JENNETTE'S POV
Ashton sorrise non appena uscì da casa sua, «Puntuale come la morte.» ridacchiò entrando in macchina. «Mi piace la puntualità.» mi giustificai sorridente. «Adesso me lo dici dove andiamo?», «In giro.» risposi ed accese la radio; partì Stray Heart dei Green Day, cominciò a cantare, con la testa fuori dal finestrino. Vagammo per una mezz'oretta senza una meta, dopo ci fermammo ad un bar. Lui prese un milkshake alla vaniglia, il suo preferito, io presi un tè. Parlammo per molto tempo della sua famiglia, non gli piaceva parlare di suo padre, non andavano molto d'accordo. Poi mi chiese di lei, ancora. Mi dava abbastanza fastidio parlare di Ariana, soprattutto insieme ad Ashton. «No, Ash, non ho sue notizie esattamente come voi altri.» dissi un po' contrariata, lui sbuffò. «Si ma dobbiamo cercare di contattarla, suo fratello è arrabbiatissimo!», «È un suo problema. Ha voluto lei mettersi in questa situazione e se lo ha fatto avrà anche un modo per uscirne. Ariana non lascia le cose al caso. Quindi smetti di preoccuparti per lei, andrà tutto come dovrà andare.», «Tu credi che sia con Luke?», «Per forza.», «La ama, Jen. -sorrise- Devi vedere come parla di lei, sembra un ragazzino. È la prima volta che lo vedo davvero innamorato.», «Buon per loro.» Guardai altrove per non essere costretta a vedere il sorriso che gli faceva venire il pensiero di quei due. Evidentemente se ne accorse, perché poco dopo, accigliato, mi chiese cosa non andasse. «Niente Ash. È che ogni volta che siamo insieme finiamo per parlare di lei, e questo non mi va più bene perché adesso lei non c'è e tu continui a cercarla ed aggrapparti al suo ricordo. Non funziona così, Ash, è andata via col tuo migliore amico e probabilmente non tornerà più per cui ti conviene andare avanti e dimenticare entrambi. Sembra che Ariana sia l'unica cosa che abbiamo in comune che ci tiene legati..» Il ragazzo difronte a me, il solito raggio di sole, col suo sorriso e i ricci che gli cadevano davanti al viso, cominciò ad irrigidirsi. «Hai ragione.» I suoi occhi si arrossarono, e mentre cercava di nasconderlo, legava i suoi ricci lontano dal suo viso meno luminoso del solito. «Non piangere, ti prego.» Mi avvicinai alla sua sedia e lo abbracciai senza però essere ricambiata. Un po' come per quello che sentivo per lui.
ARIANA'S POV
«Finalmente rispondi!» Strillò al telefono Michael, che oltre Luke era l'unico ad avere il mio nuovo numero di telefono. Aveva chiamato troppe volte nella stessa ora per farmi credere che fosse solo preoccupato di dove ci trovassimo, così per togliermi ogni dubbio dalla testa, richiamai. «Dicci pure Michael», «Mi spiegate dove cavolo siete?!» Guardai Luke come a chiedergli se confessare tutto a Mike sarebbe stata la cosa più opportuna, lui scosse in accordo la testa e poi prese parola. «Hey, Mike», «Luke» continuò più calmo l'altro ragazzo. «Mancate molto a tutti, quando tornate?» fece ancora Mike, e guardai ancora Luke. «Be' vedi, Mike. Noi non stiamo facendo una vacanza, non abbiamo preso una pausa. Noi abbiamo ricominciato una vita qui, non torneremo più indietro..», «Già, sì, avrei dovuto immaginarlo. Ma dove vi trovate?», «Se vuoi saperlo davvero devi giurare che non lo dirai a nessuno.», «Certo.», «Ci troviamo in Inghilterra.», Michael sbuffò, «State bene? Avete bisogno di qualcosa?», «No, Mike. Grazie.» Sorrise Luke. «Ascoltate, dovete stare attenti. Frankie è talmente arrabbiato che sarebbe in grado di fare qualsiasi cosa pur di separarvi. È già andato alla polizia a denunciare la scomparsa di Ariana alludendo ad un rapimento, hanno cominciato a cercarvi due settimane fa.» Io e Luke ci guardammo. Non potevo vedere la mia espressione, ma la sua era piuttosto preoccupata. «Dalla mia bocca non uscirà nulla, ma promettetemi che ogni tanto risponderete. Luke, persino i tuoi genitori sono preoccupati-» Finì di dire Mike, poi cadde la linea, provammo a richiamare, ma risultava impossibile. «Dobbiamo fare qualcosa.» disse Luke, guardandosi intorno. Bloccò il suo sguardo verso il cordless e poi guardò me «Va' un secondo in camera, per favore.» Mi chiese, sorridendo alla fine. «Cosa stai facendo?», «Una chiamata. Vai, ti prego, prepara una borsa con le tue cose e il portatile.» Confusa salì in camera e feci come mi aveva chiesto. Quando finì lui era già in camera da letto ad aggiungere i suoi vestiti alla mia borsa. «Che stiamo facendo?», «Depistiamo tuo fratello. Vieni.», mi prese la mano fino a chiudere la porta a chiave e dirigerci verso la macchina. «In che senso lo "depistiamo"?», «Gli diamo false indicazioni, ma ho paura che riesca a rintracciare lo stesso l'indirizzo, per cui ci facciamo un viaggetto.»
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Unpredictable » [LH,AG]
Fiksi Penggemar«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
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