***
Per un paio di notti non dormì. Pensai tutto il tempo con lo sguardo perso nel vuoto. Ci girai attorto per molto tempo, ma alla fine mi resi conto che ero ancora innamorata di Luke. Una notte di quelle, andai da lui. Parlammo, passammo la notte fuori, ma prendemmo una decisione.
«Tornerai?»
Sussurrò Luke, a pochi centimentri dal mio viso. Scrutai bene ogni dettaglio che lo componeva in modo da portarlo insieme a me fin quando non lo avrei rivisto; la pelle candida e gelida come suo solito, il ciuffo biondo che cadeva davanti al suo viso, la barbetta bionda ed il suo profumo. Diamine, era inconfondibile. Ma non quel tipo di profumo che si spruzza sui vestiti, a me piaceva il profumo della sua pelle perché avevo la certezza che fosse unico al mondo. E, per quanto mi sforzassi di dimenticarlo, lo trovavo ovunque.
Di Luke adoravo il modo in cui mi guardava mentre ero girata e distoglieva lo sguardo appena mi voltavo. La sua area da duro che si scioglieva in un abbraccio. Respiravo il suo profumo a pieni polmoni, come per farlo restare per sempre sotto il mio naso, incastrato. Era diventato la melodia di ogni mia giornata, il sorriso ad ogni mio risveglio. Il modo in cui mi prendeva in giro quando facevo la gelosa, e come cercava di farmi ridere con qualche squallida battuta quando mi demoralizzavo. ll suo cambio di umore ogni due per tre, esattamente come me. Adoravo quando assecondava il mio essere acida e sarcastica, stupida e scettica tutto insieme. Quando era arrabbiato, non voleva parlarne e diceva che non era niente di grave, che era solo colpa del suo essere troppo lunatico. E adoravo che, quando mi arrabbiavo, non cercava di tranquillizzarmi, di farmi cambiare umore. Rispettava il mio stato d'animo, e mi faceva arrabbiare ancora di più. E poi sorrideva, e giuro che quel sorriso avrebbe fatto invidia a tutti gli angeli del Paradiso messi insieme.
Luke mi fece molto male, ci furono momenti in cui mi trattò male per davvero ed io mi promisi e ripromisi che non lo avrei più perdonato. Più di una volta. Ma se c'è una cosa di cui ero certa è che lo amavo come non avevo amato mai nessuno in vita mia. Lo amavo perché lo odiavo, e sebbene questo suscitasse un senso di confusione nella mia testa, continuavo ad odiarlo e amarlo incondizionatamente.
«Certo che tornerò. Tornerò a prenderti quando meno te lo aspetterai, e non torneremo più qui.»
Dissi, e sorrisi. Lui sorrise di rimando, per poi salutarmi con un bacio. Guardai verso la luna, poi guardai Luke, ed indicai il cielo, schiudendo le labbra.
«Ti chiedo solo una cosa. Non scrivermi, non chiamarmi, non passare le giornate a pensarmi. Ricordati di questa luna quando non ci sarò, e ricordati che non saremo troppo lontani finché saremo sotto lo stesso cielo.»
Annuì con la testa, semplicemente. Una lacrima lasciò il suo viso e cadde sul mio, lo abbracciai talmente forte che finalmente sembrava stessimo condividendo lo stesso corpo, lo stesso cuore.
Corremmo al centro di una strada deserta, forse addirittura inutilizzata, a godersi gli ultimi soffi del vento di Boca Raton. La mia Boca Raton, la stessa che mi aveva fatto imbattere in un incosciente, irresponsabile, immaturo e incoerente Luke Hemmings. Poche ore più tardi seguiva la partenza, lui rimase insieme a me fino a che poté e poi tornò alla sua routine. Che routine non era, perché, benché gli sembrasse di essere tornato alle sue solite abitudini, la sua vita non era ancora cominciata. Quando e come lo avrebbe dovuto scegliere lui, ma quello che era certo è che la sua vita sarebbe cominciata quando avrebbe lasciato quella città.
Passarono giorni, passarono settimane. Tre, per la precisione. Ci fu una notte, il primo di maggio, in cui decisi di andare via da Boston, e lo feci. Tornai in Florida, tornai da Luke. Prendemmo il necessario e sparimmo il più in fretta possibile.
«L'hai fatto veramente.» mormorò sorridente quando fummo in aereo.
«Ho venduto il mio vecchio appartamento, ho lasciato il college e cambiato numero di cellulare, non ho solo abbandonato mio fratello e sua moglie incinta. Non abbiamo più niente che ci lega al passato, adesso, Luke. È come se fossimo rinati, siamo solo noi due e tante pagine da riempire.»
STAI LEGGENDO
Unpredictable » [LH,AG]
Fanfiction«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
![Unpredictable » [LH,AG]](https://img.wattpad.com/cover/31432018-64-k418295.jpg)