⚠️attenzione⚠️
Il capitolo contiene scene che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni individui.
Detto questo...iniziamooo!
Pov's Nicholas
La vita riserva strane mosse, e a quanto pare, anche strane donne.
Se qualche mese fa, mi avessero detto che mi sarei ritrovato dinanzi a me Kiara De Santis, nella clinica di mio fratello, sarei scoppiato a ridere.
Non è un caso forse, che mio fratello abbia guardato Kiara con occhi diversi; li ho riconosciuti fin da subito, sono gli occhi che compie quando mi vede o quando gli porgo i suoi amati Kinder Bueno. Eppure vederla così devota, così preoccupata ed amareggiata per un bambino che nemmeno conosceva, mi ha colpito, parecchio.
Non avrei immaginato che una ragazza così benestante come lei, si tuffasse nel fango per salvare un bambino a lei sconosciuto. Ma ho cercato di non farlo vedere.
Alla fine, gente come lei, vuole solo stupirti e se la accontenti, penseranno di averti in pugno.
Invece no, Kiara De Santis, non mi hai in pugno. O almeno credo, dato che sei la prima cosa a cui sto pensando, mentre scopo.
<<Continua, ti prego>>mormora la donna dinanzi a me. I capelli legati nello chignon basso che aveva, sono un mucchio libero fra le mie mani e la gonna aderente nera è sollevata fino alle anche.
Tate Evans.
Quarant'uno anni.
Sposata con un vecchio imprenditore pensionato.
Senza figli.
Istitutrice e direttrice della clinica.
Direi che le informazioni vengono collegate piuttosto bene.
Circa tre settimane fa, quando mio fratello entrò in questa clinica, incontrai la direttrice del posto.
Fin da subito, mi era sembrata una donna curata e devota ma si scorgeva nei suoi occhi quell'insoddisfazione. Così, una volta averla conquistata con parole dolci e gentili, barattai le visite gratuite e qualche giorno in ritardo del pagamento con del semplice sesso.
Venire a trovare mio fratello per me, era fondamentale ma le visite erano scorte solo in diversi orari, piuttosto lontano gli uni dagli altri, e questo non potevo sopportarlo.
Inoltre, la direttrice qui non era così male come poteva sembrare.
<<Oh...Nick, ti prego. Non fermarti>>la sua voce pare più un piagnucolio ma non dico nulla, alla fine , siamo nel suo ufficio, lontano dalla clinica ma comunque nel suo ufficio. Spingo con prepotenza i fianchi, verso le sue gambe aperte dinanzi a me. Si struscia con vigore, muovendo il bacino.
<<da quant'è che il tuo maritino non ti scopa eh?>>le chiedo, tirandole la testa in alto per farmi guardare. La pelle leggermente rugosa si aguzza. <<Nick>>continua a mormorare il mio nome, in modo sconnesso. <<rispondimi>>ringhio, tirando una stoccata più vorace delle altre. <<Ah...da qualche anno>>.
Rido come un bastardo mentre le abbasso la camicetta, scoprendo i seni non sodi come un tempo. Continua a gemere frastornata, finché non la giro di spalle, facendole poggiare i gomiti sulla sua scrivania. Il culo è adesso volto verso di me e apre le gambe, strusciandosi alla ricerca disperata di piacere. <<Pazienza Tate, Pazienza>>mormoro
Poi mi allungo leggermente per raccogliere dal cassetto più basso, due oggetti.
Un vibratore interno e dell'olio. Conosco molto bene i giochetti che ama fare la donna sotto di me, per questo la sento fremere.
Spalmo l'olio sulle mie dita e intanto, rientro dentro di lei, affondando nella carne bollente.
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The First Moonlight
RomanceVi è mai capitato di vedere la galassia che esplode? O di sentire la magia di una stella? O di ascoltare la voce velata di una dea? Se lo avreste chiesto a lui, avrebbe risposto dicendo che una dea lui l'ha vista, toccata, annusata, baciata, scopata...
