"Che ti è saltato in mente, Freddie?! Prima di tutto, hai tenuto il condizionatore acceso stanotte, sì?! Non dovresti aver sentito così caldo... e in ogni caso, ti sembra una buona idea una doccia gelata di prima mattina appena uscito dal letto?!"
Michael gli gira intorno come una mamma preoccupata, borbottando contro la servitù che non è abbastanza sollecita, a suo dire, nel portare altri asciugamani caldi. Freddie è avvolto in un accappatoio di spugna, con i capelli bagnati, ma evidentemente non lavati e sussulta ogni volta che una goccia, cadendo dalle punte, gli atterra sulle spalle o la schiena.
Dannazione, pensava che ancora dormissero tutti. Si è alzato con discrezione, ma non poteva evitare che l'acqua della doccia facesse rumore. Proprio lui che non ne fa mai, che adora i bagni caldi, lunghi e morbidi di schiuma e che alla doccia ricorre solo in casi estremamente necessari.
Come stamattina, ad esempio.
Ha sognato, stanotte e ricorda perfettamente chi e cosa. Una fantasia vivida e lucida, fatta non solo di immagini, ma di odori, suoni e sensazioni. Certo, non è la prima volta che sogna lui, ma molto raramente il sogno è stato così concreto, così reale. Non lo è stato quando avrebbe voluto con tutte le sue forze che lo fosse e lo è stato stamattina, quando la situazione non gli consente di gestirne come vorrebbe le conseguenze concrete.
Forse c'entra il ragazzo di ieri sera, chissà. Se così fosse, sarebbe il più illogico dei paradossi e il più gradito.
Accidenti, proprio in California lo doveva incontrare, mentre è ospite a casa d'altri senza un minimo di privacy. Lui, almeno, gli ospiti li manda a dormire a Stafford Terrace...
Rivolge a Michael uno sguardo eloquente, che significa più o meno non farmi essere esplicito, siamo entrambi uomini e fatti allo stesso modo, e la cosa finisce lì, tra loro due, almeno. Nella testa di Freddie, i pensieri turbinano furiosi.
Gli stessi che lo assediano da tutta la notte, no, dalla prima notte. Da allora dorme poco, indipendentemente da quanto tempo passa a letto e da quanto si sente stanco. Lo svegliano sogni come quello, o più frequentemente incubi, ricordi degli ultimi giorni dall'altra parte in cui i ruoli si invertono e dai quali ogni volta riemerge urlando, singhiozzando, chiamando disperatamente il suo nome nel buio, finché qualcuno non arriva ad accendere la luce e dissipare l'immagine sfocata, ma nitida e atroce.
Non sa quale dei due scenari onirici sia peggio, in assoluto, anche se, date le circostanze, stamattina gli si è almeno presentato quello meno scomodo. O per meglio dire, meno invadente, pensa con una smorfia, mentre bisticcia con la riottosa cerniera dei pantaloni skinny. Mette quelli lunghi, oggi: l'aria condizionata in studio lo consente e obiettivamente gli shorts in quello stato supererebbero il limite della decenza.
There Must Be More to Life than This è quasi pronta, a parte le tracce vocali, sulle quali è necessario lavorare ancora un po'. Per la prima parte della giornata, Freddie si rilassa, ascoltando perlopiù l'amico che prova, corregge e riprova.
"Non è mica facile, quando ti devi adattare ad una base pre registrata!" Lo giustifica, dopo una sua reazione particolarmente esasperata all'ennesima imperfezione veniale, ma che comunque è essenziale correggere.
"Non possiamo fare diversamente." Sentenzia Michael deciso. "La base che abbiamo è quella registrata dai tuoi ragazzi, con la Red Special e con il Deacy Amp, rifarla è semplicemente impensabile."
Freddie annuisce, mentre una lacrima gli si accumula all'angolo dell'occhio, e mormora un "grazie" che non può esprimere neppure in minima parte la gratitudine e il rispetto che prova per Michael in questo momento.
"Ti ricordi quando registrammo Victory? Mettemmo Peter al basso..."
Ridono insieme e stavolta non è una risata infantile, scanzonata. Se raccontassero questa storia a un giornalista, di certo ne sarebbe tratto un siparietto comico, ma Freddie è deciso a rendere pubblico l'aneddoto per un altro motivo. Phoebe gli è rimasto accanto fino alla fine, è stato l'unico, ad eccezione di suo marito, a condividere con lui tutta l'evoluzione della malattia, fino all'ultimo stadio e al feroce epilogo.
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Round The Corner
FanfictionCapodanno 2010. Dopo 18 anni, Jim è sicuro di ritrovare Freddie, ma l'aldilà si rivela parecchio diverso da come gliel'avevano descritto in seminario da ragazzo. Grafica del frontespizio by @AnnaChierici9
