Kakashi mi risponde con uno sguardo pensieroso e malinconico.
«È la stessa cosa che hai detto quel giorno...»
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Serro gli occhi cacciando via le lacrime che fino a un attimo fa scorrevano copiose sul mio volto.
«Cerca di ragionare, Akira! La missione, noi non–»
«La missione non conta più nulla. Tu, tu hai lasciato che Keika andasse da solo!» lo interrompo puntandogli il dito contro.
«Non potevo fare altro, devi credermi, Akira! I ninja della Nebbia avrebbero preso anche noi!»
«Bella scusa. Preparati. Ora vedrai cosa vuol dire mettersi contro di me!»
Porto le mani davanti al cuore e dopo aver replicato la sequenza di sigilli da lui inventata tendo il braccio destro verso il basso e inizio ad accumulare il chakra nel palmo sotto forma di piccoli fulmini bianchi come la neve.
«Tu...» mormora lui, incapace di reagire.
«Da questa sfida solo uno di noi due uscirà vincitore.»
A quel punto anche Kakashi termina i preparativi. Iniziamo a correre l'uno verso l'altra allo stesso momento e poi le nostre mani si scontrano.
«Taglio del fulmine!» esclamiamo allo stesso tempo.
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«Quella volta sei stato tu a vincere. Ma ora le cose sono cambiate.» confermo attivando un'altra volta lo sharingan.
«Mostrami quello che sai fare, Akira!»
Eseguiamo gli stessi esatti movimenti di quella volta e ci scontriamo con tutte le forze di cui disponiamo. Quando le nostre mani si toccano i nostri sguardi si incatenano come metallo fuso. Nessuno dei due vuole cedere. Siamo esausti, ma questo non è un motivo sufficiente a farci mollare.
«Akira!» grida lui spingendo con i piedi verso di me.
«Kakashi!» replico seguendolo poco dopo.
«Non ti lascerò vincere!»
«La mia rabbia... È la mia forza!»
In quell'istante il segno maledetto si attiva e libera in me un'onda di potere smisurato. Kakashi scivola all'indietro di qualche centimetro.
«Non lasciarti controllare dalla rabbia. Sai quali saranno le conseguenze, Akira! Se usi il tuo sharingan assieme al segno maledetto potresti perdere la vita!»
Quelle parole mi colpiscono nel profondo.
Perdere... La vita.
Le mie dita iniziano a tremare e la luce emessa dai fulmini si spegne lentamente. Un senso di disorientamento e di mancanza pervade il mio corpo. La vista inizia a traballare e i contorni si fanno sempre più confusi e sfocati. Le gambe cedono sotto il mio peso e mi ritrovo inconsapevolmente stretta nella presa di Kakashi.
«Non chiudere gli occhi. Continua a guardarmi, Akira.» mi dice tenendomi con un braccio avvolto attorno alla mia schiena.
«Hai bisogno di cure mediche. Immediatamente.» sussurra preoccupato.
Il suo sguardo si sposta frenetico per tutta l'arena alla ricerca di qualcosa che lo possa aiutare nell'intento. Io scuoto la testa.
«È stata una follia, vero?» gli chiedo mentre un rivolo di sangue mi cola dalle labbra.
«Pura follia.» sottolinea cercando di provocarmi. «Ora vedi di rimediare continuando a guardarmi, intesi?»
Batto gli occhi. Non riesco più a capire nulla. Le forme hanno cominciato a tingersi di nero e di grigio. Il segno mi sta divorando dall'interno.
«Akira, mi senti? Akira!»
Kakashi mi aiuta a stendermi a terra. «Avevo promesso che non l'avrei sigillato. Mi dispiace, ma non ci sono più alternative.»
Dopo aver afferrato il suo kunai lo vedo allontanarsi. Probabilmente sta disegnando a terra lo stemma per completare il sigillo. Chiudo gli occhi e mi concentro sul mio respiro. Sono così stanca. Voglio solo riposare un po'.
«Akira!» lo sento gridare.
«Akira!»
Un sorriso sciocco mi dipinge il volto. La mia vendetta è compiuta. Coloro che dovevano pagare hanno pagato. È inutile per me rimanere qui.
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«Akira, Keika, venite qui.»
Mio padre ci fa cenno con la mano di avvicinarci a lui e di raggiungerlo sull'altare dedicato a nostro nonno, Hinemasu Koi.
«Sapete perché sono voluto tornare in questo villaggio, non è vero?» ci chiede con uno dei suoi soliti sorrisi.
«Beh, mio padre era un traditore. Aveva scelto di vivere nel villaggio della Nebbia, ma era tornato qui a Konoha per spiare le decisioni del Terzo Hokage. È stato ucciso proprio perché l'hanno scoperto. E noi ora siamo qui a vendicarlo. Non dimenticatelo mai.»
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Spalanco gli occhi e mi tiro a sedere con uno scatto. Ho il fiatone e sono completamente sudata.
Mi poso una mano sul viso e provo a calmare il respiro.
Va tutto bene. Va tutto bene, Akira.
Batto gli occhi un paio di volte, ma la vista sembra essere ancora nelle pessime condizioni di prima. Mi lascio cadere di nuovo all'indietro e rimango immobile a pensare a ciò che ho appena visto.
Mio nonno, mio padre, mio fratello... Erano tutti vendicatori. E anch'io lo sono stata. Anch'io ho venduto la mia anima al diavolo per sfogare la mia rabbia.
Avverto il rumore della porta che si apre.
«Sei sveglia.» commenta una voce familiare.
Continuo a non muovermi e mi limito a battere gli occhi.
«Come va la vista?» insiste lui venendosi a sedere sul bordo del materasso.
«I medici dicono che potresti non recuperare più l'uso dell'occhio sinistro. È stato compromesso in modo irreversibile nel nostro scontro.» aggiunge poco dopo.
«Hai intenzione di fare la bella statuina ancora per molto? Akira, il Terzo Hokage ha perso la vita, ma Konoha è salva. Orochimaru è stato sconfitto. I suoi piani sono falliti.»
Volgo la testa dall'altra parte e sospiro.
«E va bene, ho capito. Servirà ancora un po' di tempo.» commenta infine.
«Beh, se hai bisogno di qualcosa non ti rimane che chiamarmi. Sono qui fuori, d'accordo?»
Ascolto i suoi passi leggeri scomparire in lontananza. Sento gli occhi riempirsi di lacrime.
È tutto finito. Orochimaru è stato sconfitto. Sono sola. Sono di nuovo sola. Nascondo il volto fra le mani e sfogo tutta la mia frustrazione in un pianto silenzioso e convulso.
Perché? Perché per una volta non poteva andare tutto secondo i piani? La mia si può davvero definire una vendetta compiuta?
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Spazio autrice
Ehi! So che è mattino ma dato che sono in gita scolastica non ho altri momenti per aggiornare.
Grazie per la posizione #1 in #sasuke, vi adorooo *^*
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Ricordi ‣ Kakashi Hatake
FanfictionAkira è una giovane kunoichi dalle abilità incredibili il cui passato risulta totalmente sconosciuto. Dopo aver abbandonato il villaggio della Foglia per trasferirsi in quello del suono, Orochimaru le chiede di tornare al suo luogo di nascita per as...
