FLAVIO
Verona, due mesi prima
Non ho ben capito in che modo la vita riesca a tessere dei nuovi rapporti con persone che ci hanno fatto tanto male. Non si tratta solo della divina capacità di perdonare, si tratta di qualcos'altro che Giuditta chiamerebbe di certo amore, o qualcosa di similare. Fatto sta che io ci sono davvero riuscito a dare una seconda possibilità a mio fratello e ora eccomi qui, a parlare con lui, di nuovo, sulla veranda di un wine bar che pullula di vita, vino e discorsi futili.
«Novità?» esordisce lui alzando il braccio e attirando l'attenzione del cameriere.
«Sì, ho ricevuto un contratto come docente alla Kingstone per il prossimo anno accademico» sputo io con nonchalance.
«Wow!» esclama Andrea sgranando gli occhi. Poi, rivolgendosi al cameriere, aggiunge: «Due calici di Argiolas, grazie».
«Da quando in qua decidi tu per me?»
«E non rompere le scatole, Fla'. Bevi un buon bicchiere di vino e la vita ti sorriderà» continua con l'aria di chi trascorre l'esistenza con uno spirito nettamente più leggero di quanto non faccia io. «Anche se per far ridere la vita dovresti ridere tu per primo» continua alla fine.
«Non so se firmerò il contratto» sentenzio di punto in bianco.
Andrea si sporge in avanti, verso di me. «Stai scherzando?» E mi guarda come farebbe una persona sana davanti a un'altra persona che ha appena avuto un segno inconfutabile di squilibrio mentale.
Scuoto la testa.
«C'è di mezzo qualcosa che non so?»
«Andrea, non riesco a essere felice» mormoro con la consapevolezza che questo scatenerà tutta una serie di domande a cui non so se saprò dare delle risposte.
«La felicità non ti viene a cercare. La felicità te la devi trovare tu.»
Storco le labbra, la sua mi sembra una frase davvero scontata, quella che si trova quando digiti su Google Aforismi sulla felicità.
«Parli proprio tu che la felicità me l'hai rubata sotto il naso...» lo provoco.
«La tua felicità, caro fratello, già te l'eri giocata. Te la sei mai fatta una chiacchierata con Viola, eh? No, mai. E lo sai perché? Perché tu hai l'ego di un Dio. Tu pensi di essere intoccabile e sei convinto di trovarti sempre dalla parte dei giusti.»
«Non ricominciamo con i soliti discorsi...»
«Un anno fa non la pensavi così. Un anno fa la felicità e il tuo lavoro camminavano di pari passo, peccato che nel tuo concetto di felicità non avevi incluso altro a parte te stesso e la carriera. Ora che è successo? Te lo dico io, la tua coscienza sta reclamando. Sei rimasto da solo, Flavio, e la donna che ami te la sei fatta scivolare tra le dita.»
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L'attesa
RomansaTerzo romanzo della serie -Il paradigma dell'amore- Sono passati quattro anni, Giuditta è una specializzanda nella facoltà di genetica medica ora. Trascorre le sue giornate divisa tra il laboratorio, i turni ospedalieri e la convivenza con F...
