I due ragazzi respiravano nervosamente davanti a me, in attesa che azzardassi qualche parola.
«Luke.» Cominciai, guardandolo. «Sai che ti ho odiato dal giorno del matrimonio dei nostri fratelli a quando non sei venuto a stare da me. Il primo giorno, prima che i miei partissero, ho sentito cosa tu e mio padre vi siete detti riguardo me.», «Continua.» Fece, accigliato. «Quel giorno mi sono fatta una promessa. Se tu avresti mantenuto la tua e quindi ti saresti comportato bene con me solo per far piacere a mio padre, io avrei assecondato ogni tuo atteggiamento dolce e quant'altro, anche se questo andava contro le mie reali intenzioni.» Schiuse le labbra, sembrava essere stato toccato veramente da quelle parole. Ed era solo l'inizio del discorso. «Ho vissutto i primi due mesi così. Prima di scoprire di aspettare il bambino, però, ti giuro che è cambiato tutto, e fino ad ora sono sempre stata sincera riguardo ogni cosa.», «Non ci credo.» Scosse la testa, cambiando espressione. «Non è possibile.», «Credimi quando dico che è cambiato tutto.», «Crederti? Ti ho creduta per quasi due anni, e ti ho amata per quasi due anni, per poi scoprire per puro caso che tu invece non hai mai provato alcun sentimento nei miei confronti! Come puoi pretendere che adesso ti creda?», «Mi hai amata?» ridacchiai, «Davvero? Quando? Dopo aver concordato il mio futuro con mio padre? Cosa ti ha dato in cambio?», «Non cercare di rifilarmi la colpa per ripulirti.», «Certo che no, quello che conta è che risulti la vittima.», «Non ho intenzione di restare qui e far mettere in dubbio i miei sentimenti da una persona che non ne ha mai provati per me. Grazie per avermi aperto gli occhi.» Si rivolse infine a Frankie e lo salutò con un cenno della testa, per poi uscire con la valigia e sbattere la porta.
«Perché piangi adesso?» scattò verso di me mio fratello. «Hai dieci secondi per uscire da questa casa e non farti più vedere da me in questa maledetta città, prima che prenda una mazza da baseball e ti picchi a dovere.», «Torna in te stessa prima di andare a piangere da chi ti ha educata.»
Prima di andarsene mi guardò per qualche secondo mentre salivo in camera di Luke, dopo sentì la porta chiudersi. Evidentemente non aveva tenuto conto del fatto che non avevo intenzione di tornare a vivere con mamma e papà.
«Hei.» Disse a voce bassa Ben, entrando in camera e sedendosi davanti alla scrivania. «Cosa è successo?», «Ho rovinato tutto, di nuovo.», «Dov'è ora Luke?», «È tornato a casa.», «Tu non ci vai?», «Non credo che sia la cosa giusta, ma devo tornare per l'università. Al momento non vorrei essere nemmeno a casa dei miei, non vorrei essere in nessun posto.», «Se ti va puoi restare qui con noi fino a che non tornerai a Manhattan.», «Noi non viviamo a Manhattan, ma in Inghilterra. E ti ringrazio per la proposta ma non me la sento di dormire nel letto di Luke per i prossimi tre giorni.», «Come vuoi.»
Lo salutai, presi le mie cose e mi misi sulla strada di casa dei miei. Quando arrivai scelsi dei vestiti a caso e feci una doccia. Dopo essermi cambiata mi addormentai sul letto per un paio d'ore, credendo che al mio risveglio fosse andata meglio, ma mi sbagliavo.
Sapevo che un giorno sarebbe successo, ma il modo in cui è successo, il modo in cui mio fratello ha fatto irruzione in casa senza preavviso e Luke è andato via dalla mia vita somigliavano tanto ad un quadro dipinto solo in bianco e nero.
Luke e Frankie erano i colori del mio quadro, se non il dipinto stesso, poi Frankie mi ha divisa da Luke ed entrambi sono andati via. I miei genitori, i miei amici e l'università facevano solo da sfondo. E in quel momento mi rimase uno sfondo quasi perfetto ma senza un dipinto. Sostanzialmente il problema era che la colpa di tutto questo era esclusivamente mia, e restare lì a pensarci non faceva che evidenziare il fatto che ero rimasta ancora da sola per colpa mia.
Mi decisi a suonare al campanello degli Hemmings con una borsa in spalla e le mie cose in una valigia. Ben aprì la porta, sorrise e si spostò per lasciarmi passare. «Prego.», «Fate come se non ci fossi-», «Scherzi? Fai parte della famiglia e da tale verrai trattata. Questa è casa di Luke, perciò anche tua, non un albergo.» Mi fece spazio per farmi entrare, sforzai un piccolo sorriso e lo seguì. «Guarda,» sorrise entusiasta, estraendo una teglia dal forno. «Sapevo che saresti tornata così ho preparato questa.» Poggiò la teglia con la lasagna fumante sulla cucina in attesa che si freddasse, mentre portavo di sopra le mie cose. «Perchè è scura sopra?» ridacchiai, avvicinandomi per vedere meglio. «Lo ignoro.» Alzò le spalle ed andò ad aprire la porta d'ingresso. «Ma sapevo che la probabilità che venisse fuori qualcosa di decente era pari zero, per questo ho ordinato la pizza.» Poggiò i due cartoni sul tavolino del soggiorno sorridente, «Sei un tesoro.» gli pizzicai la guancia sedendomi davanti alla televisione ed accendendola.
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OHHHH
I'M BACKK
Dopo tanto, ma meglio tardi che mai. (non è vero mi sento un po' in colpa)
La verità è che ho avuto tantissime cose per la testa, ed una in particolare che mi ha fatto abbandonare wattpad lol. Ho avuto una specie di blocco, nonostante metà capitolo fosse già pronto tanto tempo fa non sapevo come concluderlo, ma finalmente ce l'ho fatta yo.
A parte questo, l'anno è cominciato benissimo direi, e auguri in ritardo lol.
Comunque niente, spero di riuscire ad aggiornare una volta a settimana come prima, più precisamente di sabato.👌🏻
-Sara✨
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Unpredictable » [LH,AG]
Fanfiction«Mi ha insegnato chi sono; lui è stato l'eccezione. La prova che due corpi possono fondersi in un'unica anima, che viaggiare in due rende la meta meno lontana e più raggiungibile, che non sempre la vittima è chi abbiamo la certezza che sia. E che n...
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