La Civiltà dei Passati

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Sono rimasti in pochissimi quando si sente il tipico fischio che precede i fuochi d'artificio. Tutti si girano verso la pozza grande del lago ed emettono un corale ooohh. Jim guarda in su piuttosto scettico: non saranno poi gran cosa, fuochi d'artificio di duecentocinquant'anni fa.

Invece sente la mascella cadergli come se l'avessero appesantita con un piombo. Non sono le solite fontane di luce colorata.

Non sono colorati affatto, innanzitutto: l'unica tinta adoperata è il bianco giallastro proprio della luce artificiale. La spettacolarità che perdono in colori, però, questi fuochi la acquistano in forme. I puntini luminosi usano il cielo nero come una tela, disegnando fiori che sembrano sbocciare sotto gli occhi dello spettatore come in una sequenza accelerata. Altri fuochi sono fontane di luce, che si innalzano dall'acqua e si riflettono in essa, in modo tale che le simmetrie perfette creino disegni complessi. E lo spettacolo dura molto più a lungo di quello che i vivi tengono a San Patrizio. Gli ultimi mortaretti esplodono a distanza ravvicinata, con l'effetto di una scarica di mitragliatrice; gli spettatori urlano, battono mani e piedi, cantano in una lingua arcaica di cui Jim può dire solo che assomiglia vagamente al gaelico.

"Ch'e sei mesi venturi possano portarvi letizia, mie illustrissime e miei illustrissimi!" Grida nel megafono il solito maestro di cerimonie. "Vi desideriamo che conserviate un bel ricordo di codesta giornata nella vostra generazione e che essa v'abbia istillato 'l desiderio di tornarvi, in un degli innumeri equinozi che 'l Tempo ha in serbo per noi!"

È finita, allora. Davvero una giornata troppo breve, ma la meridiana segnala implacabilmente a tutti che devono affrettarsi. Si vede bene quasi quanto di giorno, sfruttando la luna piena e rotonda che sta lentamente risalendo nel cielo: non hanno più di un paio d'ore prima che la barriera si chiuda e Jim non ha nessuna intenzione di pagare la multa.

"Lasciate l'inutil premura, James:" lo rassicura nonno Niall. "e' maestri di cerimonia san di quanto tempo s'abbisogni per passare."

Sono tantissime, troppe persone, però: è facile immaginare che l'intera popolazione dell'Irlanda abbia viaggiato nel tempo, oggi.

"Mica sono passati tutti!" Nonno Piaras scoppia a ridere. "Pensi che quattro milioni e mezzo di persone possano attraversare la Barriera in ventiquattr'ore?! E ammesso che ci riuscissero, l'ultimo arrivato per quanto tempo starebbe nel passato? Cinque minuti?! No, Jim: quella che vedi qui è una piccola parte dei passati del nostro lasso temporale, ma in generale quelli che hanno passato la Barriera oggi, anche verso altre generazioni, sono una piccola parte dei passati delle nostre. Avranno altre occasioni e anche tu, qualche volta, non riuscirai a passare: rimanderai il viaggio di sei mesi, tutto qui."

Per un attimo, Jim si chiede se non sia frustrante perdere un'opportunità che si presenta due volte l'anno, dopo aver organizzato e pregustato il viaggio, per di più. È sorpreso da se stesso quando si rende conto che no, non prova frustrazione all'idea, ma sostanziale indifferenza: pensandoci bene, ha a disposizione secoli, l'eternità, per andare quando vorrà e visitare tutte le generazioni passate... addirittura quelle future, prima o poi. Letteralmente, c'è tempo, si può fare tutto, con la massima calma, godendosi appieno ogni singola giornata. Anche la lentezza del viaggio in carrozza, con il cavallo che trotta quieto, sbuffando ogni tanto e scuotendo la criniera.

"Che parvene, James, della nostra generazione? Passareste a risiedervi?" Zio Rían accompagna la domanda con un risolino, che dà presumibilmente per scontata una risposta negativa; almeno, così la interpreta il suo interlocutore, anche se forse non è altro che speranza di poter evitare di essere scortese nonostante sia costretto ad essere sincero. Che imbarazzo! Lui, poi, che non è mai stato una buona bilancia per le parole!

"Non credo che mi abituerei mai all'odore!" Decide di rispondere: non è l'unico deterrente, ma sicuramente è uno di un certo peso. La battuta suscita diverse risate e Jim si sente più rilassato e meno spaventato dalla sincerità. "Non potrei lavorare senza acqua corrente e calda – no, non potrei esistere senza acqua corrente e calda! E questi vestiti sono decisamente troppo stretti..." soggiunge cercando di aggiustare discretamente la patta dei pantaloni. "Però recupererei qualche ricetta! Altri vantaggi, sinceramente, non ne vedo, almeno nella mia situazione. Magari cambierei idea se..."

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jul 31 ⏰

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