Quasi dodici ore per sorvolare l'America, ma finalmente ero a casa. Appena chiusi la porta di casa controllai l'attaccapanni accanto ad essa; vuoto. Nel portachiavi c'era solo il fogliettino bianco che avevamo lasciato ai proprietari della casa nel caso in cui fossero passati mentre eravamo via.
Tutto sembrava essere al proprio posto, eppure nulla lo era.
Luke non c'era, forse non era neppure tornato da quando era in Inghilterra e, nonostante le mille domande, riuscì ad addormentarmi sul divano mentre guardavo una puntata di Friends. Mi risvegliai circa sette ore dopo, intorno alle cinque di mattina. Aspettai per un po' sveglia sul divano che Luke tornasse a prendere il materiale per la scuola, ma quando l'orario in cui era solito prepararsi arrivò e lui non era a casa mi sorse un dubbio.
Salì in camera ed aprì l'armadio, la prima cosa di cui mi accorsi furono i suoi vestiti. C'erano solo qualche sua maglia e felpa che indossavo solitamente, il resto dell'anta era vuoto. Controllai se ci fosse la sua cartelletta, i suoi documenti più importanti, la patente. Ma non c'era nulla. Corsi in bagno; l'acqua della vasca da bagno era aperta e quasi all'orlo, in più su di essa galleggiava un pezzeto di carta rosa. Mi ci precipitai sopra credendo fosse da parte di Luke, ma la scrittura era nera ed irriconoscibile, un po' sbiadita.
"Potrai affogare i brutti pensieri nell'acqua bollente, ma stai attenta a non affogare assieme ai sensi di colpa.
Hai sempre camminato a ridosso della montagna, e adesso che una valanga ti ha travolto cosa farai?"
La fine di un rapporto non è come lo descrivono in televisione o sui libri. Non è vero che la fame passa, che il sonno passa. Non diventi un'altra persona, e non sorgono problemi di autolesionismo, mancanza di autostima o robe simili. La realtà è ben diversa e decisamente più pesante. Perché la vita continua allo stesso modo di prima, ma più tormentosamente e faticosamente. Senti i giorni, le ore passare, e speri che la giornata finisca subito e si porti via i problemi. Avverti il vuoto dentro e intorno a te, e quando realizzi che non c'è nulla da fare diventa sempre più doloroso per un po' di tempo. I vuoti possono essere colmati solo da chi li ha provocati, c'è poco da dire.
Una volta pronta per l'università controllai in garage se ci fosse l'auto, e per mia sorpresa era lì, e le chiavi erano al solito posto. Guidai fino al parcheggio dell'università e una volta arrivata, in anticipo, entrai nella caffetteria in cui dovevo incontrarmi con Jamie. Mi sedetti con un cappuccino ad un tavolo vuoto e lo aspettai per circa cinque minuti.
«Hei!» Jamie entrò dalla porta sfoggiando un sorriso enorme, si avvicinò e mi alzai in piedi per poterlo seguire fuori dalla caffetteria. «Luke è già in aula? Vorrei fare colazione prima di entrare, e sai che se arriviamo in ritardo e lui è già in aula diventa intrattabile.», «Anche se direi che il tuo ragazzo è più o meno sempre intrattabile.» Aggiunse facendo spallucce e prendendo posto intorno al tavolo. «Non sono sicura nemmeno che venga oggi.» Farfugliai con la testa bassa verso il cellulare, guardando le innumerevoli chiamate senza risposta che avevo fatto a Luke dal giorno prima. «Sta male?» Domandò accigliato, sorseggiando il suo succo all'arancia. «Ho fatto un casino, Jamie.» Sospirai, poggiando il cappuccino sul tavolo e guadagnandomi un'occhiataccia.
Prese con forza la mia mano e la avvicinò a lui, la guardò, poi indicò l'anello e si accigliò. «Cosa significa questo?» domandò retorico.
Ritirai di scatto la mano e spostai lo guardo. «Me l'ha regalato mia nonna, era suo.», «Perché mi stai mentendo?», «Non lo sto facendo.», «Allora non avrai nessun problema a farmelo vedere meglio.»
Roteai lo sguardo e sfilato l'anello glielo porsi. Lesse all'interno il nome di Luke e lo sbattè sul tavolo, alzandosi, ed uscì dalla caffetteria. Lo reinfilai velocemente e gli corsi dietro; quando lo raggiunsi insistetti un po' affinché si fermasse a guardarmi. «Ti spiegherò tutto.»
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Unpredictable » [LH,AG]
Fanfiction«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
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