Capitolo 22

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Martinus pov

Il papà di Nicole si alza dal divano e la prende in braccio, la moglie si siede sulla poltrona e lui corica Nicole sul divano dov'erano prima loro, la figlia non sembra esserne dispiaciuta, anzi, si gira dandoci le spalle e stende le gambe, mi soffermo un attimo sulle curve del suo corpo, fino a quel lembo scoperto di pelle tra la maglietta leggermente rialzata e i pantaloncini, dove c'è una scritta:

"The sun won't shine
But It never did"

Mi chiedo quale sia il significato, ma non ho il coraggio di chiedere, anche perché ciò significherebbe dover ammettere di aver sbirciato e sono sicuro che Enrik avrà da ridire per questo.

"Che bello il tatuaggio lì, non glielo avevo mai visto!"

Dice entusiasta Nora e io sorrido, perché ciò mi dà l'opportunità di dare una seconda sbirciata e di sapere magari il significato.

"È una frase di una canzone che piace tanto a Nicole e dice che spesso descrive le sue serate insonni ad aspettare che splenda il sole che sembra non arrivare mai, ma penso questa sia la versione per i genitori, penso ne abbia una più profonda che non ci vuole rivelare a noi"

Spiega la mamma di Nicole.

"Anch'io mi vorrei fare un tatuaggio ma ho paura"

Commenta Enrik.

"Nicole il giorno che ha fatto il suo primo tatuaggio era talmente in ansia che quand'è finito tutto è svenuta"
"Per il dolore?"

Chiedo sbloccando una nuova paura.

"No, per l'ansia, si è rilassata e quindi l'adrenalina è scesa tutta di colpo, per fortuna che il tatuatore è stato anche comprensivo"

Dice il padre sorridendo mentre sistema i capelli della figlia.

"Primo tatuaggio? Ne ha di più?"

Chiedo curioso.

"Ne ha 5"

Risponde Marcus.

"Possibile che io non gliene abbia mai visto nessuno?"

Chiede Enrik come se fosse una cosa scioccante e io mi trattengo dal dirgli che è impossibile che abbia visto più di un suo tatuaggio dato che la conosce seriamente da soli due giorni.

"Questo è perché ha scelto bene i posti, quasi tutti bene o male nascosti e poi non sono cose appariscenti"

I genitori si alzano, il padre ha detto di dover andare a fare una commissione prima che sia troppo tardi, mentre la madre si allontana per chiamare la pizzeria dopo che le abbiamo detto che pizza vogliamo.

"Ve lo dico già, sabato a quest'ora io e Nicole saremo fidanzati."

Annuncia Enrik e per poco non mi strozzo con la coca.

"Sei sicuro di quello che dici? Non la conosci bene, potrebbe essere un mostro"

Lo metto in guardia da bravo migliore amico quale sono.

"Hei, non parlare così della mia migliore amica"

Mi avverte Marcus puntandomi contro il suo indice intimidatorio.

"Dico solo che forse Enrik sta andando troppo in fretta e che dovrebbe prima fermarsi e cercare di conoscere di più una ragazza prima di chiederle di mettersi con lui, d'altronde non sai nemmeno se lei ricambia i tuoi sentimenti o meno"
"Perché non dovrebbe?"

Mi chiede indignato

"Perché magari ha gusto?"

Dice la mia coscienza, ma mi sento subito in colpa per aver pensato a una cosa del genere, le ragazze non si sarebbero mai dovute mettere tra me ed Enrik, ce lo siamo promessi quando eravamo ancora alle elementari, nessuna ragazza avrebbe intralciato la nostra amicizia ed eccoci qua parecchi anni dopo.

"Beh, non sto dicendo che non le piaci o che non le possa piacere, ma comunque esserne sicuri prima di fare figuracce non è meglio?"
"Sì, hai ragione, me ne assicurerò sabato e le chiederò di mettersi con me"

Esattamente quello che non intendevo dire, è bello sentirsi completamente ignorati, come parlare al muro.

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