Ray
Gardner ha confessato.
Nessuno se lo aspettava. Nemmeno Tessa, che scorgo ogni tanto lanciare occhiate alla propria destra, alla seduta vuota che è stata di suo padre per tutti questi anni, e che presto non lo sarà più.
È stato lui a manomettere il quadro elettrico, qualche mese fa. Ha detto di non ricordare i dettagli, ma di essere convinto di ciò che stava facendo.
Qualcuno – qualcosa – gli avrebbe detto che nella più completa oscurità, il vero impostore sarebbe venuto alla luce.
Ma all'epoca non si parlava ancora di un impostore. È stato proprio Gardner a cominciare a usare quel termine, e a cercare un colpevole, solo perché quel suo metodo si era rivelato fallace.
E quel qualcuno, quel qualcosa, gli aveva detto di continuare a cercare. E lui è ancora convinto che si tratti di Dio. Noialtri, invece, stiamo cercando di capire cosa sia stato in realtà. Se la follia, o un vero impostore.
La condizione di Benjamin Gardner sembra comunque essere alquanto diversa da quella della figlia. Lei non mi ha parlato di voci, e non ha ricordi di ciò che l'oscurità l'avrebbe costretta a fare. Non ne ha nemmeno il sentore. Sa solo che ci sono frammenti della sua vita che non ricorda con lucidità. Momenti che sono incognite anche per lei stessa.
Le ho consigliato di passare più tempo possibile con James, per tenersi sotto controllo. Di lui si può fidare – o meglio, è così innamorato che la proteggerebbe in ogni caso.
Tuttavia, ora che siamo tutti riuniti nella Sala Grande, Tessa è costretta a stare seduta alla mia destra, un posto vuoto di distanza – quello che era stato di suo nonno. E io e Kara non possiamo scambiarci altro che brevi occhiate, con la colonna centrale che quasi ci occulta la vista l'uno dell'altra.
Lei si è presa la seduta più a nord di tutte, in questo cerchio. Direttamente alla sua destra si trova Adam Ruskin, il primo degli Anziani.
Tra me e loro, alla mia sinistra, c'è la seduta vuota che era stata di mia madre, la sua Lángkard ancora appesa al muro. A seguire, i posti vacanti di Edward e Stephanie, che nessuno ha ancora occupato.
Io, invece, ho preso il posto che era di mio padre.
Chi vuole intervenire lo fa da seduto, di solito, ma la situazione si è già abbastanza animata. Heinrich Woolf è in piedi, mentre sputa le sue teorie. E la parte più spaventosa è che molte di esse sono convincenti.
«Benjamin Gardner era molto cambiato, negli ultimi tempi.»
Ricomincio ad ascoltare il suo discorso, anche se Woolf si sta rivolgendo principalmente a Tessa, alla sua sinistra, a distanza di tre sedute.
Senza né suo padre né suo nonno accanto, Tessa sembra ancora più piccola. Io e lei siamo gli unici a essere affiancati solo da posti vuoti, ma io ho due spade appese alle mie spalle, che mi rendono più minaccioso.
Lei potrebbe essere una bambola di porcellana dimenticata su uno scaffale.
«Stai dicendo che mio padre è impazzito andando alla ricerca di questo impostore?» ribatte lei, subito sulla difensiva, abbandonando ogni formalità.
Woolf si spiega in tono pacato, come sempre. «Benjamin Gardner è impazzito molto prima di diventare fissato con questo impostore» risponde, cinico. «E questo impostore esiste, non fraintendetemi» si rivolge poi a tutti gli altri.
«E dove avrebbe senso cercarlo, allora?» interviene Taylor, alla destra di Woolf. Si sostiene la testa puntando il gomito sinistro sul bracciolo della sua seduta, e la manica è scivolata all'indietro, rivelando la testa del serpente rosso che avvolge il suo braccio.
STAI LEGGENDO
The Darkest Thing
Paranormal[Paranormal/Horror] TW: blood, violence, abuse, suicide. Serie Darkest, libro 1 La Congrega di Nipagan Waters esiste per proteggere il mondo dai mostri. Da più di trent'anni, questi esseri incomprensibili, fatti di oscurità, si nutrono di paura e di...
