Pettegolezzi al Limite della Legalità

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Sono arrivati, per fortuna. All'orizzonte, la luce di quella luna tonda e pulita comincia a barbagliare anche verso terra, svelando la presenza dell'acqua tranquilla e silenziosa del lago. Come la maggioranza dei viaggiatori, gli Hutton percorrono a piedi il breve tratto dall'imbarcadero alla riva di fronte, mentre carrozze si avvicinano cigolando, uomini e donne a cavallo esortano i loro animali a frenare e quelli obbediscono sbuffando, nitrendo sonoramente e sollevando nuvole di polvere dalla strada sterrata.

"Siamo in orario decente!" Nota nonno Piaras con un sospiro di sollievo. "Facciamo il giro, veloci, cerchiamo di metterci sulla strettoia: da lì si vede meglio!"

"Parlate facile, voi uomini!" Sbuffa nonna Mughain, che arranca dietro al marito. "Vi vorrei vedere, se doveste portare una sottana così larga e lunga sopra un cesto di stecche di balena!"

Per tutta risposta, il nonno prende la moglie in braccio, ritrovandosi l'enorme gonna completamente davanti al viso, e inizia a correre alla cieca, inseguito dagli altri che cercano di fermarlo.

"Piaras, siete sempre 'l medesimo!" Gli grida dietro lo zio Rían. "Voi e la creanza d'un gentiluomo non avete nulla a che spartire... vi portate come un salvatico d'America!"

Parole al vento, peraltro coperte dalla voce di nonna Mughain, che prima strilla più volte "Mettimi giù!", poi, vedendo che non è ubbidita, si aggrappa al collo del nonno ridendo e lo bacia davanti a tutti; nessuno si scandalizza quando lui risponde con trasporto senza smettere di correre. Jim, invece, distoglie imbarazzato lo sguardo.

La corsa intorno alla riva sortisce comunque l'effetto desiderato: la famiglia Hutton è tra le prime a raggiungere il punto in cui il lago si restringe e prende quasi l'aspetto di un canale. È lì che si terrà lo spettacolo e da quella posizione lo vedranno frontalmente e senza nuche davanti. Nonno Piaras tira fuori da una scarsella alla cintura un paio di piccoli binocoli d'ottone, del tipo che Jim ha visto nei film, usati dalle protagoniste femminili in qualche scena ambientata in un teatro, e raccomanda di condividerli con gli altri.

Il brusio è quasi lo stesso che a un evento dei giorni nostri. Non si sentono trombette e cori, solo l'accavallarsi di tante voci e commenti, a volte in inglese, altre in gaelico, che fingono di sussurrare, ma non si preoccupano di essere credibili. Donne indicano a dito alcune coppie e si avvicinano all'orecchio delle vicine, ma devono parlare a volume normale per farsi sentire sopra la confusione.

"Guardate là!" È nonna Áine, che dà un leggero colpetto con la spalla alla spalla della pronipote e indica, discretamente ma non troppo, una coppia di fronte a loro: ha in mano uno dei binocoli da teatro, che le passa. "Non è la contessa di Ormond, colei?! È venuta col barone de Ross, eh? Da quando ha lasciato il marito, vedelasi a ciascun equinozio in compagnia d'un uomo diverso!"

"Certa gente proprio non la capisco. È sacrosanto lasciare il marito che ti hanno imposto, ma trovati uno che ti aggrada e sistemati con lui!" Jim non avrebbe mai immaginato che nonna Mughain sapesse essere così acida.

"In verità, è meglio di quella vergogna che continuan imperterriti a sbandierar e' marchesi di Londonderry!" Nonno Niall usa un tono che a Jim sembra di più sincera riprovazione rispetto alle signore di casa, che ridacchiano dietro i ventagli, palesemente più deliziate dall'occasione di pettegolezzo che imbarazzate dallo scandalo. Nemmeno lo zio Rían sembra d'accordo con lui.

"Suvvia, Niall, parete un vivo!" Lo apostrofa e l'espressione usata suscita a Jim una risata di cuore. "La marchesa non stassi burlando di nessuno, né del marito, né della figlia del castaldo! L'ama da che eran fanciulline e il marchese hallo sempre saputo!"

"Perché non lascia la moglie, adunque!?" Ribatte zia Marla. "Per certo, non ha alcuna convenienza a tenersela: eccolo lì, il conte di Cork, seduto accanto a lui!"

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