«Dove andiamo?»
gli chiesi, stavamo letteralmente correndo nel nulla.
«Aspetta» cantilenò per la terza volta «ecco, sali»
Sorrise e si piegò in avanti, facendo cenno di salire sulle sue spalle. Cominciò a camminare, da lì sopra riuscivo a vedere più luci del solito, ma ancora non capivo.
Essere sulle spalle di Luke mentre camminava era fantastico, sembrava di stare su un cammello, era anche meglio.
Carino da parte mia pensare a Luke come un cammello, però..
«Il luna park!»
Sorrisi, quando potetti perfettamente scorgere la ruota panoramica a pochi metri da noi.
Indicai con una mano le montagne russe, mentre con l'altra tenevo la mano di Luke.
«Ariana io non credo che sia-»
Non lo ascoltai, lo trascinai verso la biglietteria e presi due biglietti prima che potesse ricominciare a parlare.
«Come si dice? you only live once?» strillai a causa del rumore di sottofondo.
«Devo dirti una cosa importante»
Cominciò, era pallido. Un uomo passò ad agganciarci al sedile.
«Hai paura?»
Scoppiai a ridere, guardando poi altrove per non renderlo ridicolo.
«Non proprio, ma ecco... una volta-»
La giostra partì dandoci una spinta iniziale, cominciò a spostarsi abbastanza velocemente, Luke urlò come una ragazzina.
«Stiamo solo camminando in avanti, datti una calmata!»
«Certo, certo» respirò profondamente
«Ti sudano le mani, prova ad alzarle in aria!»
Lo derisi finchè non salimmo del tutto, aveva le mani salde alla sicura di ferro e gli occhi sgranati che guizzavano per tutto il circondario.
«Non è per niente divertente, e sei una stronza.»
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«Luke, è stato bellissimo, sei un cagasotto!» lo contraddissi
«Non è vero!»
«Ci vado da quando avevo tredici anni, come fai ad averne paura? è l'unica giostra che può sollevarti talmente in aria da farti sembrare...»
«di stare per avere un infarto?»
«di stare volando!» conclusi sorridente, stringendo il grosso peluche che mi aveva regalato
Restammo in silenzio per un bel po', mancavano cinque minuti abbondanti di strada prima di poter avere segni di vita da un tassista. Non mi divertivo così da parecchio tempo, andammo praticamente ovunque, eccetto la ruota panoramica. La odiavo.
°Si sentono sirene per tutta la notte.
Come urla messe a bruciare, si sollevano più in alto. Ho qualcosa da provare e niente da perdere.
«Trovo che il vento sia la vera definizione di libertà» alzai una mano in aria per sentire il vento soffiare «o, almeno, io mi sento più libera in certe occasioni. Strade deserte e nessun suono, il vento sulla pelle...»
«Vieni, ti faccio vedere un posto.»
Non smisi di guardare quello che ci circondava, prendendogli la mano. Era ora che anch'io facessi visita a quel posto, era da molto che non ci andavo.
«Che genere di posto?»
«Il mio posto.»
«Sento che diventerà anche il tuo posto. Potrebbe essere il posto di chiunque, è come se cambiasse di continuo, adattandosi alla persona che possiede. Perché è lui che possiede te. Diventi un dettaglio in un mare di colori e forme, come in un quadro, ti confondi con una distesa di cose bellissime, e potresti sembrarlo anche tu.»
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Unpredictable » [LH,AG]
Fanfiction«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
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