Pov's ella
Non so come e perché decisi di farmi avanti e uscire fuori con Sabrina e la sua compagnia di amici.
Mi ero infilata un vestitino corto e gli anfibi con una giacca di pelle sopra, i capelli erano sciolti e mossi e avevo solo un po' di mascara sugli occhi.
Volevano andare in locale conosciuto e mi chiesero subito se avevo un documento e confermai sotto gli sguardi increduli. Se solo avessero saputo chi ero prima di diventare una persona vuota e devastata mi avrebbero amata probabilmente..
Quando entrammo al Roxenne era strapieno, musica assordante e una marea di gente sudata che ballava o che beveva. Mi tirai via la giacca quando iniziai a sentire un caldo atroce.
"Andiamo a bere." Disse Sabri prendendomi per mano mentre alcuni del gruppo si disperdevano.
Quando andammo al bar ordinò due tequila a testa, già svenni all'idea di bere dopo mesi che non toccavo alcol o semplicemente non uscivo in un locale con qualcuno.
"Io passo sta sera..." Dissi declinando i due bicchieri davanti a me.
" No te sta sera ti lasci andare e ti diverti. Senti ella credimi quando ti dico che capisco ciò che hai. Perché anche io ho perso qualcuno che amavo ma sai cosa ho fatto? Ho ringraziato semplicemente di aver la possibilità di vivere ancora e godermi per davvero la vita. Quindi fallo anche tu sennò ti pentirai." Disse lei con occhi lucidi e sorridendo ricordandomi che lei aveva perso la sorella anni prima.
Ci credetti in ciò che disse e sotto consiglio suo e anche della mia psicologa decisi di lasciarmi davvero andare e bevetti quei due bicchierini.
Lei esultò urlando " offrite da bere a questa bomba sexy suuuuu" mentre dei ragazzi si giravano io ridevo e la presi per un braccio portandola via da lì prima che davvero venisse qualcuno a farlo.
La serata proseguì e a mio malgrado degenerò sempre di più per me..
Uno della compagnia mi passò un drink e lo traccanai tutto sotto lo sguardo divertito di alcuni di loro.
Inizialmente non capì il perché e Sabri la vidi arrabbiarsi come non mai con loro ma io risi e non andai per niente in paranoia continuando a bere e a sentirmi sempre più leggera e a non capire niente di ciò che mi accadeva intorno.
" Ella.. mi sentì? Siamo arrivati al tuo appartamento.. " disse Sabri non so quando mentre tutto girava.
Annuì e aprendo la portiera della macchina incespicai cadendo a terra e sentendo una forte nausea.
Feci per alzarmi ma sembrava impossibile camminare o muovermi verso la porta.
" Ciao Sabri.." la salutai ridendo quando lei mi chiese se volevo una mano.
Gattonai sugli scalini del palazzo.
E dopo non so quante volte che le chiavi mi erano cadute entrai.
Schiaccia l'ascensore mentre tutto girava e la nausea saliva sempre di più.
Quando schiacciai il bottone del mio piano mi accasciai seduta a terra, sembrava infinito il tempo per arrivare al mio piano.
Quando feci per alzarmi fu come uscire da una piscina, mi sentì appesantita più che mai..
" Ella.. vuoi una mano?" Domandò il mio nuovo vicino quando mi vide a terra nel corridoio dopo aver gattonato fuori dall'ascensore.
" No no tutto okey" risposi attaccandomi al muro e cercando di tirarmi su.
Quando c'è la feci sentì le gambe crollare.
" Ti aiuto ella sei ubriaca?" Domandò lui guardandomi e tenendomi per un fianco mentre mi portava verso la mia porta.
" Un po'.." risi mentre passavo le chiavi di casa a lui.
Mi aprì la porta ed io presi le chiavi dalla sua mano.
" C'è la faccio.. grazie carlito" gli dissi mentre lui mi guardava stranamente.
" Di nulla ella vuoi che entro anche io? Magari hai bisogno" domandò lui guardando dietro alle mie spalle l'appartamento buio.
" No grazie.. notte" gli dissi entrando dentro veloce e chiudendomi la porta alle spalle.
Caddi a terra facendomi un male assurdo dopo aver colpito il mobile e quando accesi la luce tutto era sfocato.
" Merda .." dissi sdraiandomi sul pavimento e tenendomi la testa mentre chiudevo gli occhi.
Perché non mi passava..
" Ella.." dopo poco sentì qualcuno davanti a me chiamarmi.
Quando aprì gli occhi vidi il volto di Trevor.
Era la mia immaginazione..
Sorrisi e lo guardai negli occhi " ehi" dissi mentre lui mi guardava inchinato e mi sorrideva.
" Ehi piccola" rispose costandomi i capelli dal viso.
Qualunque droga mi avessero messo nel bicchiere li avrei dovuti ringraziare.
Quando me lo immaginavo Trevor non mi sembrava mai così vivido e reale. Il sentire il suo tocco era come non fosse mai morto.
" Questa droga è davvero pazzesca.." dissi guardandolo e ridendo mentre gli prendevo la mano.
Lui corrugò la fronte e mi prese aiutandomi a tirare su.
" Droga quale droga ella?" Domandò lui portandomi verso la camera.
" Non so tipo quella che mi hanno dato la prima volta che ti ho visto... Non pensavo fosse così.." risposi prendendogli il viso e fermandolo appena fummo davanti al letto.
" Ella che cosa stai dicendo?" Domandò guardandomi seriamente.
" Ti ho immaginato tante volte dopo la tua morte Trevor, e mai ti ho sentito così reale. Forse è la droga che con il mio inconscio mi stanno dando la possibilità di dirti addio davvero. Di dirti che ti amo e che non posso più soffrire così" dissi mentre le lacrime mi rigavano il viso.
Non avevo forza sulle gambe e quando feci per cadere Trevor mi tenne contro di sé.
" Io sono reale ella, io non voglio che mi dica addio perché devi solo resistere e aspettare che io risolva la situazione. Devi essere al sicuro ella vieni con me" rispose lui asciugando le mie guance.
Io scossi il capo. " Io non voglio morire Trevor se questo vuol dire amarti. Dormi con me per l'ultima volta, capirò se tu non verrai più a trovarmi o non ti sentirò vivo come questa notte. Lo accetterò ma devo vivere io"
Lui mi guardò e sospirò annuendo.
Mi tolsi la giacca e buttandola a terra persi l'equilibrio cadendo di sedere.
Lui mi guardò e mi tirò su aiutandomi a svestire.
Avevo la pelle d'oca sembrava davvero che fosse lì.
Rimasi in intimo e mi tolse gli anfibi ed i calzini.
Quando mi buttai a letto mentre tutto girava meno ed era meno sfocato anche lui mi guardò attentamente.
" Vieni qui trev. Mi sei mancato.." dissi spostando le lenzuola e aspettando lo nel letto.
Lo guardai mentre si levava via le scarpe e veniva verso di me sdraiandosi affianco a me.
Mi aggrappai a lui " ti amo Trevor, ti amerò sempre anche se mi rimane solo il tuo anello da quando sei morto.. notte"
" Ti amo anche io piccola, sempre" rispose lui con voce roca.
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Ruthless
RomantikElla Smith è una ragazza di diciannove anni, coraggiosa e brillante, è alle prese con la scuola ed i drammi adolescenziali finché tutta la sua vita viene stravolta completamente... Trevor Williams è un ragazzo di ventiquattro anni menefreghista e ar...
