Pov's Athena
Se un giorno qualcuno mi avesse detto che avrei seguito la nonna a Perth, dopo un incidente causato da un incendio, gli avrei riso in faccia. Non sono mai stata la persona che si allontana dalla propria sofferenza, sono più il tipo di persona che la prende di petto e ci fa i conti.
Alla fine scappare da una parte all'altra, potrà solo allontanare i problemi, non cancellarli.
E ne sono consapevole.
Sono consapevole del fatto che il mio ritorno -presto o tardi che sia- a Londra, non sarà cosi facile anzi, eppure adesso non mi importa.
Avverto una leggera mano che mi scuote la spalla con leggerezza e ritorno lentamente nel mondo dei vivi. <<Tesoro siamo arrivati>>la voce della nonna mi risuona nelle orecchie e mi costringe ad aprire gli occhi.
Abbiamo attraversato la città di Londra con una macchina privata fino ad arrivare all'aereoporto, dove abbiamo trascorso ben diciotto ore di viaggio. Appena abbiamo rimesso piede in Australia, la nonna ha garantito il nostro spostamento con una limousine privata. E li mi sono addormentata.
Mi stropiccio gli occhi e volto lo sguardo alla villa che mi si pone dinanzi. È letteralmente enorme, composta da un entrata principesca con adoni di scale in vetro. Le pareti fuori sono color crema e spuntano tanti piccoli balconi su cui è visibile la piscina in lontananza. Scendo dall'auto chiedendomi mentalmente se io stia ancora sognando.
Un ragazzo sulla ventina d'anni, carica la mia valigia, portandola in casa e all'ingresso ci sono due guardie. Senza troppi complimenti, entro e quello che vedo mi rimane sconvolta.
Le pareti sono anche qui sul panna/crema , adornate da vari quadri e fiori veri. Un grande tavolo in vetro si estende per il salotto con sedie abbinate. Il divano recupera più di mezza parete e uno schermo da cinquanta pollici è situato nel bel mezzo. La sala living è piuttosto ampia, dotata di confort ed eleganza. Delle scale si amplificano verso destra e non ci impiego molto prima di salirle. Il corridoio lascia posto a tante porte, ciò mi fa immaginare l'immensa quantità di stanze.
<<Cosa ne pensi?>>nonna Margaret mi raggiunge posando una mano sulla mia spalla. <<I-io...non ho parole nonna>>. Lei ridacchia. <<Ah tesoro! Sapessi quant'è grande la mia casa in Grecia. Questa in confronto è un buco>>esclama ridacchiando.
Io rimango di stucco.
Ha soldi e non lo nasconde.
<<ti mostro la tua stanza, vieni>>. Verso destra, apro una porta a scrignio. Le pareti sono dipinte di un grigio chiaro, con una parete brillantinata, le mensole sono ricolme di libri e delle piantine floreali ricoprivano questi ultimi. Un letto da due piazze e mezzo con lenzuola di seta bianche si elogia al centro della stanza e al suo cospetto, un tappeto grigio. Il comodino affianco al letto è adornato da una lampada con stile elegante, affianco si elogia una grande scrivania con una sedia girevole. Riesco a scongere su anche un mc nuovo di zecca.
Verso sinistra invece, è piantata al soffitto un'amaca a cerchio, con su dei cuscini. Di fronte invece, erge un balcone e due porte. La vista del balcone è mozzafiato; affaccia su un giardino che ha tutti fiori colorati. Le porte invece affacciano, una su un enorme cabina armadio nuova di zecca, e l'altra su un bagno, anzi, una sala bagno. È grande quasi quanto tutta la stanza, ha i servizi igienici ma soprattutto uno specchio appeso alla parete, dinanzi una yacuzzi nuova di zecca.
È come se fossi in un hotel a cinque stelle.
Non mi sarei meravigliata se la nonna avesse voluto la mancia.
<<Nonna ma... è una reggia questa casa>>non ho altre parole per descrivere tale bellezza. In effetti era un bel salto di qualità rispetto alla topaia in cui vivevo a Londra con mia madra. Ma questo evito di dirlo ad alta voce.
<<Ho provveduto a far riempire la tua cabina armadio di abiti nuovi e ti è stata comprata anche della nuova biancheria. In settimana, arriverà un regalo per te>>le sue parole ostentano fierezza e la mia mente si blocca all'ultima frase. <<un regalo?>>.
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The First Moonlight
RomanceVi è mai capitato di vedere la galassia che esplode? O di sentire la magia di una stella? O di ascoltare la voce velata di una dea? Se lo avreste chiesto a lui, avrebbe risposto dicendo che una dea lui l'ha vista, toccata, annusata, baciata, scopata...
