Al termine del concerto, Ermal raggiunse Monica per chiederle cosa non andasse. Era mancata a qualche data e rientrava proprio quel giorno dalle ferie, ma non sembrava per niente riposata.
Era irritabile e anche abbastanza triste, aspetti che contrastavano con il suo carattere espansivo e solare. Ermal, che oltre a
lavorare con lei, la conosceva da anni e la considerava una delle sue migliori amiche, si era un po' preoccupato, quindi cerco' di fermarla subito dopo il saluto ai fan.
-Monica!- le disse, prendendola alle spalle e lei si volto'.
-Ermal! Ciao, che succede?...-
-No, niente....E' che ti vedo strana da tutto il giorno...e' successo qualcosa in ferie?....-
Monica abbasso' la testa: Ermal notava sempre tutto, aveva una sensibilita' straordinaria.
-Mia madre ci ha dato una pessima notizia: le e' stato diagnosticato un tumore in stadio gia' abbastanza avanzato e dovra' subire un intervento e poi la chemio....-
-Oh, mi dispiace.....-
-Anche a me.....e questo ha innescato una serie di pensieri e.....-
Monica gesticolava agitata ed Ermal le circondo' le spalle.
-Senti, ti va di venire per un po' in camera mia, cosi' parliamo meglio?.....-
-Non preoccuparti, Ermal....Sei sempre gentile, ma hai bisogno di riposarti.....-
-Eh dai, una chiacchierata dieci minuti! Vieni....-
Monica accetto' il gentile invito ed entro' nella camera d'albergo di Ermal, dove appoggio' le sue cose.
-Prego.....-lui la fece accomodare sul letto:-Vado a sistemarmi un attimo, mi tolgo i vestiti di scena....mettiti pure a tuo agio anche tu. Arrivo presto....-
-Grazie, Ermal.....- Monica lo aspetto' seduta sulla poltroncina accanto al letto, guardando il cellulare. La loro era un'amicizia di lunga data e con Silvia avevano compiuto diversi viaggi insieme, si erano divertiti e avevano condiviso gli anni piu' leggeri di un 'eta' diversa, in cui ci si sentiva ancora giovani e pieni di possibilita'. Alcune delusioni c'erano state, ma non avevano ancora scalfito quella voglia di riscatto, che animava la vita.
Ermal era un ragazzo simpatico, ma molto piu' chiuso rispetto a quello che, con gli anni, era diventato: con il tempo si era addolcito e aveva imparato a mostrare il suo bel sorriso che, troppo spesso, aveva nascosto dietro agli scudi.
Monica era felice di lavorare con lui e gli voleva bene da buona amica, nonostante in passato provasse qualcosa di piu', ma l'amicizia con Silvia l'aveva sempre frenata dal compiere qualsiasi passo. E poi erano diventati troppo amici per pensarsi in un altro modo. Anzi, forse Ermal non aveva mai immaginato niente di diverso da un'amicizia, perche' aveva occhi e cuore solo per Silvia e poi per se stesso, per la musica. Al termine della storia con Silvia, infatti, era convinto a indirizzare la sua vita solo in quel senso, perche' gli bastava e perche' era spaventato da un nuovo coinvolgimento sentimentale, oltre ad essere restio a fidarsi di chiunque. Poi aveva, da poco, conosciuto la scrittrice e forse con lei si era lasciato andare......
-Eccomi.....- Ermal si era cambiato e, sul letto, sedeva vicino a lei. Monica si confido' con lui, raccontandogli la preoccupazione e la tristezza per la condizione della madre.
-Ma vedrai che se la cavera'....- tento' di incoraggiarla Ermal.
