Entusiasmo in Diffusione

47 2 0
                                        

One man, one goal
Ha, one mission
One heart, one soul
Just one solution
One flash of light
Yeah, one god, one vision

Jim alza il volume e si mette a cantare, tenendo la voce abbastanza bassa da non coprire quella di lui: Freddie gli diceva che era intonato e probabilmente era sincero, - non ha mai avuto problemi a sottolineare i suoi difetti - ma è la sua la voce che Jim vuole sentire, da cui vuole lasciarsi avvolgere. Se potesse chiudere gli occhi, forse gli sembrerebbe di essere di nuovo al centro della prima fila del parterre di Wembley, con il petto che esplode d'orgoglio al vedere quell'uomo che dal palco tiene nel palmo della mano settantaduemila persone e saperlo suo. Sull'ultimo verso scuote appena la testa: quanto avevano riso tutti insieme la prima volta che Freddie aveva proposto al gruppo la sua idea di sostituirlo con quel "fried chicken" venuto in mente a chissà chi durante una pausa in studio! Anche dopo aver parcheggiato davanti alla barberia, in premuroso anticipo, Jim lascia la radio accesa e si crogiola ancora un po' nel gusto dolceamaro dei ricordi.

Sobbalza quando sente il rumore di nocche che bussano leggermente al finestrino: il volume così alto gli ha impedito di sentire Johnny arrivare. Si affretta a spegnere e scendere, lasciando a malincuore a metà Gimme the Prize.

"Ho ascoltato per un minuto o due, prima di chiamarti... la voce è la stessa del disco dell'altro giorno, ma lo stile è diversissimo." Commenta Johnny pensieroso, mentre appende l'insegna CHIUSO alla saracinesca sollevata.

"Lui poteva cantare di tutto." Risponde Jim d'istinto. "Rock, disco, opera, café chantant... non c'è genere che non abbia sperimentato, probabilmente, allora o adesso." Si sente l'orgoglio nella sua voce? Si capisce che ce n'è un po' troppo per essere semplicemente quello di un fan parecchio accanito?

Con grande sollievo di Jim, Johnny non commenta, probabilmente distratto dall'attrezzatura che lui ha tirato fuori dal bagagliaio:

"Hai saccheggiato un'impresa di pulizie?" Chiede ridendo. "Ne ho di prodotti per pulire, sai?"

Jim si sente attraversare da un fremito d'imbarazzo: non aveva pensato che Johnny avrebbe potuto interpretare la sua disponibilità come una velata accusa di sciatteria. Fortunatamente, gli basta mostrare di che si tratta per chiarire l'equivoco:

"Servono per trattare il legno, non per pulire: mio padre è falegname, li ho presi dalla sua bottega. Mi sembrava che potessero essere utili per le cornici degli specchi e magari per le sedie."

"Oh, ragazzo, dobbiamo fare dei lavori di pulizia, mica di restauro! Non prendertela troppo a cuore..." Con queste parole, Johnny fa cenno a Jim di entrare prima di lui, che si trattiene a malapena dall'accendere l'illuminazione centrale: non ha idea di quali siano i piani del proprietario in merito ai consumi. Tecnicamente, non sa neanche quale sia il costo medio dell'esistenza, qui: il giro per negozi dell'altro giorno non è stato sufficiente a prenderne una consapevolezza effettiva. Il barbiere apre tutte le finestre: sono solo tre e piuttosto piccole, per la verità, ma improvvisamente sembra esserci molta più luce del primo giorno che Jim ha messo piede nel locale, anche se forse non abbastanza da dare assoluta certezza sul risultato finale di una tintura.

"Non mi dispiacerebbe affatto qualche piccolo ritocco." Risponde Jim allegramente. "Niente che non ti piaccia, ovviamente, e non ti chiederò che me lo paghi: sarà semplicemente un regalo per l'inizio della nostra collaborazione. A proposito, ti può piacere questo?"

È un bene che l'occasione per tirare fuori ciò che ha realizzato ieri sera si sia presentata così, nel bel mezzo di un discorso e mentre stanno sistemando altri oggetti: Jim non è sicuro che avrebbe osato mostrarlo, altrimenti, anche se l'ha osservato con critica attenzione mille volte e non ha trovato il benché minimo difetto di lavorazione.

Round The CornerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora