Sogni, Progetti e Obiettivi

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"Con che brano partiamo?" Chiede Freddie appena messo piede in studio. È nel suo elemento, carico come non mai e in condizioni più favorevoli e produttive dell'ultima volta: contro le più rosee aspettative, è riuscito a convincere Michael a lasciare i suoi adorati camelidi fuori dalla sala d'incisione. Glielo deve per par condicio, del resto. Anni fa, Michael si era a sua volta risentito quando, durante una pausa, Freddie aveva osato tirare una striscia; non si trova roba del genere nell'aldilà, quindi può stare tranquillo almeno riguardo a come saranno impiegati gli inevitabili tempi morti e le serate.

"State of Shock o There Must Be More to Life Than This, se vuoi il mio parere." Risponde il collega, che già si è messo a frugare nel deposito dei nastri. "Le avevamo quasi finite, conviene innanzitutto concludere quelle una volta per tutte."

Freddie non trova nulla da eccepire sul ragionamento, ma non riesce a non sorridere all'ingenuità che Michael dimostra quando trova il relativo acetato.

"Dobbiamo recuperare il nastro master, tesoro." Gli spiega con un sorriso paziente: si sente come un padre con un figlio, o più come un veterano del mestiere di fronte a un ragazzino alle prime armi. Non ha intenzione di parlare a Michael in questi termini, ma in diciotto e più anni nell'aldiqua ha accumulato una discreta esperienza in merito alle tendenze del mercato discografico. "Qui c'è ancora gente che ascolta la musica dai grammofoni, questi singoli usciranno in tutti i formati audio dalla musicassetta al settantotto giri. Solo i CD non esistono, qui. Dobbiamo registrare sul supporto più primitivo possibile."

Gli occhioni di Michael si fanno ancora più grandi e le labbra assumono la stessa forma tondeggiante. Freddie non può evitare di scoppiare a ridere fragorosamente quando lo vede ripetere più volte, senza emettere suono e con un'espressione sconvolta, le parole "settantotto giri".

"Mi sa che al momento sei tu quello in stato di shock, amico mio! Ci siamo passati tutti: la prima volta che mi hanno portato questi cosi di gommalacca, non sapevo neanche come tenerli in mano! E non t'immagini che cagnara con quei deficienti della CBS... volevano che spezzassi Boh Rhap su due lati, ti rendi conto?! No e poi no, ho detto: semplicemente quel pezzo non esce in quel formato e neanche The Prophet's Song. Anche se naturalmente su quella sarà Brian ad avere l'ultima parola, quando arriverà."

Dopo un buon quarto d'ora trascorso in sempre più affannosa ricerca, Steve, l'ingegnere di suono, individua finalmente i nastri master in un cassetto della scrivania, sepolti sotto una pila di fogli su cui Michael ha schizzato abbozzi di testi e idee di accordi.

"È incredibile!" Esclama Michael appena la prima nota risuona nell'aria. "Il suono è perfetto, sembra che l'abbiamo appena inciso!"

"Senti che roba, amico mio?! Nemmeno le nostre voci possono invecchiare, qui!" Freddie è così felice che ha abbracciato Michael prima ancora di rendersene conto e lo coinvolge in una piroetta che gli fa cadere dalla testa le cuffie. Certo che gliele ripagherà, se dovesse rompergliele: non c'è prezzo per essere tornati a ridere insieme e a darsi pacche sulle spalle.

Suggerisce per esperienza di ricominciare comunque a registrare da capo e di conteggiare le take incise di là separatamente da quelle nuove, in modo da poterle confrontare. "Non dico che quello che abbiamo fatto sarà completamente da buttar via," ci tiene a rassicurare, "ma le nostre voci sono cambiate, prima di azzardarci a mischiare le tracce dovremo almeno fare delle prove."

Michael concorda, confermando di aver notato anche lui che il passaggio ha influito sulla sua voce: è più limpida e cristallina, più simile a quella che aveva da ragazzino, quando cantava insieme ai suoi fratelli. Alla fine, decidono di rifare le canzoni da zero, in una tonalità più alta e sfruttando maggiormente il falsetto.

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