Capitolo 22

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«Luke mi ha detto che state insieme,» prese a dire il moro, si era tinto ancora i capelli, questa volta neri «a dire il vero io gli e l'ho tirato fuori dalla bocca, ma questi sono esclusivamente dettagli irrilevanti.»

«Si, Michael, da tre giorni, come hai fatto a non scoprirlo?»

«Lo sappiamo tutti, lo sa persino Jennette e gli amici di Luke, quelli del college. Il tuo amichetto Brent si è dato da fare a spargere voce, voleva far credere a tutti che frequentavi Luke mentre uscivi con lui.»

«Semmai è la cosa contraria. Comunque sì, lo so, infatti ha fatto una figura di merda davanti a tutti quando sono andata a parlargli.
Hanno suonato al campanello, puoi andare tu?»

Gli dissi, alle prese con i miei bagagli. Quello fu il mio ultimo giorno al college prima delle vacanze, quella sera sarei partita con la mia famiglia.

«Hanno anticipato il volo, manca solo un'ora, sei pronta?»

Frankie irruppe smaniante in camera da letto mentre Michael si stravaccava scomposto sulla poltrona che si trovava alla fine del corridoio.

«Cosa? un'ora? devo ancora salutare Penny, non ce la farò mai!»

«La saluterò io per te, va' tranquilla cara» strillò senza spostarsi

«Meno ironia Clifford, sai benissimo che non potrei permettertelo.»

«Che permalosa» si lamentò lui con voce da snob

«vuoi stare un po' zitto?» quasi strillai mentre preparavo il mio bagaglio a mano, ovvero la mia borsa.

«fanculo, sei intrattabile quando hai fretta»

Frankie prese la mia valigia e la caricò nella sua macchina, disse che mi avrebbe aspettata lì, «nono, va' in aereoporto che vi raggiungo tra pochissimo. Ho una cosa da fare» lo liquidai via con una scusa, aspettai che fosse andato poi alla svelta chiusi la porta di casa mia.

«Mike dove vai?»

domandai mentre guidava tranquillo verso casa di Penny «vado a casa di Penny, no?» fece ovvio

«Penny l'ho salutata, era una scusa, devo salutare Luke!»

«Sei impazzita?»

«No, vorrei salutarlo, sai com'è.»

«Ma salutarlo che, se adesso lo vedi!»

Feci spallucce e guardai fuori dal finestrino a braccia conserte. Credevo che volesse dire che Luke ci aspettava a casa di Penny, ma era piuttosto illogico, cosa sarebbe dovuto andare a fare proprio da Penny? sarebbe venuto da me insieme a Mike. Quando arrivammo, infatti, Luke non era lì. Dopo aver salutato nuovamente la mia amica mi accorsi di averci messo meno di quanto avessi in mente, ma nonostante ciò i miei avevano provato a chiamarmi più volte.

È possibile che Luke non si sia fatto vedere sapendo che tanto ci eravamo salutati ieri. È da lui.- Pensai.

«Scusa se non sono stata qui con quaranta minuti di anticipo ma è già tanto che sia qui ora visto che ho saputo tutto all'ultimo momento. Scusa davvero mamma!»

Dico da lontano ad alta voce affrettandomi ad avvicinarmi al gruppetto davanti al check-in. Quando fui arrivata salutai tutti. Molte volte avevo pensato alla fortuna che avrei avuto se fossi nata sia sorda che muta. Sai che cosa bella con una madre del genere?

Scorsi qualcuno da lontano che si avvicinava a noi ma, naturalmente, non capì chi fosse perché per la fretta non avevo potuto mettere le lenti a contatto. Fu già tanto se non inciampai su quel gradino all'entrata dell'aereoporto, Mike mi aveva avvisata in tempo. Tutti stavano guardando, guardavano anche me, ma davvero non capivo. Per non fare figuracce finsi di non averci fatto caso, guardando il tabellone con gli orari dei voli. Mi voltai per chiedere a Jack se avesse sentito suo fratello, lui mi anticipò indicando alle mie spalle. Sentì una mano sulla mia spalla

«Ho fatto tardi?»

Mi accigliai confusa, Luke era alle mie spalle. In mano aveva una valigia, lo abbracciai.

«Sei un idiota, potevi anche dirmi che saresti venuto! Fino a ieri avevi un librone da studiare per l'esame e adesso sei in vena di passare momenti in famiglia, viva lo spirito Natalizio!» gesticolai verso Luke, che più guardava Mike e più rideva.

Mio fratello roteò lo sguardo e si avvicinò all'uomo del check-in, evidentemente per sollecitarci a fare lo stesso. Fortuna che ci misimo poco, dato che era tardi per qualsiasi volo e quindi non c'era fila.

Michael mi abbracciò, «mi mancherai»

«Pensa a dimagrire, non a farti mancare la tua migliore amica» dissi nascondendomi nel suo petto, sciolse l'abbraccio e mi mandò a quel paese. Risi e gli baciai la guancia, lui e il ragazzo biondo si salutano con una pacca sulla spalla.

«Che virilità voi due» osservai, mentre mia madre sorrideva «ah Mike» mi avvicinai nuovamente, lui si voltò «sta' attento, perfavore.»

Dissi a bassa voce, riferendomi ad un amico di Jennette, aveva avuto dei problemi con lui. Cambiò espressione, era preoccupato ed era molto evidente, ma annuì con la testa semplicemente.

«Pensa a te adesso» ammaccò un lieve sorriso ed andò via, salutando con la mano.

Salimmo nell'aereo ed allacciammo la cintura, Luke era seduto accanto a Frankie mentre io accanto a mia sorella. I miei genitori, ed il bambino affianco a suo padre. Io e Luke avevamo deciso di non dire alla mia famiglia che stavamo insieme, era ancora presto. Piano piano, alcuni minuti dopo, l'aereo si allontanò sempre più dal suolo, mia madre si lamentava per il vuoto che sentiva allo stomaco. Sbuffai, «hai sempre da lamentarti» dissi scocciata

«Senti, se volevi restare a casa-»

«Mamma, ha ragione.»

Frankie la interruppe, mamma guardò Darla in cerca d'aiuto, ma anche lei scosse la testa in accordo. Cambiò argomento, infilai le cuffiette e guardai fuori dal finestrino, ci stavamo avvicinando alle nuvole.

Unpredictable » [LH,AG]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora