30 - Secrets

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Ray



Kara non la smette di lanciarmi occhiate storte.

Lavoriamo in silenzio, occupandoci di una spada per uno, all'inizio. Poi, sempre in silenzio, decidiamo che è meglio dedicarci a fasi diverse del lavoro, per limitare i tempi morti.

Mi ritrovo a limare la prima lama forgiata da Kara. Nonostante i mesi passati qui, ancora le Lángkard che crea lei sono storte, da un lato. Per rendere questa spada equilibrata, dovrò rendere la punta molto più sottile del normale.

Ma non me la sento di dirle di rifarla da zero. Dopotutto, non voglio che questa spada venga usata. Non voglio che uno dei nuovi adepti sopravviva a lungo qui dentro.

Voglio solo che tutto questo finisca.

«Questa mi è uscita meglio» annuncia lei, posando lo stampo sul tavolo, al mio fianco.

Guardo di sfuggita sia lei che la nuova lama, poi torno a concentrarmi sul mio lavoro. È vero, però. È più dritta.

Kara sospira, sentendosi ignorata. Lo so che vuole parlarmi. Lo so che ha mille domande.

Infatti, la sua voce non si fa attendere. «Senti, mi dispiace di essere sempre in ritardo» premette.

«Come la fai lunga» sbuffo io, gli occhi ancora fissi sulla spada. Ho quasi finito. Tra poco dovrò inserire la Láng.

«Come, scusa?» Il tono di Kara cambia all'improvviso. Quando alzo gli occhi, la trovo con entrambe le mani sui fianchi, le sopracciglia aggrottate.

Mi alzo in piedi, e appendo la lama a uno dei ganci, allungandomi poi verso una Láng, sulla mensola. «Vai dritta al punto» le dico. «Che cosa sta combinando Tessa?»

La sua espressione passa subito a una stupita.

«La conosco da anni» dico io. «Da sempre.»

«Allora sai già... tutto?» mi chiede Kara, titubante. Vorrebbe non dovermelo dire. Forse vorrebbe mentirmi.

No. Kara non sa mentire. Non a me.

«So che parlare con la testa mozzata di suo padre nella cripta non le basta più» rispondo io.

Kara fa una smorfia alla mia assenza di tatto, e si passa una mano sul viso. La vedo prendere un respiro, prima di comporre una frase al limite della gentilezza, almeno per lei. «Devi fare qualcosa per lei. Non riesco a continuare così.»

Un ordine.

Alzo le spalle. «Vorrei aiutarla, ma è Tessa a non voler essere salvata.»

«Non tieni a lei?» cerca di convincermi Kara.

«Non abbastanza, a quanto pare» rispondo io, sincero. «Non tanto quanto tengo alla mia vendetta. E una Maestra folle ci fa comodo, se ci pensi. È da quando è stata eletta che non ha assegnato nessuno agli esperimenti nei sotterranei. Questo la rende sospetta. L'attenzione è su di lei, e non su di noi.»

«Ma se la aiutassimo avremmo un alleato in più» insiste Kara, ora allungandosi verso di me, appoggiando una mano sul tavolo, pericolosamente vicina al mio braccio.

Faccio un passo indietro. Torno alla lama sospesa, e armeggio con il piccolo contenitore tra le mie mani, avvicinando la Láng alla spada non ancora completa.

«Tessa non vorrebbe mai aiutarci» dico io, aprendo il coperchio del contenitore. La fiamma bianca fluisce all'interno della lama di cristallo, come risucchiata verso l'alto da qualcosa che la sta aspirando. «Inoltre, se è tanto fuori di testa come dici, il vero impostore la troverà facile da manipolare.»

The Darkest ThingDove le storie prendono vita. Scoprilo ora