-Lo spero...., ma soprattutto temo di vederla soffrire.....io sono una persona che preferisce veder morire i propri cari, piuttosto che vederli stare male, magari poi per niente....-
-Questo non lo puoi sapere a prescindere, Moni.....Oggi la medicina riesce a curare diversi tipi di tumore e molte persone sono completamente guarite e conducono una vita normale. Non bisogna arrendersi in partenza......-
-Ma infatti, mia madre non si arrende. Ce l' ha detto serenamente, quasi minimizzando, come e' sempre stata lei.....ma forse lo fa solo per non allarmarci....-
-Puo' essere...vi ama....E sara' lei a trasmettere a voi coraggio....-
-Probabile.....-
Monica sospiro' ed Ermal la prese tra le braccia:-Coraggio,amica mia......Cerca di starle accanto, prenditi tutto il tempo che ti serve...non avere fretta....il lavoro non e' un problema....lascialo per un po'.....-
Monica si appoggio' ad Ermal, ricordandogli che la madre era una donna non ancora molto anziana, ma sola; il marito era infatti morto anni prima, lasciandola sola con due figlie da crescere che, con tenacia, aveva cercato di rendere donne.
-Io e mia sorella siamo tutto cio' che ha.- gli disse:-E mia sorella vive e lavora in Svizzera, quindi tocchera' praticamente solo a me.....mia sorella, inoltre, ha la sua famiglia, mentre io sono sola....-
La malattia della madre aveva innescato in Monica una serie di riflessioni che la deprimevano ancora di piu' e che tento' di far capire ad Ermal, nonostante fosse ormai molto tardi.
-....Spesso...io mi sento sola. Quando torno a casa, nel mio appartamento milanese, chiudo la porta al lavoro e al caos cittadino, e respiro solo silenzio. Accendo la tv e mi cucino qualcosa, magari telefono a un'amica, per farmi compagnia. Ma quando tutto si spegne, sento che non sono completa, che qualcosa mi manca dentro.....-
La sua ultima storia, infatti, era finita anni prima e da allora piu' nessun uomo era entrato nella sua vita, perche' ormai non si accontentava piu' e perche' Monica era una donna indipendente, che si dedicava al suo lavoro e che credeva che tutto cio' le bastasse. Oltre ad essere una responsabile delle public relations, lei era infatti anche un'artista, perche' come Silvia, aveva creato una sua linea di gioielli, simile a quella dell'amica.
Quando pero' la difficolta' era giunta nella sua vita,Monica si era accorta di essere sola ad affrontarla ed improvvisamente
si era sentita piccola e sola. Non aveva nessuno che la notte la stringesse per incoraggiarla e che le stesse vicino nell'affrontare i problemi: aveva costruito molto professionalmente, era una donna in carriera realizzata, ma non aveva costruito nulla sul piano personale. Fuori dal lavoro, non aveva una vita privata, qualcosa che fosse davvero suo. Ed era ormai, forse, troppo tardi.....Troppo tardi per trovare un buon compagno. Troppo tardi prr innamorarsi, Troppo tardi per avere figli. A quasi quarant'anni non poteva piu' pensare di impostare una famiglia.
-Non e' mai troppp tardi....- le disse Ermal.
-Si', lo e'.Non ho un fidanzato e ormai credo di essermi abituata a stare sola e ad avere i miei ritmi, che non so se saprei allentare o modificare per un uomo. E poi creare una famiglia,almeno per me, e' una cosa seria e ci vuole tempo per trovare e poi capire se l'uomo che hai accanto sia quello adatto a te e ai tuoi scopi..... Gli anni passano, Ermal....e mi fa paura la solitudine....Se al posto di mia madre, che ha comunque due figlie, anche se lontane, ci fossi io, tra diversi anni......sarei completamente sola, invece. Gli amici spariscono nelle loro esistenze e mia sorella pure....-
-Io non sparisco....- Ermal le fece una piccola carezza sulla guancia, provocandole un sorriso.
