Chapter Seventy-Fourth

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[una settimana dopo]

·Tae·

«Certo che tu e Jungkook vivete di incomprensioni! E non siete nemmeno fidanzati! E non avete nemmeno scopato!»
«Jooheon, quando ti esprimi così sei davvero ripugnante» commento ruotando il bicchiere di vino tra le mie mani, lo sguardo perso sul legno del tavolo della locanda
«Voi due parlate sempre e solo dei vostri affari e mi lasciate fuori, non credete che sia ora che mi integriate?» spunta Ruben con un altro giro, provvisto di grembiule e cipiglio.
Jooheon lo guarda, stringendo tra i denti una spiga secca
«Ruben, sei un tipo religioso?» chiede assottigliando lo sguardo ombroso, sotto l'ombra del cappello
«Ovvio che lo sono, chi non lo è?» risponde semplicemente il ragazzo
«E allora mi spiace, non parleremo mai delle nostre cose con te» ridacchia il rosso
«Ma dai» fa più leggero il biondo, tenta di mascherare la sua delusione, si abbassa e poggia i gomiti sul tavolo
«Non sarete mica fidanzati» curiosa
«Io non mi fidanzo, Taehyung è messo peggio di me»

Roteo gli occhi, scocciato in principio. Quando i rapporti con Jungkook subiscono un'ammaccatura, prendo sempre tutto male e il mio lato scherzoso svanisce, si fa piccolo piccolo di fronte al malumore
«Allora... - riflette ancora il biondo - non sarete mica dei peccatori, vero? Di quelli molesti e contorti attratti dai bambini o dagli uomini»
Di ghiaccio. Schegge di vetro che si infrangono sul pavimento, che tagliano la pelle del mio migliore amico.
Ruben rimane allibito, io mi ritrovo scioccato e tremante di fronte alla paura dell'essere scoperto
«Ma che cazzo vai dicendo!? Ti rendi conto delle stronzate che spari, hai una minima idea di ciò che hai detto?» risponde Jooheon in preda al nervosismo, al fastidio.
Vedo Ruben scosso dal cambio di tono del mio amico, noto che forse anche lui sta avendo paura, ma non del giudizio, bensì di Jooheon. Ma, se prima era come ghiaccio al fare intimidatorio del maggiore, adesso ha il capo basso
«Quindi li condanneresti?»
Di nuovo, siamo rimasti sorpresi, entrambi
«Insomma, non parlo per coloro attratti dai bambini, è davvero ripugnante. Vi parlo col cuore aperto perché vi considero amici e persone intelligenti, prive di pregiudizi, addirittura estranei al mondo a cui apparteniamo; anzi, sembra quasi che voi non gli apparteniate affatto. Tuttavia, i viaggi di Jooheon e il distacco di Taehyung mi hanno deluso, non mi avrebbero mai presagito una tale reazione. Se ciò che vi sto chiedendo è condannabile, fate di me un ubriaco, sennò rispondetemi con sincerità, affinché queste parole rimangano qui»
Rialza lo sguardo, più deciso che mai
«Voi li condannereste? Un uomo che prova amore per un altro uomo e una donna che prova amore per un'altra donna? Prima mi avete chiesto del mio credo. Ebbene, io credo, come voi, ma mi attengo al credere ciò che ritengo giusto e puro»
Dov'è finito il Ruben burlone dedito al parlare di cibo? Quanto sta rischiando, quanta fiducia sta riponendo in noi? E se si fosse sbagliato? Come gli sarebbe finita?
«Sei uno sconsiderato» gli dico ancora sorpreso
«Non lo sono se ancora non mi state picchiando» esordisce sicuro
«Te le cerchi. Non mi costa nulla picchiarti» gli risponde Jooheon sospirando
«Rispondetemi»
È visibilmente impaziente.
Ruben è un bravo ragazzo e si è fidato pur rischiandola parecchio. Non è un discorso di ricambio, sento solo ciò che lui ha sentito e capito prima
«Io non ho nulla contro di loro, non capisco perché la chiesa li condanni, non la vedo nemmeno come una forma di perversione, ma devono essere furbi» dico in modo calmo, chiudendo gli occhi e poggiando la testa sugli avambracci alzati.
Sento librarsi un sospiro di sollievo
«Sono davvero felice di avere un amico così intelligente e fuori dal mondo. Da che dimensione provieni, Tae?»
Sorrido e lo guardo
«Probabilmente dalla stessa da cui vieni tu»
«Voi siete uno più scemo dell'altro» si inserisce il rosso
«Credo sia il suo modo di dirci che è d'accordo con noi» deduce Ruben
«Già. Qualcuno ha voglia di tè?» chiedo
«Come sfasare un discorso profondo» fa Jooheon
«Se vuoi posso fartelo»
«Grazie. Devo in qualche modo vantarmi di saper bere il tè» ridacchio.
Non avrebbe avuto senso continuare a parlarne, è semplicemente bello sapere di poter contare su qualcuno.

«Che dolore! Così non respiro!»
«T-»
«Smettila di privarmi della mia libertà!»
«Finiscila di muoverti!»
Mi dimeno ulteriormente
«Mi sento un fottuto insaccato, ho l'aspetto da maiale secondo te?»
Sunmi continua a ridere come una disgraziata, si diverte a farmi soffrire. Più che guardarla male non posso fare, non so mettermi da solo sta roba da reali
«Ho capito che ormai siamo a dicembre, ma non mi pare il caso di imbottirmi così!»
«Tutti i nobili lo fanno per gonfiare il petto, inoltre sei troppo magro, chi è ricco mangia, non è pelle, ossa e muscoli!»
Aggrotto le sopracciglia, imbronciato.
Sono in piedi su questo sgabello da mezz'ora, solo per farmi aggiustare la cinta e il sopra di questo stupido abito blu scuro, decorato al margine superiore del petto con perle e cinto in vita, provvisto di pantaloni aderenti del medesimo colore. Lo odio, ma la cosa che odio di più è il colletto stretto attorno al collo. Non bastavano i polsini
«Sembri un vero principe azzurro, Tae» mi sorride Sunmi
«Un principe blu amareggiato, semmai»
«È inutile che fai così, sei il suo servo personale, per quanto ti scocci, lo devi fare per forza. Immagina lui come sarà conciato, con tutti gli ori e le perle»
«Non li porta. È solito mettere abiti con polsini e bottoni di d'oro, indossa una sola collana di quel metallo, con il crocifisso. Non fa sfoggio di mantelli o altro, porta la corona raramente» la correggo, stupendola
«Wow, certo che sei ben informato»
«Glieli ripongo io spesso e volentieri, i vestiti»
«Già...e lo osservi»
La ragazza aguzza gli occhi
«Qualcuno dovrà pur tenerlo d'occhio» sbuffo cambiando la direzione dello sguardo
«Oppure lo stimi, ma non lo ammetti. È tutto okay, Taehyung, si chiama invidia»
Per carità
«Qualsiasi cosa sia, non importa. Sei pronto»

𝐊𝐢𝐧𝐠  ᵗᵃᵉᵏᵒᵒᵏDove le storie prendono vita. Scoprilo ora