Capitolo 23

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Poso le mani sotto la nuca e chiudo gli occhi per rilassarmi. L'addestramento di Sasuke per la terza prova si sta rivelando davvero faticoso. Da quando Kakashi ha scelto di insegnargli il Mille Falchi sono rare le occasioni in cui posso riposare senza pensare a che tipo di esercizi affidargli per aiutarlo a perfezionarsi. Devo sfruttare al massimo questo momento di pace.

Mi metto ad ascoltare il fruscio del vento tra le foglie e lo scroscio dell'acqua del ruscello. Sembra tutto così tranquillo. È difficile credere che fra tre giorni si scatenerà l'inferno.

Mi alzo in piedi e mi dirigo verso il torrente, da cui sembrano provenire voci piuttosto familiari.

«E cosa dovrebbe essere quella cosa?»

«Beh, è già meglio di prima! Guardi, ha le zampe e la coda è molto più piccola!»

L'ultimo ad aver parlato è Naruto, non c'è alcun dubbio. Mi avvicino di soppiatto e mi fermo dietro al tronco di un albero per capire cosa sta succedendo.

«Fermo, ragazzino. È arrivato qualcuno.» dice lo stesso individuo di prima.

«Eh? È arrivato qualcuno?» chiede stupito Naruto.

«Ed è molto vicino.»

«Beh, a me non importa. Voglio riprovarci. Tecnica del richiamo!»

Sospiro paziente. Finalmente ho riconosciuto il suo interlocutore.

«Jiraiya.» lo chiamo uscendo dal mio nascondiglio.

«Mh? Oh, Akira. Quanto tempo.» risponde l'uomo che ho appena salutato con un cenno del braccio.

I suoi capelli bianchi cotonati sono cresciuti dall'ultima volta e noto con piacere che si porta ancora appresso il rotolo su cui un tempo mi ha permesso di scrivere il mio nome.

«Oh, salve, signorina Akira! Voi due... Vi conoscete?» esclama Naruto.

«Eh, già, Naruto. Akira è un'amica, nonché la ragazza che ispira la maggior parte dei miei romanzi. Cioè, volevo dire... La mia musa della pura poesia!»

Gli scaglio un'occhiata velenosa e poi incrocio le braccia.

«Un tempo ero una sua allieva.» replico semplicemente.

«Oh, davvero?»

«Una delle mie migliori allieve. Con il dono che possedeva, poi... Apprendeva tutte le mie tecniche in un attimo!»

«Dono? Quale dono?» chiede Naruto posandosi una mano sotto il mento.

L'ho mostrato a Sasuke. A questo punto non vedo perché dovrei nasconderlo a Naruto.

«Osserva, ragazzino.» gli dico attivando il mio sharingan.

«Woah, ma quello è uno sharingan! Assomiglia a quello del maestro Kakashi, solo che il suo è azzurro! È davvero bellissimo!»

«Bello e allo stesso tempo letale. Naruto, devi sapere che il suo non è un comune sharingan. Viene chiamato sharingan dell'anima e le sue capacità sono molto simili a quelle del byakugan del clan Hyuga.» spiega Jiraiya arruffandogli i capelli.

«Davvero? E perché non ce l'ha detto prima?»

«Perché quest'occhio rappresenta la mia condanna.» rispondo posando una mano sopra di esso con un sorriso triste.

«Eh?»

«Lo sharingan dell'anima prosciuga le energie di chi lo usa. Chi ne abusa ne subisce le conseguenze. Potrebbe farle perdere la vista per sempre.» dice Jiraiya.

«Oh, non lo sapevo...»

«È il prezzo da pagare per un potere tanto grande.» concludo.

«Capisco... Signorina Akira, posso farle una domanda?» insiste Naruto con un tono quieto e comprensivo.

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