-Tu sei molto caro....lo sei sempre stato.....ma anche tu avrai la tua vita un domani.....come e' giusto che sia....hai una ragazza.....e comunque hai la musica....hai i tuoi stupendi fan che ti seguirebbero ovunque...Come giustamente ti dicono nel famoso slogan, preso da una tua vecchia canzone, "#maisolo" , tu non sarai mai solo. Ti sei costruito la vita e gli affetti un passo per volta, senza arrenderti e hai ottenuto quello che meriti.-
-Anche tu.....-
Monica scosse la testa:-In questi giorni lontana dal lavoro ho capito che senza il lavoro, io non sono nulla. Io non ho nulla. E piu' si va avanti con la vita, piu' ne intendi la grande precarieta' e il tempo che, magari, hai perso...e che non torna.....Sai....io ho visto solo poche volte la tua ragazza....certamente non posso dire di conoscerla....ma ho notato una cosa nel suo sguardo.....la voglia e la tenacia di non arrendersi al tempo che non torna. Lei, se ha perso del tempo, lo rivuole indietro per se', con gli interessi. E in questo la ammiro.-
Ermal, sentendo parlare di Valentina, sorrise dolcemente: Monica non la conosceva se non superficialmente, ma aveva capito subito molto di lei.
-E' vero. Valentina e' cosi'.- confermo', con gli occhi persi con cui era solito guardarla:-Ma tu,Monica, non devi avere paura. I rimpianti credo facciano parte di noi, gli atti mancati,....ma non devono spaventarci o frenarci nella corsa nella vita.-
-"...io non ho perso tempo, ho preso vento, per gonfiare le mie vele...."- cito' lei, poggiando la testa su quella di Ermal.
-Piu' o meno!- rise lui, attirandola verso di se':-....Si e' sempre in tempo per recuperare il passato nel presente, e ricostruire il futuro a partire dai sogni che ti sono rimasti, per renderli veri nel cambiamento, che inizia quando tu vuoi cambiare, poi le modalita' le scegli tu....-
Monica era da sempre affascinata
da Ermal, dal suo modo di parlare mai banale, che arriva dritto al cuore di chi ascolta. Ermal era sempre simpatico, divertente, ma anche molto profondo e questa sua indole lo rendeva speciale e fuori dal comune. Non era, infatti, cosi' scontato essere come lui. La gente tende a passarti davanti e a non capirti, e raramente ti vuole bene davvero o lo sa dimostrare oltre le parole. Ermal era un'eccezione, anche se non lo sapeva e lei gli era profondamente legata.
-Ti ringrazio, Ermal,della chiacchierata. Questo tour e' stato davvero emozionante, location magnifiche,atmosfere magiche, e la tua musica che apre i cuori all'amore, alla speranza, alla bellezza......-
Monica ed Ermal si guardarono negli occhi intensamente e in quel momento fugace passarono loro dinanzi tutti gli anni trascorsi insieme, anni di amicizia, di speranze, di sorrisi.....anni con Silvia.......anni in cui tutto, o molto, pareva ancora possibile, realizzabile.....anni in cui l'amore prendeva il sopravvento....Ogni tanto Monica riguardava le fotografie e capiva quanto si fosse cambiati, quanta vita fosse passata sui loro volti e nei loro sorrisi.
Ne aveva qualcuna nel cellulare e le mostro' ad Ermal, che coloro' il suo viso di un'espressione di incantevole nostalgia. Ermal era di una bellezza particolare e pulita, forse inconsapevole. I ricci disordinati gli conferivano un'aria selvaggia e indomabile, com'era il suo spirito: mai quieto e perennemente viaggiatore tra musica ed emozioni.
Ermal si sdraio' sul letto con il suo cellulare, e lei lo segui'. Ricordarono momenti e risate.
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Quasi niente (STORIA COMPLETATA)
FanfictionValentina si è trasferita a Milano per ricomporre la sua vita,trovare pace dal passato e un rifugio dalla sofferenza che l ha distrutta. Sfiduciata e apparentemente fragile, conosce un'anima simile alla sua e il rapporto di lavoro si trasforma in em...
