Investimento Senza Futuro

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Jim tiene a freno la lingua finché Johnny firma le cambiali per il pagamento rateale, ripetendosi mentalmente che è lui il padrone e che è più anziano, ma, una volta usciti dal negozio, non riesce più a trattenersi: hanno speso - soprattutto Johnny - veramente troppo!

"Cassette, mangianastri, dischi... Dovevi per forza prendere tutto in una volta?" Chiede maneggiando le parole come se fossero uova. "Non sarebbe stato meglio comprare qualcosa e tornare più in là?"

"E pagare di più in totale?" Ribatte Johnny lanciandogli un'occhiata scettica. "Su un acquisto massiccio ho avuto uno sconto significativo, non me la sarei cavata con così poco se avessi comprato tre o quattro dischi per volta. Per non parlare della scocciatura di tornare ogni volta qui... non c'è un negozio di dischi nel mio quartiere."

Il ragionamento non fa una piega, ma a Jim la spesa continua a sembrare eccessiva. Soprattutto acquistare nuove cassette e quel mangianastri così elegante gli è parso un assoluto spreco: per ascoltare la musica al lavoro se la cavano benissimo da mesi con la sua autoradio. Ogni mattina, da gennaio, con la neve e il sole, la pioggia e la nebbia, Jim la stacca dal cruscotto e l'appoggia al centro della cappelliera nel guardaroba sul retro: da lì, alzando opportunamente il volume, la musica raggiunge ogni angolo della bottega e la voce di Freddie riverbera sui muri, si riflette sulle specchiere e avvolge la stanza con il suo calore e la sua limpidezza. L'orgoglio zampilla nel petto di Jim quando immagina il salotto di Johnny inondato dalla stessa voce.

"A forza di smontarla e rimontarla, finirai per romperla, quella radiolina di plastica." Lo rimbrotta lui. "E finora, nei tuoi giorni liberi, il silenzio in questo posto è stato angosciante."

Jim non ci aveva pensato: ormai conosce Johnny abbastanza da aver capito che sotto la scorza burbera e un po' brusca nei modi si nasconde una persona allegra e solare e in effetti è comprensibile che ami lavorare a suon di musica e che la sua mancanza lo avvilisca un po'. È anche una scusa per chiacchierare. Alcuni clienti decisamente non apprezzano tutto quel "rumore da centrale elettrica", come l'ha ribattezzato, con un colpo di genio, uno di loro che si presenta regolarmente con bastone, tuba e marsina con farfallino, come se andasse a una cena di gala, anziché a tagliarsi i capelli; sono di più, però, quelli incuriositi da questa musica strana e chiassosa, increduli all'idea che per produrla sia necessaria la stessa elettricità che accende le lampadine e fa andare i tram e scettici al pensiero che non sarebbe possibile in acustico e suonerebbe in modo del tutto diverso. Sembra davvero che la barberia di Johnny si sia trasformata nel set di un film di Mélies: così gli ha detto anche qualche cliente e Jim si rammarica di non esserselo ricordato davanti al commesso, per il puro gusto di divertirsi a sembrare l'uomo del futuro.

"E nel caso non te ne fossi accorto, ragazzo mio, questa musica attira clienti come il miele le mosche! Gli introiti sono aumentati da gennaio a questa parte, sai?" Esclama Johnny tutto allegro, fregandosi le mani. A Jim pare un'affermazione un po' esagerata, anche se non fa di certo i conti in tasca al suo capo e, per quanto lo riguarda, la busta paga è rimasta quella striminzita iniziale. Certo, che i clienti sono aumentati lo vede anche lui e in proporzione devono aver fatto lo stesso i ricavi; da un po' spera in un aumento, ma la sua famiglia gli ha insegnato a non mostrarsi avido.

"Insomma, è un investimento." Decreta Johnny accennando agli scatoloni in cui stanno trasportando gli acquisti: hanno dovuto chiedere in prestito un paio di carrellini dal mercato alimentare nei pressi, strani, scomodi modelli alti, piccoli e con il cestino separato, che si appoggia sull'intelaiatura delle ruote con due manici. "Abbiamo buone ragioni di prevedere che questa spesa amplierà il giro di clienti e genererà maggior guadagno a medio-lungo termine."

Più lungo che medio, pensa Jim. Non vuole essere pessimista a tutti i costi, ma non riesce proprio a vedere miglioramenti appena dietro l'angolo. Deve però riconoscere di non avere esperienza in merito: è stato sempre un lavoratore dipendente e per la maggior parte della sua vita del Savoy, imparagonabile di certo a una piccola bottega a conduzione familiare. Johnny invece conosce i suoi clienti da più di una vita: ormai Jim ha capito che molti di loro frequentavano la sua barberia già dall'altra parte e semplicemente non hanno cambiato abitudini. Se il proprietario presume che uno strano miscuglio di musica pop e rock, opera e disco, swing e vaudeville possa essere apprezzato ed avere effetti positivi sui guadagni, ci sarà da fidarsi.

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