<<Temevamo ti fossi persa>> l'uomo mi affianca mentre entrambi rimaniamo a fissare il quadro.
<<Sono bellissime, non trovi?>> domanda facendo riferimento alle due uniche femmine presenti sul quadro.
In risposta riesco solo ad annuire mentre l'ansia che sia io quella piccola creatura mi impedisce di proferire parola.
<<E' vostra figlia?>> mi azzardo a chiedere.
<<Si... lo era>> afferma con tono spezzato.
Posso giurare di aver visto i suoi occhi diventare lucidi.
<<Che vuoi dire>> chiedo sperando che la mia storia con quella della piccola creatura coincidono.
<<E' una storia lunga, non credo tu voglia sentirla->>
<<Non preoccuparti, ho tempo>> affermo sorridendo, come sempre.
L'uomo vicino a me tira un sospiro e mi accompagna in una stanza, sembra uno studio dove mi fa accomodare sulla poltrona di fronte alla sua.
<<Sai, io e Katsue ci conosciamo fin dai tempi dell'accademia... posso dire che è stato un'amore a prima vista, quando ho visto i suoi occhi ne sono rimasto affascinato, d'altronde siamo dello stesso clan quindi i nostri genitori erano più che felici se ci fossimo sposati, e così fu.>>
Continuo a spostarmi su questa poltrona maledettamente comoda in preda all'ansia.
Se avessi portato con me Kakashi li avrebbe riconosciuti, dannazione.
<<Ci siamo sposati all'età di diciotto e in regalo, all'età di ventitré anni abbiamo avuto la cosa più bella che ci sia mai capitata... una figlia.
Eravamo così felici che scoppiammo a piangere dalla gioia, non ci staccammo neanche per un minuto da lei, avevamo paura che le accadesse qualcosa perché...>>
Sembra voglia dire qualcosa ma esita nel farlo, quindi lo sprono a continuare, devo sapere se quella bambina ero io.
<<Perchè succede, sai, eravamo molto protettivi come tutti i genitori e l'amavamo molto...>>
Un velo di delusione mi ricopre tutta, speravo che il motivo fosse per i cercoteri racchiusi dentro, ma la fortuna a quanto pare è sempre dalla mia parte, alla fine non credo di voler sentire tutta la storia.
<<Sai... non abbiamo avuto la fortuna di vederla crescere, di giocare con lei, vedere fare i suoi primi passi e magari sentire la sua prima parola.>>
Nonostante sia convinta che quella bambina e io siamo due persone diverse, continuo ad ascoltare.
<<E' morta?>> azzardo a chiedere.
<<Già...>> afferma sospirando e poggiando con la schiena contro la poltrona.
<<Sai qual è la cosa buffa? E' che non ci siamo stati, non abbiamo visto come è morta, non abbiamo la sua tomba e non sappiamo nemmeno se ha sofferto.>>
Ok, sto tizio mi sta facendo preoccupare, sembra essere in una fase di crisi isterica e a momenti potrebbe attaccarmi, si sa, le persone più buone e più gentili sono sempre le più pericolose.
<<L'abbiamo dovuta affidare a qualcuno all'età di due anni, se fossimo stati con lei sarebbe stato rischioso, così ci siamo allontanati e siamo venuti a Konoha>>
Sento il cuore in gola mentre ingoio una quantità anonima di saliva, la storia si sta facendo sempre più interessante, e la probabilità che quest'uomo dagli occhi castani sia mio padre si sta facendo viva.
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L'Ultima Erede
FantasyUna ragazza che fin da bambina ha vissuto nelle menzogne e provato un dolore che insieme ai sensi di colpa con cui ci conviverà finché non diventerà grande. Cresciuta senza genitori, ma con solo l'affetto della migliore amica ormai deceduta e del su...
