☞︎COMPLETA☜︎
⚠︎︎Storia riservata ad un pubblico adulto⚠︎︎
Una vita vissuta a metà.
La tristezza strozzata nel fumo di una sigaretta.
E un'opportunità che sembra essere una via d'uscita.
O forse è solo l'ennesima fregatura?
Damian Turner è l'uomo...
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. -Dante Alighieri
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La neve ricopriva Londra, donandole un'aria d'altri tempi. Il sole era già sorto, ma le nuvole grigie oscuravano il cielo. Una nuvoletta di fumo le annebbiò la vista e senza nemmeno attendere che essa scomparisse, la ragazza fece un altro tiro da quella sigaretta.
Il rumore del traffico della metropoli faceva da sottofondo ai suoi pensieri. Non aveva dormito molto durante quelle notti, perché ogni volta che provava a chiudere gli occhi, le immagini di ciò che aveva fatto, due giorni prima, con quel professore, dall'altra parte di quel muro, le tornavano in mente.
Le mani che assaporavano la sua pelle con il tatto, le iridi azzurre che sembravano leggerle l'anima e quelle sensazioni al limite del paradisiaco che le faceva provare. In che cosa si era andata a cacciare?
Aveva già i suoi problemi, le sue emozioni confuse, come le era venuto in mente di infilarsi in quella situazione con un uomo adulto, pensando che ne sarebbe uscita completamente indenne. Scosse la testa, camminando fino al bidone della spazzatura che si trovava sul ciglio del marciapiede e spegnendo la sigaretta sulla sua superficie, per poi gettarla via.
In quei due giorni avevano avuto un incontro con un'altra azienda e poi uno con i segretari al parlamento. Il weekend stava arrivando, portando a termine quella settimana, che era stata molto diversa per tutti. Era venerdì e il programma prevedeva che tutti si sarebbero recati a Oxford, per visitare la città e l'università.
Damian aveva organizzato tutta quella giornata, sostenuto dal suo collega, che non vedeva l'ora di poter vedere la cittadina con i suoi occhi. E anche gli studenti si erano mostrati molto interessati all'iniziativa.
«Oh, eccoti» Hailey la raggiunse fuori dall'hotel, stringendosi nel suo cappotto per cercare di sfuggire al freddo. «Avevi dimenticato il cellulare in camera» le disse, porgendoglielo e facendole mordere l'interno guancia. «É già la seconda volta. Se continui così sicuramente finirai per perderlo» concluse, guardandola in modo ovvio.
«Già, l'avevo dimenticato» commentò lei, facendolo scivolare nella tasca della giacca. La verità era che l'aveva lasciato apposta in camera, così come aveva fatto il giorno prima. Voleva evitare di dover rispondere ad altre possibili chiamate dei suoi genitori e se non ce l'aveva con sé, sarebbe stato più semplice ignorare il tutto e impedire di farsi rovinare le giornate.
«Alla fine, cosa ti sei messa oggi? Quando sei uscita dal bagno avevi già il cappotto e poi sei scappata giù» indagò Hailey, che da quando si era svegliata le aveva chiesto consiglio su cosa indossare, volendo confrontarsi con lei.
«Uhm... un vecchio vestito» rispose evasiva, cercando di tenere più chiuso possibile quel lungo cappotto.
«Non hai le calze? Come fai a non avere freddo?» quando Hailey ci si metteva riusciva ad essere davvero invadente con la sua curiosità ed Ember aveva bisogno di stare lontano da tutto quell'indagare, perché, per quanto le piacesse il rischio, non era pazza e sapeva che avrebbe dovuto stare molto più attenta con le persone che la circondavano, rispetto a quando si trovava in America.