La sua nomina a capitano fu il culmine della carriera di T/n.
In realtà fino a poco tempo fa, lei non credeva nemmeno che qualcuno potesse accettarla per quello che era e invece adesso si ritrova capitano di una squadra.
"Ti sta molto bene questa nuova divisa." Sebastian si avvicinò a lei nell'aula di riunione mentre T/n si stava specchiando per sistemarsi la cappa sulle spalle.
"Dici?" Chiese staccando finalmente gli occhi dallo specchio per guardarlo.
"Direi di si." Confermò lui.
"Magari non ne sono nemmeno degna. Avresti dovuto essere tu al mio posto." Ammise lei trattandosi un po' e avviandosi verso la porta.
"No no, non cominciare con questa storia." Sebastian la seguì: "io mi rifiuto di fare qualsiasi tipo di incarico."
"E per quale motivo? Sei così bravo."
"Perché tanto alla morte non importa di che grado sei. Se devi morire devi morire e io mi accontento di essere ancora vivo."
"Forse hai ragione." Ammise T/n.
"No, che non ho ragione. Hai idea di quello che accadrebbe se non ci foste voi? Ci sono cadetti che non andrebbero nemmeno al cesso se non hanno il consenso di farlo, non si saprebbero organizzare e andare d'accordo tra di loro. Per cui sono grato che tu prenda il mio posto."
T/n si fece scappare una risata genuina e Sebastian non poté fare a meno che sorridere allegramente.
Prima di separarsi lungo il prossimo corridoio, Sebastian si prese il tempo di metterle una mano sulla spalla e di fermarla un secondo.
"Anche se non combatteremo più insieme so che possiamo ancora contare l'uno sull'altra. Lei annuì vigorosamente sorridendo ma d'un tratto posò il suo pungo sul suo petto, all'altezza del cuore.
Lui si sorprese ma lei sorrise ancora: "Sempre."
T/n ritirò la mano e proseguì, scendendo dalle scale del quartier generale.
Era da quando lo aveva salutato quella sera che non parlava più con Erwin.
Quando si incontravano e dovevano interagire, si comportavano come due perfetti estranei.
Quel comportamento non passò inosservato a molti membri del corpo di ricerca, Hanji prima di tutti.
Era preoccupata per loro nonostante entrambi le avessero ripetuto fino allo sfinimento che non era accaduto niente tra di loro.
In realtà qualcosa era successo e non era nemmeno un problema così leggero.
Le parole di Erwin avevano lasciato un segno indelebile nel suo cuore e quando ci pensava ancora facevano male come la prima volta.
Eppure non aveva versato una sola lacrima per quella situazione. Era come se esteriormente la freddezza di Erwin non l'avesse toccata ma in realtà l'aveva talmente travolta che spesso non riusciva realizzarlo.
Quando invece se ne rendeva conto si limitata ad un profondo sospiro, come per colpevolizzare sé stessa della sua confessione d'amore.
In quell'ultima settimana, alla fine, si era convinta che era stato tutto un errore e che il loro amore non sarebbe durato comunque. Al di là di tutto, al di là del corpo di ricerca e delle loro regole.
La cerimonia di investimento era stata piuttosto solenne e, per l'appunto, si erano comportati come perfetti sconosciuti.
Assieme a lei era diventata capitano anche un'altra giovane donna, dai capelli corti e biondi e un paio di occhi azzurri.
Si chiamava Nanaba e le era sembrata subito davvero simpatica e alla mano.
Fu molto orgogliosa che quella cerimonia sia stata tutta al femminile.
La verità del motivo per cui non pensava troppo ad Erwin era anche dovuta all'imminente incontro con i suoi nuovi cadetti.
Erwin non era tipo da grandi riunioni per cose come l'assegnazione dei posti e quindi T/n si diresse in solitaria verso il luogo accordato per l'incontro.
Quando entrò nell'aula vide che già la stavano attendendo 5 ragazzi che si voltarono nella sua direzione, curiosi di sapere che tipo fosse il loro capitano.
"Buongiorno." Disse tranquillamente T/n chiudendosi la porta alle spalle.
"Salve..." Risposero quasi all'unisono i cadetti.
"Direi di saltare i convenevoli, voi cosa dite? Immagino sappiate perfettamente il motivo della nostra visita." Disse la giovane donna.
"Sissignora." Rispose uno di loro.
Era un ragazzo molto alto, dai capelli castano scuro e gli occhi color nocciola. Vestiva a fatica una vecchia uniforme un po' logora e forse l'unica che era rimasta disponibile per la sua altezza.
"Bene." Proseguì il capitano: "io sono T/n. Mi perdonerete il mio impaccio provvisorio, sono nuova nel campo dei superiori qui mel corpo di ricerca. Voi siete?"
"Non ha ricevuto le nostre cartelle?" Disse un'altra dei ragazzi, con un tono un po' seccato.
"Naturalmente. Anche voi saprete chi sono io ma è molto meglio sentirlo dire dal diretto interessato che leggerlo su un inespressivo foglio." Si spiegò T/n.
"Trevis, signora." Disse il ragazzo dai capelli castani di prima. Sembrava essere il più intenzionato a collaborare.
"Capitano va benissimo, Trevis." Disse T/n che non si sentiva così vecchia da essere chiamata signora ma apprezzò comunque il gesto del ragazzo.
"Kimiko." Era la voce di una ragazza, dal fondo dell'aula. Aveva capelli lunghi neri e occhi neri leggermente a mandorla. Era seduta comodamente su una delle sedie e la sua espressione era talmente enigmatica che T/n non sebbe bene come interpretarla.
