***
Canticchiavo mescolando l'impasto delle crépes e agitando i fianchi a suon di mestolo, non avevo sentito la porta chiudersi.
«Uno spettacolo quasi orrido, direi» snobbò Mike, entrando in casa mia insieme a Luke
«Come te appena sveglio, amore mio» ribattei ironica «perché sei qui, cerchi cibo, non è vero?»
«Sì, sono un po' affamato, ma...» affermò, aspettando che Luke si distraesse per proseguire «ma volevo chiederti come stai»
«Sto.. bene. Ho deciso che oggi glielo dirò, per cui cibati insieme a me e poi sparisci.»
«Certo cara. Lucas, appropinquati insieme a noi, dai.»
[...]
«Hai fatto qualche casino?» ridacchiò Luke, una volta soli
«No, no. Be' è che stanno succedendo delle cose strane. All'inizio pensavo fossero stupidaggini ma poi la cosa ha degenerato e non ho avuto il coraggio di dirtelo.»
«Di che stai parlando?» si accigliò, seduto difronte a me «sai che puoi dirmi tutto..»
«Tutto cominciò un mese dopo esserci messi insieme. Tu eri a scuola, mentre io entravo a seconda ora, perciò avevo tutto il tempo per fare una doccia. L'acqua calda aveva appannato lo specchio, e dato che la porta del bagno era aperta, anche lo specchio della mia camera era appannato. Su quest'ultimo c'era scritto qualcosa, anche se non si leggeva cosa. Al secondo mese, ricevetti lo stesso messaggio scritto col rossetto sulla finestra della stanza degli ospiti, in cui mi ero addormentata con te la sera precedente. La cosa che mi fece riflettere fu il fatto che era scritto da fuori, non da dentro. Il giorno di San Valetino mi confessasti di voler presentarmi ai tuoi, da quel giorno questi avvenimenti furono decisamente più frequenti. Ogni mattina trovavo un biglietto davanti alla porta, sempre lo stesso, che mi intimava per l'ennesima volta a stare lontana da "lui", per il mio bene. Per molto tempo lasciai perdere, credendo che fossero semplicemente i dispetti di qualche stupida pretendente di questo ragazzo. Ma non ebbi ugualmente pace. Scendendo giù in cantina fui assalita da una nuvola di vespe, e dopo non molto tempo finì in ospedale per un'altra allergia. E come se non bastasse, come tu sai, in ospedale la flebo fu scambiata con un anestetico e il mio braccio fu riempito di buchi attorno la vena. Solo da pochi giorni ho capito che la persona dal quale dovrei stare lontana sei tu.»
Lui non commentò la cosa, restò in silenzio per molto tempo, a ripensarci
«Ariana» sospirò «è un periodo un po' di merda per te, con la scuola, i tuoi genitori, ed anche con me se vogliamo proprio dirlo. Sei sicura di non essere solo stata un po'... suggestionata, dalla cosa?»
«Mi stai prendendo in giro? cioè, Luke, io ti ho raccontato cose che potrebbero persino metterti a rischio, cose che ti ho nascosto per un intero anno e a cui anche i dottori in ospedale hanno assistito, e tu hai il coraggio di dirmi che me le sono immaginate? ma fai sul serio?»
«Dico solo che sei molto stressata, molte volte non dormi di notte, non è il periodo giusto per incolpare qualcuno di averti importunata con certe cose...»
«perché non provi a parlarne a qualcuno di più... esperto?»
«Tipo?»
«Tipo Jennette, lei studia psicologia, e ti conosce bene.»
«Ah, dovrei persino mettermi nelle mani di una mezza psicologa che non farebbe che incrementare le mie paure fino a farmi scoppiare, e che inoltre godrebbe del mio "stress", come l'hai chiamato tu.»
«Proprio no, piuttosto mi faccio seguire da uno seriamente.»
«Esatto, perché non ci provi? non è male come pensi, ti darà dei consigli, fingi che sia un tuo amico. Fallo per me.»
Valutai bene la cosa, ciò che avrebbe comportato e tutto. Eppure, guardandolo, giungevo sempre alla solita conclusione. Mi rassegnai e risposi: «va bene, ma solo perché me l'hai chiesto tu.»
STAI LEGGENDO
Unpredictable » [LH,AG]
Fanfiction«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
![Unpredictable » [LH,AG]](https://img.wattpad.com/cover/31432018-64-k418295.jpg)