Mamma insistette affinché stessi da lei e papà durante la "convalescenza", una volta fuori dall'ospedale. Era passato già un po', stavo più o meno bene.
«Hai più sentito Luke?»
«No mamma, è finita, te l'ho detto.» risposi piatta
«Ma» cominciò, confusa, voltandosi verso di me «perché è stato così categorico? non vi siete nemmeno chiariti...»
«Perché gli ho nascosto suo figlio per due mesi, e perché sono andata dal ginecologo con Michael per due volte senza nemmeno consultarlo. Credo che questo sia sufficiente per mettere un punto definitivo, per uno che non vuole figli.»
«Diamine che serietà» lo schernì mamma, la guardai storto «scusa, ma comportandosi da ragazzo serio appare alquanto ridicolo, e non lo dico perché sono tua madre.»
«Su questo ti credo, dato che è la prima volta che mi appoggi in una cosa del genere.»
«Andiamo, non vorrai fare l'apatica per tutto il giorno. Pensa a me che ne ho persi due di bambini prima che tu nascessi.»
«Mamma, forse non vedi la sottile linea di differenza fra la situazione in cui eri tu più di vent'anni fa, e la mia attuale situazione. Ora come ora, mi sento più sola di un cane in autostrada. Tu avevi papà, almeno.»
«Ma hai tutti noi, hai me e tuo padre, i tuoi fratelli con le loro rispettive famiglie e i tuoi migliori amici che ti hanno appoggiata dall'inizio di questa stor-»
«Ma non ho lui, mamma, non capisci che è questo il problema?»
«Ma adesso non lo voglio nemmeno più, è tardi ormai.»
«Detto così sembra che tu stia parlando di un giocattolo.»
«Un burattino, direi.» le lanciai un'occhiataccia, alludendo ad un discorso che ascoltai l'anno prima.
[se ne parlerà in seguito]
Di tanto in tanto la donna accanto a me mi lanciava occhiatine, ma nessuna parola.
«Posso parlare io con lui, se vuoi, anche se lo ha già fatto Fran-»
«Cosa? no, aspetta. Quando, perché?»
«Quando tuo fratello è andato via il giorno in cui ti sei svegliata lo ha incontrato nel parcheggio dell'ospedale e gli ha detto che eri sveglia, stava andando via anche lui. E poi hanno parlato.»
«E lui cosa ci faceva in ospedale?»
«Era venuto a trovarti ma ha sentito il tuo discorso con Michael ed è andato via, chiedendo solo qualche informazione all'infermiera che ti seguiva.»
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«Hai sentito cosa dicevano nei corridoi?» sussurrò Maddy in aula, prima che entrasse la professoressa
«No, cosa?»
«Che la professoressa di chimica è andata via per problemi personali. Tu ci credi? potrebbe essere una delle solite fesserie.»
«Potrebbe, già. In ogni caso incrociamo le dita.» risposi distratta
«Stai avendo risultati dalle medicine che ti ha dato quel ginecologo per il tuo ciclo?»
«Devo confessarti una cosa a proposito di questo, ma non è il momento. È arrivato... il nuovo professore.»
Non appena l'uomo entrò in aula rimasi inizialmente sconcertata, poi indifferente. Alcuni ragazzi che conoscevo mi stavano fissando, e lui se ne accorse.
«Ma è il tuo ragazzo!»
Maddy cercò di usare un tono di voce basso ma evidentemente la sorpresa non glielo permise, mentre Luke si presentava.
«Non stiamo insieme, lo sai.. ma è matto? come fa ad insegnare in questo corso?»
«Beh, è laureato.»
«Lo so meglio di te, era retorico.»
Alzò gli occhi al cielo, troppo distratta da quello che stava dicendo per badare a Luke. Lui, accorgendosi di noi, per altro in una delle prime file, prese a guardare Maddy finchè non smise di parlarmi. Lei sorrise di scuse, arrossendo. «Grazie» concluse Luke sorridendo sarcastico.
La campanella suonò, Maddy corse subito via per incontrare il suo ragazzo prima che cominciasse la sua partita di calcio. Quindi mi ritrovai ad uscire dalla classe da sola, con in mano il cappuccino che stavo bevendo prima che Luke entrasse in classe. Era ghiacciato, lo avrei buttato.
«Non si portano bevande in classe. Sei al secondo anno, ancora non lo sapevi?»
Mi bloccai, voltandomi, e tornai sui miei passi accigliata. Stava sistemando delle carte, non mi prestò nemmeno tanta attenzione.
«Ero per caso l'unica ad avere un bicchiere in mano, professore?»
«No.»
«E allora che tipo di problema ti crea?»
«Assolutamente nessuno, a me, ma è una regola della scuola. L'ho detto anche agli altri ragazzi, infatti.»
«Senti, non so cosa ti sia saltato in mente, ma qualunque cosa tu stia tramando sotto questo casuale lavoro caduto dal cielo, vedi di fartela passare.»
«Ti sei ripresa vedo.» continuò indaffarato
«Non provocarmi.»
Poggiai le mani sulla sua cattedra, la raggirò, poggiandosi proprio davanti ad essa, accanto alle mie mani
«Non ti sto provocando affatto. Dico solo che dopo tutto quello che è successo sembri stare molto meglio.»
«Si, e preferisco che sia così.»
Mi sfilai l'anello che mi regalò il giorno del nostro primo anniversario e lo appoggiai sulla cattedra, lo prese in mano e lo guardò come a riconoscerlo, poi capì. «adesso, è finita» conclusi.
«Come vuoi.» salutò da lontano
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Credo che fosse l'una del mattino. Stavo cercando di dormire da quasi mezz'ora, mi rigiravo nel letto senza chiudere occhio. La mia finestra sbattè leggermente facendomi trasalire e voltare, ma non c'era nulla di strano, tutto come prima. Tornai al mio sonno fallimentare. Stavo finalmente dormendo, quando sentì un solletichio sul mio collo.
Tirai un altro sospiro di spavento, Luke era accanto a me, poggiato allo schienale del letto. La luce della luna illuminava parte del suo viso, lasciando l'altra nell'oscurità. Un po' come la sua personalità.
«Dove sei stata stasera?»
«Che cazzo ci fai nel mio letto? vattene!»
«Sapevo che sicuramente saresti stata sveglia, allora sono passato a farti un saluto.» fece spallucce
«Sei così schifosamente sfacciato.»
«Già, lo dico spesso anch'io. Comunque, dimmi cara, come hai passato la serata?»
«Smettila Luke.» gli voltai le spalle «non ti devo proprio niente, non c'è più niente che ci lega ora.»
«Cerchi solo di ferirmi.»
«Ma lo penso.» sorrisi falsamente
«Non riuscirai a farmi comportare come se fossi un estraneo, e non riuscirai ad allontanarmi. Puoi anche non credermi, ma te ne accorgerai presto.» si alzò dal letto aprendo la finestra ed accovacciandosi su di essa per uscire «buona notte.» saltò.
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Unpredictable » [LH,AG]
Fanfiction«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
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