.
Ci tengo comunque a precisare che anche capitoli come questo sono fondamentali nella storia di Maia e Mex (come in qualunque altra storia d'amore) e che non c'è niente di strano o perverso. Ho deciso di mettere questo avviso solo ed esclusivamente per una questione di rispetto nei confronti di chi non si troverebbe a proprio agio leggendolo.
Buona lettura!
Giorno 75
29 Dicembre
MAIA
Fissai un'ultima volta il messaggio che avevo mandato la settimana precedente e sospirai. Le gambe, incrociate sul letto, non smisero di tremare.
"Ci vieni sulla neve con me?"
"Ma che dici?"
"Quello che ho scritto, Angelica ha un mulino su all'Abetone, ci voglio andare con te"
"Va bene"
"Passo da te il 29 alle 15.00"
Non era arrivato nient'altro e io mi ero accontentata, sarebbe venuto con me.
Bussai forte sulla porta blindata e strusciai le mani una contro l'altra cercando invano di scaldarmi.
«Sei in anticipo» mi risponde dopo aver aperto la porta.
«Dai, che tanto sei un uomo, mica ti devi portare l'armadio»
Scosse la testa ed afferrò un borsone nero da terra.
«Ancora non so bene perché ti ho detto di sì, ma sto iniziando a pentirmene»
Lo presi per la mano e lo trascinai giù per le scale sorridendo.
In macchina accesi il riscaldamento e lo guardai mentre rideva delle mie "capacità" come giovane autista.
«Ma sei sicura di riuscire ad arrivare fino all'Abetone?»
«Mi riservi troppa poca fiducia, Mex» dissi convinta cambiando marcia e tenendo gli occhi sull'incrocio più del dovuto.
Lui infilò una mano nella tasca del giubbotto di pelle ed estrasse un pacchetto di Marlboro.
Lo guardai con la coda dell'occhio portarsi una sigaretta alla bocca, stringerla fra le labbra e accenderla con un accendino quasi esaurito che diede vita ad una timida fiamma.
Poi aprì leggermente il finestrino e lasciò cadere la testa all'indietro, sul sedile.
Non dissi niente, nonostante l'eccessivo odore del fumo mi facesse sempre venire il mal di testa. La situazione era già abbastanza imbarazzante di per sé, con io che cercavo di guidare in modo naturale e per niente agitato e lui che non spiccicava parola nemmeno a supplicarlo. Pensai solo al fatto che lui era davvero bello da morire e questo non fece altro che aumentare il livello di ansia e tensione.
Alla fine mi uscì la cosa più improbabile da dire: «Quante ragazze hai avuto?»
Lo sentii ridere ma tenni lo sguardo fisso sulla strada di fronte a me.
«Poche» rispose dopo un po'.
«Non si direbbe»
«Cosa stai cercando di dirmi? Che sono estremamente bello?» ribatté ridacchiando.
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ADESSO CHE NON CI SEI
Romance(IN CORSO) Maia ha diciannove anni ed è irreparabilmente infelice, non accetta niente della vita in cui è rinchiusa e, come spesso accade ai giovani, ogni occasione è buona per criticare tutto ciò che non va, ignorando l'esistenza del lato positivo...