"Piacere Kimiko." Rispose.
"Marika, molto piacere." Disse l'altra ragazza, appoggiata al muro con le mani dietro la schiena in un'espressione di timidezza. Aveva un paio di treccine biondo cenere che non andavano oltre le spalle e un paio di occhi marroni.
"Il piacere è mio." Rispose cercando di farla sentire un po' più sicura di sé.
Poi si voltò verso un ragazzo silenzioso che non aveva ancora appiccicato parola.
"Tu devi essere Noah." E il ragazzo annuì.
T/n non sarebbe stata in grado di dire se il suo silenzio era dovuto alla timidezza, come con Marika, oppure al fatto che non voleva essere lì. Fatto sta che in quell'occasione nessuno sentì ancora il suono della sua voce.
Portava i capelli castani tirati indietro sulla nuca e gli occhi erano di uno strano colore grigio azzurro.
"A Noah non piace molto parlare." Disse l'ultimo rimasto del quintetto: "io sono Joe."
"Molto piacere a tutti e due, ragazzi." Rispose infine T/n, contenta che Joe l'avesse aiutata a togliersi da quell'impiccio con Noah.
"Molto bene, come sapete ormai è mattina inoltrata per cui ho la lista delle vostre camere e adesso andremo a darci un'occhiata. Prendete le vostre cose e seguitemi." Disse il capitano e tutti si diressero verso la porta con i propri scarsi effetti personali.
Si accordarono al capitano e man mano che salivano e passavano attraversi i lunghi corridoi si fermavano di tanto in tanto per assegnare le apposite stanze.
Trevis fu l'ultimo di loro ad entrare nella propria camera a depositare le cose e dopo si diressero tutti verso le stalle.
Lì fece conoscere i nuovi cavalli ai ragazzi.
A Noah venne assegnato un forte e alto cavallo baio di nome Huster, poiché la corporatura di Noah era quella un po' più massiccia.
A Marika, che al contrario di Noah era la piccola e magra, le venne assegnata una cavallina morgan saura, anch'essa piccola e leggera, di nome Princess Sea.
Kimiko aveva un cavallo palomino nella media di nome Tornado mentre Joe era molto contento del suo nuovo amico baio chiaro, Dull.
Infine Travis conobbe una bella cavalla grigia, dai crini bianchi e neri, di nome Artic Girl.
"Qual è il suo, capitano?" Chiese Joe che era in uno stato di euforia pura mentre tornavano verso il quartier generale.
"Il mio si chiama Altair. È quel sauro rosso che vedete oltre la recinzione."
"Quello sdraiato a terra?" Chiese Kimiko stupita di come quell'apparente ronzino potesse appartenere ad un capitano.
"Esatto. A lui piace fare delle belle dormite quando esce il sole caldo. Non avete idea di che fatica faccia a svegliarlo e russa pure. Meno fa e meno farebbe, quel lazzarone, ma è il cavallo migliore che io abbia mai visto."
Tutti rimasero un po' sconcertati da quelle parole in netto contrasto ma se lo pensarono non lo diedero a vedere.
Due settimane più tardi, quando T/n cominciava a prendere la mano sui suoi nuovi cadetti e a conoscerli meglio, Levi venne nominato capitano.
Lei ne fu molto orgogliosa nonostante non capisse mai bene cosa passasse nella testa di quel ragazzo certe volte.
Ma comprendeva perfettamente quanto gli volesse bene nonostante il loro primo incontro non proprio amichevole.
Aveva provato anche ad uccidere Erwin, quello sarebbe stato il suo piano, ma alla fine si era unito a loro e, tra le persone che non gli credevano, T/n non ne faceva parte.
Alla fine lui era come lei e in quegli ultimi tempi si sentiva più in sintonia con Levi che con Erwin.
Quest'ultimo la evitava tutte le volte che si incontravano o si comportava ancora come se loro due fossero perfetti sconosciuti.
Le dava fastidio e ci soffriva parecchio dopo tutto quello che avevano passato insieme.
Tutte quelle volte che hanno rischiato la vita per salvare l'altro.
Eppure quello era stato il risultato di tutti i loro sforzi.
T/n non poteva fare altro che accettarlo e andare avanti.
Quando le venne comunicata la data della nuova spedizione si impegnò ancora di più con i propri sottoposti.
Divenne un po' più esigente e seria perché non aveva intenzione di lasciarli morire, anche se questo voleva dire inimicarseli un po'.
Con suo grande sollievo però i ragazzi sembravano comprendere la ragione della sua severità e presero con impegno ogni allevamento da lì fino alla data stabilita per la spedizione.
T/n si convinse che non avrebbe dovuto guardare Erwin quella volta.
Avrebbe dovuto guardare loro, quei cinque ragazzi le cui vite dipendevano da lei.
Erwin non importava più.
4chiacchiere in compagnia:
Ecco un capitolo infrasettimanale per recuperare quelli che ho perso nello scorso weekend.
Se fossi andata avanti come avevo progettato probabilmente adesso la storia si sarebbe già conclusa ma purtroppo non sono proprio riuscita e ora cerco di rimediare.
Comunque spero sia di vostro gradimento e ci sentiamo al prossimo capitolo!
Bye bye!
😘 SilverANBU
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Ovunque Tu Sarai (Erwin X Reader)
FanfictionT/n è una bambina che vive assieme alla sua famiglia nella città sotterranea, dalla quale poi riuscirà a fuggire. Aiutata da un capitano della legione esplorativa e ad un oggetto misterioso si unisce alle fila dei cadetti e combatterà sotto il simbo...
