☞︎COMPLETA☜︎
⚠︎︎Storia riservata ad un pubblico adulto⚠︎︎
Una vita vissuta a metà.
La tristezza strozzata nel fumo di una sigaretta.
E un'opportunità che sembra essere una via d'uscita.
O forse è solo l'ennesima fregatura?
Damian Turner è l'uomo...
È cosa meravigliosa questa illusione che abbiamo che la bellezza sia anche bontà. -Lev Tolstoj
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Credeva che da lì a poco la testa le sarebbe esplosa. Sentiva il sangue pulsare nelle tempie e le sembrava che qualcuno le stesse picchiando la nuca con un martello.
Aprì gli occhi, cercando di abituarsi alla luce del sole, che ormai filtrava dai vetri delle finestre. Si tirò a sedere, passandosi una mano sul volto e provando a fare mente locale.
Aggrottò le sopracciglia, guardandosi attorno. Osservò quelle pareti bianche, il pavimento in piastrellato, quel letto matrimoniale e il ragazzo che dormiva accanto a lei.
"Dove diavolo sono?!"
Si chiese, accorgendosi solo in quel momento di star indossando la maglietta che Jodi aveva addosso la sera prima e di non avere le mutandine.
«Ma che cazzo...» sussurrò, confusa dalla situazione. Cercò di fare appello ai suoi ricordi, ma tutto ciò che era successo dal momento in cui aveva messo piede dentro quel locale di Boston, sembrava essere stato eliminato dalla sua memoria.
Si alzò dal letto, poggiando i piedi per terra, ma non incontrando il pavimento. «Ahia» mugugnò, una voce alquanto famigliare. Ember si sporse con la testa, vedendo Jodi stesa a pancia in giù sul pavimento, con indosso solo l'intimo. Scostò le gambe, evitando di calpestarla e si accovacciò accanto a lei.
«Ti prego, dimmi che hai una spiegazione logica per tutto questo» parlò a bassa voce, scostandole i capelli biondi dal viso. Jodi aprì lentamente gli occhi, come se quel semplice gesto le costasse uno sforzo immane.
«Non so nemmeno che giorno sia o dove mi trovi» confessò, tirandosi a sedere. «Perché ero stesa sul pavimento? Ma soprattutto, perché hai la mia maglietta e non indossi le mutande?» l'espressione confusa sul suo volto era quasi esilarante ed Ember sarebbe scoppiata a ridere, se solo avesse avuto la minima idea di quello che era accaduto la sera prima.
Jodi si alzò, analizzando quella stanza con lo sguardo. Notò il disordine, esprimendo il suo disgusto con una smorfia e poi vide i loro vestiti, abbandonati a terra. Li raggiunse, lanciando i pantaloni all'amica e indossando i suoi.
«Non posso metterli, non senza le mutandine» disse Ember, guadagnandosi uno sguardo truce.
«Ti sembra il momento di fare la schizzinosa?» la rimproverò l'altra, iniziando già a farsi assalire dal panico. Un panico che andò aumentando, quando notò un secondo ragazzo, accasciato accanto alla porta di quella stanza. «Oddio, ma sono vivi almeno?» chiese, passandosi una mano nei capelli e tirandoseli leggermente.
«Non iperventilare» Ember si avvicinò a lei, mentre stava ancora cercando di infilarsi i pantaloni. Toccò quel ragazzo con un piede e lui, in tutta risposta, emise un lamento. «É vivo. E adesso noi ce ne andiamo da qui» proclamò, recuperando la borsetta della sua amica e prendendola poi per un polso.