«Come è successo?» mi chiese Mike. Dovetti mettere insieme tutta la forza di volontà che avevo per potermi permettere di non piangere. Non risposi subito, le lacrime mi impedivano di farlo senza singhiozzare ogni due millesimi di secondo. Michael comprese la situazione nella quale mi trovavo, mi rivolse un piccolo sorriso di compassione e mi abbracciò. «Non preoccuparti.» mormorò tra i miei capelli.
La sensazione più brutta che un umano possa provare è senza dubbio la paura di perdere qualcuno che ama. Mette in dubbio la forza che possiedi fino a farti credere che quasi non ne possiedi più, fin quando non sarai troppo stanco per sopportarlo. Ti consuma.
Provai a calmarmi, presi un lungo respiro e lo guardai. «Dovresti tornare in albergo per...» non continuò, piegai la testa per guardare il mio vestito. Per cambiarmi. Scossi la testa in disaccordo, «Almeno va a darti una sciacquata.» Annuì e mi accompagnò verso il bagno dietro l'angolo. Si sedette lì di fronte ed aspettò. L'interno di quel bagno era impressionante. Era non molto grande, scuro, lo specchio sul muro era rotto e si ghiacciava. Quasi tutto il muro era ricoperto dall'umido. C'era solo un finestrino. Agghiacciante. Mi guardai allo specchio, per quanto possibile; avevo un aspetto orribile. Cercai di sistemare il trucco sbavato e lavai via il sangue dalle braccia e dalle mani. Per il vestito invece non c'era nulla da fare, per lo meno potevo coprire le macchie con il cappotto. Sistemai anche i capelli e mi voltai per uscire ma la maniglia era bloccata. Non avevo il cellulare, Michael era piuttosto lontano per sentirmi, ma provai comunque a chiamarlo. Battei pugni contro la porta per un paio di minuti, dopo riuscì ad aprire. Sembrava che qualcuno avesse aperto da fuori, eppure non c'era nessuno. Fuori dal bagno c'era un altra porta chiusa, sobbalzai appena ci fui davanti. Sopra c'era scritto qualcosa in rosso, qualcosa di liquido visto che era colato verso il basso. "Un grosso in bocca al lupo alla novella sposa. E che almeno la fortuna possa essere dalla tua parte."
Presi immediatamente un pezzo di carta bagnata e cancellai. La consistenza era abbastanza acquosa e di un rosso scarlatto. Per curiosità annusai il fazzoletto, non aveva nessun odore, ma personalmente mi sembrava sangue. Gettai la carta nel water ed uscì immediatamente, c'era Mike fuori ad aspettarmi. «Che succede?», «Niente.» Risposi, superandolo e cominciando a camminare verso la stanza di Luke. «Ho parlato col dottore, dice che c'è bisogno di un parente che si assuma le responsabilità dei pericoli che corre durante e dopo l'operazione. Ho appena chiamato Jack, sta arrivando.», «Di che operazione parli?» Dissi con un filo di voce, accigliata. «Pensavo che Luke te lo avesse detto...», «Cosa, Mike?» alzai la voce, Mike sospirò. «Luke ha un problema piuttosto grave al cuore sin da quando è nato. Ma te lo spiegherà meglio Jack quando- Oh, eccolo lì.» Agitò la mano mentre Jack si avvicinava a passo svelto. «Lui sa che sono qui?» bisbigliai, «No, non sa nulla, nemmeno tua sorella.» Annuì ed abbassai la testa. «Cosa ci fai tu qui?» Jack mi guardò meglio, guardò le piccole macchie sul vestito. «Che succede qui? E poi Luke non era con te?» Schiusi le labbra per azzardare qualche parola, ma Mike rispose al posto mio e gli spiegò la situazione. «Dov'è adesso?» Domandò serio, «Dorme. Inizialmente era solo svenuto a causa dell'incidente, adesso ci sono dei problemi con... con il suo cuore, Jack.»
Il ragazzo biondo ed io non fiatammo. Dopo pochi minuti Jack riuscì a parlare col dottore e lo convinse a farmi restare con loro. «Suo fratello ha bisogno di un trapianto immediato. L'infarto che ha avuto quindici anni fa è stato solo un avvertimento, il suo cuore è sempre stato debole. Non appena troveremo un donatore effettueremo l'operazione, e se ne trova uno compatibile la prego di riferirmelo, per favore.»
Non appena il dottore si allontanò lo seguì, lo chiamai e si voltò. «Come potrei fare a sapere se il mio e il cuore di Luke sono compatibili?», «Be' intanto dal gruppo sanguigno, e poi ci sono degli esami che bisogna fare per accertarsi che sia sana.», «E quando potremmo cominciare con questi esami?», «Anche subito, sebbene richiedano molto tempo.», «Non importa.», «Signora...» Il dottore prese un lungo sospiro guardando il pavimento, «So che vorrebbe fare il possibile per salvare suo marito, ma deve capire che donare il proprio cuore è una scelta molto importante, dovrebbe inoltre parlarne con la sua famiglia.», «Sono sicura di quello che le ho chiesto, non sono stupida.», «Metterebbe fine alla sua vita per salvare quella di suo marito senza nemmeno provare a cercare un donatore?», «Metterei fine alla mia vita anche se Luke non si salvasse. Non c'è abbastanza tempo per cercare un donatore, ne ha uno davanti.»
Mi voltai e feci per andarmene, «Va bene. Si riposi e torni domani sera, cominceremo alle sei con un Elettrocardiogramma.» Disse, mentre ero di spalle. Mi voltai e sorrisi, poi ricominciai a calpestare i tacchi rumorosi lungo il corridoio. Una decina di minuti dopo dovemmo andare via, Jack ci accompagnò in albergo, Mike salì subito nella stanza che avrebbe dovuto condividere con Calum e Penny mentre io restai a parlare con Jack.
«Se ce lo avreste detto non ne avremmo parlato con nessuno.» disse, guardando fuori dal finestrino. «Avevamo paura, Jack.. Non immagini nemmeno cosa significa doversi guardare intorno anche al supermercato in un'altra nazione, o mentre fai una passeggiata.», «Quindi vi siete sposati...», «Sono sicura che appena si sistemerà tutto festeggeremo insieme. Con i tuoi genitori, Ben, e forse anche la mia famiglia..», «Sì..», «Sei sicura di non voler venire a casa? Tuo fratello si trova a Miami.», «No, Jack. Grazie, ma non posso.» Annuì, e mi salutò. Scesi dalla macchina e salì in camera da Penny. Le raccontai di Luke e mi scappò anche qualcosa sulle mie intenzioni, ovviamente lei non era d'accordo, infatti litigammo a lungo. Mi disse che l'avrebbe detto a Michael, e se fosse stato necessario anche ai miei genitori e mio fratello. Io, semplicemente, chiesi cortesemente al suo ragazzo di scambiarci la camera, infine la mandai a fare in culo. Portai la mia roba nella stanza di Mike e quella di Cal e Penny nella mia, senza che lui ci capisse qualcosa. Mike mi accompagnò di sotto al bar per prendere qualcosa che mi aiutasse a dormire.
«È mezzanotte.» annunciò a voce bassa, «E quindi?», «Buon Natale.» mi disse accennando un sorriso, così sorrisi di rimando e lo abbracciai. «Grazie di tutto. Ti voglio bene.» Sussurrai.
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Unpredictable » [LH,AG]
Fanfiction«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
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