Ahimè anche qui
(🔥🔴👊🙃)
Pov's Athena
La mia vita è una botta di stranezza da quando sono qui, a Perth. Già il fatto di esserci arrivata in realtà, risulta più strano del previsto. Ma quando, la sera di Halloween, ho baciato Thomas, ho capito in un qualche modo che non sempre possiamo ancorare all'immagine che gli altri hanno di noi, a volte è necessario anche mostrare noi stessi.
E questo, la maggior parte delle volte, ci riporta alla sottilissima linea fra il piacere ed il dolore.
Esattamente quello che Thomas è stato capace di farmi provare in una sola notte; piacere e dolore.
Sono entrata alla villa solo qualche secondo dopo aver realizzato quanto accaduto e al posto di buttarmi giù, mi sono ripromessa che lui non sarebbe più stato parte della mia vita.
Io per lui, ero stata solo un orgasmo.
Lui per me, sarebbe stato solo un rimorso.
E andava bene così.
La nonna mi ha accolta chiedendomi dove fossi andata e le ho detto la verità; cioè che sono andata a visitare Sydney, senza la comparsa però di un ragazzo con gli occhi verdi e i capelli neri. Poi, sono salita in camera, ho fatto una doccia e sono crollata nel mio letto.
Sono circa le tre e mezza del pomeriggio quando mi sollevo dal letto e osservo con disappunto il libro di chimica che avevo preparato ieri mattina sulla scrivania. Ahimè, la scuola esiste e dunque, dopo aver sciacquato il viso, mi metto a studiare per il compito di lunedì.
Riesco a memorizzare circa dieci pagine in un due orette e successivamente, scendo al piano di sotto per vedere se riesco a raccimolare qualcosa da mangiare; ho saltato il pranzo e sono le cinque e mezza del pomeriggio.
La nonna è seduta sull'enorme divano del salone, parlottando con Edward, il padre di Kiara. <<ciao Athena>>è quest'ultimo a salutarmi con i suoi perfetti lineamenti del Sud Italia. Gli faccio un cenno, sorridendo.
Percorro il tratto fino alla cucina dove la cuoca, Nasirè, sta preparando un fantastico piatto gurmè. È una donna sulla cinquantina, con lunghi capelli castani e occhi scuri. <<Ciao Nasirè>>. <<signorina..desidera qualcosa?>>. Annuisco. <<in realtà ho saltato il pranzo e avrei un po' di fame>>.
Lei mi sorride, come se avesse già previsto quell'evenienza e tira fuori dal microonde un piatto. <<le ho conservato la lasagna di oggi>>me la porge e mi siedo sulla penisola della cucina, sorridendo.
Mentre magio, osservo il modo in cui cucina; non sono mai stata brava a cucinare e nessuno d'altro canto me l'ha mai insegnato, dato che la mamma andava solo di prodotti surgelati. Mentre la osservo con attenzione, il mio cellulare squilla; è Kiara.
<<Pronto>>. <<come sta la mia migliore amica?>>mi dice con tono allegro. Sono contenta di sapere che nonostante, io mi sia allontanata bruscamente, lei mi abbia capita. Sorrido anch'io. <<Sto bene. E tu?>>le chiedo ridacchiando. <<bene...senti, se hai passato la tua fase di depressione, stasera ti andrebbe di uscire?>>la sento fare il muso.
<<Kiara devo studiare per il compito di lunedì>>. <<Che noia che sei Bennet>>mormora. <<non sono contenta nemmeno io di studiare chimica, fidati>>le dico mentre mi riempio la bocca di lasagna. <<d'accordo, allora facciamo così; stasera ci troviamo in biblioteca per studiare ma domani sera, usciamo>>. <<ci sto>>accetto e la sento ridacchiare.
<<ah Kiara>>la chiamo. <<si?>>.
<<Ho due cose da dirti; una è che tuo padre ha le chiappe sul divano di mia nonna e due, ieri notte sono stata con Thomas>>l'ultima parte la sussurro ma l'urlo che getta lei mi fa allontanare il cellulare di poco. Nasirè invece, spalanca gli occhi ma non dice niente per educazione. Capisco allora, dalle loro reazioni, di aver sbagliato parole.
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The First Moonlight
RomantiekVi è mai capitato di vedere la galassia che esplode? O di sentire la magia di una stella? O di ascoltare la voce velata di una dea? Se lo avreste chiesto a lui, avrebbe risposto dicendo che una dea lui l'ha vista, toccata, annusata, baciata, scopata...
