Quando apro la porta di casa, Argo mi corre incontro come sempre e mi lecca tutta la faccia. Vado in cucina e trovo mia sorella sui libri. Lei mi saluta distrattamente. Mia madre non la vedo. Prendo una bottiglia d'acqua dal frigo e bevo attaccandomici.
"È così difficile metterla in un bicchiere?" Mi chiede mia sorella, disgustata.
"Quanto rompi." Ecco che rientra mia madre dal balcone.
"Ciao amore," esclama, venendomi incontro. Io la abbraccio e per poco non la stritolo. "Wow, sei di buon umore oggi?" Mi chiede facendo un sorrisino. Io annuisco. "C'entra per caso la macchina che ho visto andare via dal balcone?" Continua mia madre.
"Mamma, sei incredibile!"
"Che macchina?" Mia sorella chiude il libro e mi guarda in attesa di una risposta.
"Mi ha accompagnato Thomas," annuncio felice. "Credo che voglia fare le cose seriamente." Continuo. Non mi ero accorta che in casa ci fosse anche mio padre, e quando entra in cucina, neanche mi saluta.
"Adesso chi è questo Thomas?" Mi domanda stizzito.
"Ciao papà!" Abbraccio anche lui. Mio padre è molto protettivo nei nostri confronti, lo capisco, non deve essere semplice crescere due figlie femmine, specialmente se una è come me.
"Un ragazzo che ho conosciuto all'università...cioè, non proprio all'università!"
"Ti sei lasciata neanche cinque mesi fa..." mi interrompe mio padre con tono di rimprovero. Sono perplessa.
"E che c'entra? Mica mi sto sposando. Sto frequentando un ragazzo... ti piacerebbe molto!" Dico sorridendo. Mio padre è titubante.
"Non voglio conoscerlo per ora. Ancora dobbiamo abituarci all'idea che te e Simone vi siete lasciati." Continua lui.
"Ma se neanche lo sopportavi!" Gli ricordo.
"Non è vero che non lo sopportavo. Non eravamo migliori amici, ma nessun ragazzo di mia figlia può essere mio amico. Mi ero affezionato a lui e anche tua madre e te di punto in bianco lo lasci e ora frequenti il primo che hai incontrato."
"Non è il primo che ho incontrato. Ne ho incontrati altri, ma lui è il primo che mi fa stare bene... dovresti essere felice invece di buttarmi giù di morale come sempre."
"Sono solo preoccupato per te. Non si chiude una storia importante come lo hai fatto tu! Quel ragazzo sta soffrendo..." Sta soffrendo? Lui sta soffrendo? Mia sorella mi rivolge un'occhiata torva, come a dire di lasciar stare. Ma non voglio lasciare stare, prima o poi lo devono sapere, forse questa è la giusta occasione.
"Tu neanche lo conosci." Quasi sto gridando, e Argo inizia a girarmi intorno preoccupato. Odia quando si urla.
"No, ma conosco te. Ti conosco abbastanza da poter dire che forse dovresti ponderare un po' di più le tue decisioni." Continua mio padre. Guardo mamma in cerca di un sostegno, che però non mi viene dato.
"È stata una decisione molto ponderata. Se solo sapessi..." Mia sorella scuote la testa.
"Cosa? Cosa dovrei sapere?" Dice papà.
"Niente! l'ho ponderata comunque, ci ho pensato per un anno intero."
"A me sembravi felice con lui." Interviene mia madre.
"Sembravo, hai detto bene! Non sapete tante cose, non sapete niente. Sapete sempre e solo giudicare!" Dico arrabbiata.
"Non sappiamo le cose perché non ce le dici, Venere!" Ribatte mio padre, sedendosi. "Non ci posso credere che dopo quattro anni ti svegli una mattina e decidi che non vuoi più stare con una persona!"
"Basta, lasciatela stare!" Interviene mia sorella. Io inizio a piangere. Un po' sono i sensi di colpa di ieri sera, un po' la voglia di raccontare, sapendo però che posso far male ai miei genitori.
"Amore, non fare così. Tuo padre vuole solo darti dei consigli. Abbiamo paura che sei confusa, che sia un momento, che possa pentirti poi..."
"Non è un momento! Lui è un bastardo!" Grido.
Mio padre e mia madre restano impietriti. Mia sorella capisce che sto per raccontare i motivi dei nostri litigi. Si avvicina a me e mi mette una mano sulla spalla, come a dirmi che posso farlo. "Non sapete cosa ho dovuto passare io con quella persona, mi ha ucciso mentalmente, mi uccideva ogni giorno, mi risucchiava la vita, non potevo decidere niente, era cattivo, violento, aggressivo. Thomas non è così, Thomas non mi toccherebbe mai, non mi insulterebbe mai. Thomas vuole stare con me nonostante tutto, nonostante me, nonostante lui mi continui a perseguitare..." dico tutto d'un fiato. Mio padre e mia madre sono sconvolti.
"Cosa vuol dire aggressivo?" Domanda mio padre rabbuiandosi. Io scuoto la testa. "Dimmelo, Venere!" Sentenzia lui secco. "Ti alzava le mani?" Mi chiede preoccupato. So che gli farà male.
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IL BATTITO DEL NOSTRO CUORE
ChickLitVenere, giovane studentessa universitaria a Roma, nasconde dietro la sua vita apparentemente perfetta una lotta segreta contro la dipendenza da cocaina. Un giorno, il suo cuore, ferito da un ex particolarmente aggressivo, si scontra con quello di Th...
