Mi fermo a riposare sotto l'ombra di un albero solitario in mezzo alla piazza del paese. Ancora qualche metro e sarò finalmente arrivata al palazzo di Orochimaru.
Mi guardo intorno con sospetto. Sono sorpresa che nessun ninja si sia fatto avanti per farmi fuori. Dopotutto, indosso ancora il coprifronte con il simbolo del villaggio della Foglia.
Fisso il sole ancora basso sulla linea dell'orizzonte. Non sono ancora le otto del mattino. Il fattore tempo è dalla mia parte.
Un fruscio alle mie spalle mi spinge ad afferrare un kunai per proteggermi.
«Ma guarda chi si rivede. Akira Koi in persona.» commenta la voce di Kabuto.
Ripongo l'arma nella cintura e mi volto verso di lui con un sorrisetto.
«E così porti ancora il coprifronte di Konoha. Ci vuole un gran coraggio a presentarsi qui in queste vesti.» aggiunge raggiungendomi a passi lenti.
«Non sono qui per scherzare. Voglio parlare con Orochimaru.» spiego seria.
Kabuto si sistema gli occhiali, che nel frattempo gli sono scivolati sulla punta del naso.
«Con il maestro Orochimaru, eh?»
«Portami da lui.» lo incito incrociando le braccia.
«Allora hai cambiato idea.» afferma infilando le mani in tasca.
«Forse.» replico schiva.
«Da questa parte. Il maestro ti stava aspettando.»
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«Akira, alla fine sei tornata.» commenta Orochimaru non appena mi vede.
Mi inginocchio di fronte alla sua maestosa poltrona in segno di rispetto.
«So cosa potrebbe sembrare, ma non sono qui in veste di guerriera ninja della Foglia. Sono venuta a chiederti un favore da fedele allieva.» spiego posandomi una mano sul cuore.
Gli occhi da serpente di Orochimaru si stringono sul mio volto per esaminarne l'espressione. La sua fronte è rigata dal sudore. Deve provare un dolore grandissimo.
«Le voci sul tuo sharingan erano vere, allora.»
Mi alzo in piedi e annuisco.
«Sì. Tsunade ha provato con una nuova tecnica curativa, ma le possibilità di successo sono scarse.» rispondo posandomi una mano sul viso.
«Ora imparare le cose sarà molto più difficile per me.» aggiungo.
Lui annuisce.
«Avvicinati, forza.» mi esorta passandosi la lunga lingua scura tra le labbra.
«Da' un'occhiata alle mie braccia.»
Io mi abbasso e gli prendo una mano, aiutandolo a liberarsi delle bende. Spalanco l'occhio. La sua pelle è di un colorito violaceo e sembra essersi indurita come corteccia.
«È stato quel maledetto Sarutobi.» spiega digrignando i denti. «Per colpa sua ora non posso più usare le mie tecniche.»
«Non sono in grado di infrangere un sigillo tanto potente.» dico sottovoce.
«Lo temevo. La mia unica possibilità è convincere Tsunade.» sibila rabbioso.
«Posso... Donarti parte del mio chakra. Ti aiuterà a sentirti meglio.» propongo con un tono meno severo.
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Ricordi ‣ Kakashi Hatake
FanfictionAkira è una giovane kunoichi dalle abilità incredibili il cui passato risulta totalmente sconosciuto. Dopo aver abbandonato il villaggio della Foglia per trasferirsi in quello del suono, Orochimaru le chiede di tornare al suo luogo di nascita per as...
