Ed eccoci al punto di partenza.
Io e Naruto tenuti in ostaggio sotto ricatto dall'organizzazione Alba, mentre siamo in viaggio verso chissà dove, con me che penso a come far scappare ancora Naruto.
La cosa positiva? E' che almeno non dobbiamo camminare. Siamo su questo uccello di argilla fatto da Deidara.
<<Hai mai pensato di dedicarti alla musica?>> domanda Naruto all'amante dell'arte.
<<E tu hai mai pensato di chiudere quella boccaccia?>> ribatte infastidito quest'ultimo.
<<Calmiamoci>> si intromette Kisame.
<<Asami, di solito sei tu quella che non smette più di parlare>> mi richiama Tobi mentre piano piano, il volatile fa l'atterraggio.
Non gli rispondo, ho la mente altrove e non mi va di avviare una discussione o un dialogo con qualcuno.
<<Va tutto bene?>> Naruto si avvicina a me mentre scendiamo dall'uccello di Deidara e mi poggia una mano sulla spalla.
<<State lontani voi due>> ci ammonisce Kisame.
Tra Deidara e Kisame è seduto Naruto, accanto all'uomo-squalo, è seduto Tobi dove vicino ci sono io.
Tobi è consapevole e sicuro del fatto che non potrei provare a scappare e ha ragione. La vita del villaggio e dei miei amici sono in pericolo a causa mia. Se scappassi ridurrebbe in cenere tutta Konoha e se posso impedirlo, allora farò di tutto pur di evitarlo.
<<Odio aspettare>> si lamenta Deidara.
<<Stiamo aspettando qualcuno?>> domanda Naruto leggendomi nel pensiero.
<<Ce l'avete fatta>> una nuova voce si insinua nelle nostre orecchie, svelando poco dopo, un'uomo dai capelli color pece legati in una coda bassa.
Gli occhi sono dello stesso colore dei capelli, neri. Guardandolo bene sembra di averlo già visto.
Ha due lunghe occhiaie sotto agli occhi e dal suo sguardo severo e apatico, posso dedurre che il carattere di questo ragazzo sia freddo e distaccato. Ha la stessa uniforme che hanno i suoi compagni. La veste nera con le nuvole rosse che aveva anche papà...
<<Andiamo>> il nuovo ragazzo si incammina lanciandoci un'occhiata fugace e tutti ci alziamo seguendolo come un gregge.
Arriviamo davanti a una specie di caverna sotterranea.
Dopo aver attraversato la porta di legno, davanti a noi si presenta un lungo corridoio roccioso, dove ai lati ci sono delle altre porte di legno.
Quando arriviamo in fondo al corridoio e svoltiamo a sinistra, una fitta carica di dolore mi passa attraverso la testa, portandomi a chiudere gli occhi e a portarmi le mani sulla fronte per alleviare il dolore.
Per fortuna, nessuno se ne accorge, non avrei sopportato le loro domande.
Continuiamo a marciare in silenzio, finché non decido di romperlo chiedendo l'unica cosa che forse non dovevo dire.
<<Voglio parlare con il vostro capo>>
<<Ma allora parli>> mi stuzzica Kisame.
<<Cosa? Vorresti parlare con Madara?>> chiede incredulo Deidara.
Quando pronuncia quel nome, tutti si fermano in mezzo al corridoio e solo allora Deidara si accorge dell'errore che ha fatto, svelando l'identità del loro capo.
<<Si. Voglio parlare con Madara, adesso>> affermo sicura di me.
Dopo un attimo di silenzio, riprendo parola.
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L'Ultima Erede
FantasiaUna ragazza che fin da bambina ha vissuto nelle menzogne e provato un dolore che insieme ai sensi di colpa con cui ci conviverà finché non diventerà grande. Cresciuta senza genitori, ma con solo l'affetto della migliore amica ormai deceduta e del su...
