***
«Non mi avevi detto che saremmo venuti a trovare i tuoi» sorrisi «sei troppo imprevedibile»
«Mia madre fremeva all'idea di conoscerti -rise- "non posso credere che tu abbia una ragazza" -imitò una voce affimminata- loro non sapevano che saremmo arrivati. Gli ho avvisati questa mattina.»
«Ecco a cosa serviva il biglietto insieme ai fiori, allora» osservai
«Non farla lunga ed aiutami a cercare il mio vecchio appartamento» scese dal taxi lamentandosi, cercando il suo cognome fra quelli delle case che c’erano attorno.
«Eccolo!» esclamai entusiasta «dai, suona!»
«No, fallo tu!»
«Muoviti e suona a quel campanello, Luke!»
«Okay, okay!» alzò le braccia in segno di resa e premette l'indice sul bottoncino che emise un suono.
Un ragazzo biondo e poco più basso di Luke aprì la porta sgranando leggermente lo sguardo, poi sorrise ed abbracciò il fratello.
«Felice di vederti, caro il mio Benjamin»
Mi salutò un po' timidamente con una stretta di mano e si presentò. Entrammo in casa, era grande ma accogliente, completamente in bianco e grigio. Dopo aver salutato i genitori di Luke sua madre non aveva ancora smesso di dirmi che ero "una bella ragazza."
«Luke ha avuto un'altra ragazza, era carina, ma-»
«Mamma ti prego.»
Alzò gli occhi al cielo sbuffando, lo guardai accigliata, non capivo perché fosse così infastidito nel parlare di quella ragazza..
[...]
«Umh, uno di voi due può gentilmente passarmi quella caraffa lì?»
Il padre di Luke indicò la caraffa con l'acqua, riferendosi a me e suo figlio più grande. Essendo la più vicina alla caraffa, poggiai la forchetta sul piatto per passarla al padre di Luke, e sia io che Ben prendiamo la caraffa. Arrossisco un po', poi la lascio nelle sue mani. L'uomo sorride quasi a ringraziare, mentre sua moglie porta a tavola dei piatti puliti per il dolce.
«Siete ancora fissati con quel coso alle more?» disse Luke ridendo, anche suo fratello lo fece
«Sì, certo! tuo padre adora quel liquore, ed anche tu, per quanto possa negarlo. Ora lo prendo.»
«Ecco!» riempì un bicchierino per suo marito, i due ragazzi sbuffarono e portarono avanti i loro bicchieri
«Ariana, tu ne vuoi assaggiare un po'?»
Mi svegliai dallo stato di trance in cui ero sprofondata e scossi la testa, cercando di non essere scortese
«Che ti prende?», sussurrò Luke «sembri... sei strana.»
«Niente, davvero.»
Guardò i suoi genitori che parlavano, mi prese la mano e mi trascinò fuori dalla sala da pranzo
«È successo qualcosa, vero?»
«No, no!» chiarì velocemente «non è successo niente, forse sono solo stanca.»
«Andiamo a dormire, allora, vengo con te.»
«Luke, sta' tranquillo! non vedi la tua famiglia da mesi, se verrai con me penseranno che sia successo qualcosa!»
«Vai da loro, io vado a cambiarmi.»
Annuì e mi lasciò un bacio sulla fronte, dopo raggiunse i suoi. Cercai la stanza di Luke ed aprì la mia valigia per prendere un cambio. Quando uscì mi scontrai con il petto di un ragazzo più alto di me, ma di certo non era Luke. Lo capì subito, ma poi alzai lo sguardo e a conferma dei miei pensieri, davanti a me non c’era Luke.
«Oh, scusa, mi serve solo un cuscino dalla stanza di Luke»
Lo lasciai passare e scesi al piano di sotto per dare la buonanotte ai suoi genitori.
Non ero mai stata così imbarazzata da un ragazzo, mio parente, per di più. Cercai di ignorare la cosa, ma era un pensiero fisso.
«Tua madre ha detto che devi dormire nella stanza di Jack» risi, trovando Luke che andava in giro in mutande «se vuoi ci vado io»
«No figurati, io riesco a dormire ovunque» alzò le spalle, quelle parole un po' mi ricordavano me e la mia incapacità di dormire senza di lui. Guarda caso uscì subito l'argomento «appena si addormenta vengo» sorrise
Di certo i suoi genitori non sapevano che dormivamo sempre insieme, la pensavano molto all'antica su questo tipo di cose.
«Vieni qui»
Gli feci segno seduta sopra il divano. Inizialmente si sedette accanto a me a guardare un film, ma dopo una mezzoretta poggiò la testa sulle mie gambe mentre giocavo con i suoi capelli.
«Sai» cominciò, alzando gli angoli delle labbra in un lieve sorriso «ogni giorno penso a quello che sarà di me e te. Dureremo? per quanto? questa storia prenderà una svolta? invecchieremo insieme, o prenderemo strade diverse? tra quanto?»
«Goditi ogni momento come se fosse l'ultimo, Luke, immaginare il futuro sa di rimpianto»
«A me basta sentire la tua voce, avere il tuo rossetto sul collo, le labbra gonfie guando esco. Tenerti stretta come per salvarti dalla tormenta che è la mia vita, per metterti al sicuro, per mettere al sicuro tutto quello di cui ho bisogno. Perché tu, così come sei, sei tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno.»
«Vai a dormire, Luke Hemmings» Lo derisi
«Io ho davvero intenzione di sposarti, un giorno. Avremo tanti figli » Evidenziò la parola "tanti", scoppiai inevitabilmente a ridere.
Quello che disse mi lasciò un po’ perplessa, ma non lo lasciai trasparire, «Non sei contro i matrimoni?»
«Lilo e Stitch mi ha insegnato che "avere un nome significa esistere" perciò io penso che avere un nome davanti alla legge, davanti a tutti, come famiglia, significhi esistere. Esistere insieme.»
«Allora resisteremo ed esisteremo insieme.»
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Unpredictable » [LH,AG]
Fiksi Penggemar«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
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