39 - Allegations

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Kara



Finché Tessa non si riprenderà dallo shock e dalle ferite riportate questa notte, sarà Adam Ruskin a ricoprire il suo ruolo.

Una decisione affrettata, in cui non so chi abbia avuto voce in capitolo, a eccezione degli Anziani stessi.

È notte fonda, e siamo tutti radunati nella Sala Grande, come non succedeva da tempo. Ci sono tre persone accusate di essere l'impostore che tutti stanno cercando.

E siamo io, Ray, e mio fratello.

Stiamo in piedi alla base della colonna centrale, mentre tutti gli iniziati presenti si sono disposti a semicerchio di fronte a noi, alcuni al loro posto, altri in piedi. Nessuno però osa occupare un posto che non gli appartiene.

Tutte le Lángkard sono appese al di sopra delle sedute. Anche quelle di chi ci ha lasciato stanotte. Taylor, James, e Senan.

Solo la mia spada manca. È stata trascinata oltre il portello della cella numero 1, insieme a metà del corpo di Taylor. L'ho già detto e ripetuto, ma so che dovrò dirlo ancora.

Sento di comprendere la loro sfiducia, tuttavia. È un caso strano. Sembra tutto un piano architettato proprio per incastrarci. Io sono l'unica testimone della morte di Taylor Hunter, Ahmed era l'unico davanti alla biblioteca nella quale Senan Sheridan è morto bruciato, e solo Ray e Tessa hanno assistito alla morte di James Akers.

Spero solo che non tocchi anche a lei questo supplizio, una volta che uscirà dall'infermeria. Ray ha detto che una fasciatura al braccio sarebbe bastata, per lui, e dopo essersi medicato l'ha lasciata di nuovo distesa su quel letto, con solo un rapido abbraccio a confortarla.

«Consideratevi prigionieri solo in via precauzionale» inizia a dire Ruskin. «Se gli omicidi continueranno, sarete considerati innocenti.»

Ray sbuffa dal naso. «E dopo averlo detto qui, davanti a tutti, non pensate che l'impostore si fermerà solo per far ricadere la colpa su noi tre?» Scuote la testa. «Non otterrete niente, sbattendoci in cella.»

Annuisco, e vedo che anche Ahmed lo sta facendo.

Questa misura isola solo Tessa Gardner, la Maestra alla quale tutti abbiamo giurato fedeltà. Solo se lei fosse l'impostore gli omicidi rischierebbero di continuare. E, con tutto ciò che è successo, possiamo dire che è certo che non si tratti di lei.

«Se anche nessuno di voi tre fosse l'impostore ma gli attacchi e gli omicidi si fermassero dopo avervi rinchiusi nei sotterranei, sarebbe comunque un bene, per la Congrega» continua Ruskin.

«Ma noi non siamo impostori» sostiene Ray, e mi sento di annuire appena. «Vi state privando di due Spadaccini e di uno scienziato, senza alcun motivo.»

«Dobbiamo comunque prima provare la vostra innocenza,» dice ancora Ruskin, «o colpevolezza» aggiunge subito dopo, guardando me, per qualche motivo.

Poi riporta la sua attenzione su Ray. «Raymond Hoffmann, sei stato tu a causare la morte di James Akers?» domanda, a gran voce.

«No» nega ovviamente lui. «E Tessa Gardner vi racconterà la mia stessa versione dei fatti.»

«Ora la Maestra Gardner si trova in infermeria» dice Ruskin. Sento Ray bisbigliare un lo so, a denti stretti. «Sentiremo cos'ha da dire quando sarà pronta per un interrogatorio.»

Gli occhi grigi di Ray si infiammano, al suono di quella parola. Sa cosa intenda dire Ruskin con interrogatorio. Intende torturarla fino a farle cambiare versione, come in passato ha fatto con James.

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