Con le mani grandi mi divaricò le gambe, infilandosi nel mezzo. Un dito si posò sulla mia caviglia, risalendo lentamente tutta la lunghezza della gamba in una carezza bollente ed eccitante. Ad un tratto mi sembrava di essere chiusa in una stanza con il termostato al massimo per quanto sentivo caldo ma sospettavo che il problema non fosse la temperatura esterna. Mi strinsi nella felpa di Chan che avevo ancora sulle spalle, cercando di nascondergli il rossore che mi imporporava le guance. Le sue dita sulla gamba mi stavano facendo impazzire e maledissi la mia stupida divisa da lavoro con la gonna.
Chan: La tua pelle è morbida esattamente come la ricordavo - mormorò posando un delicato bacio sul ginocchio. Quel contatto scatenò tutte le mie terminazioni nervose rendendomi sensibilissima. Un altro bacio sopra al ginocchio e il mio respiro accelerò.
Hyuna: S-smettila, per favore - balbettai cominciando a non capire più niente di quello che mi circondava. Potevo sentire distintamente il suo sorriso sulla pelle mentre la mano continuava a risalire e scendere lungo la gamba.
Chan: Non ti piace? - chiese con voce innocente sapendo benissimo l'effetto che aveva sempre avuto su di me. Stava giocando, cercando di farmi impazzire e non volevo assolutamente dargli quella soddisfazione. La bocca non accennava a staccarsi dalla mia pelle, la mordeva, la leccava e si spostava sempre più su nell'interno coscia.
Hyuna: Se provi ad andare più su ti tiro un calcio - sperai che la voce non fosse uscita in un sussurro disperato come l'avevo sentita nelle mie orecchie. Dal sorriso sulle sue labbra immaginai la soddisfazione nel sentirmi così arrendevole sotto di sé. Adesso, anche l'altra mano era sulla gamba che fino a quel momento era rimasta stesa sul divano. Si prese tutto il tempo per partire dalle caviglie, salire sul polpaccio lasciandosi dietro dei piccoli morsi bollenti, le ginocchia, per poi scorrere lungo l'interno coscia prendendosi tutto il tempo per farmi impazzire. Frastornata da tutto quello che stava accadendo davanti a me cercai di balbettare qualcosa che sembrasse una vaga protesta ma quando vidi le sue mani sparire sotto l'orlo della gonna non riuscii più a trattenermi e abbandonai la testa all'indietro, sullo schienale del divano, schiudendo la bocca.
Chan: Non dovevi tirarmi un calcio? - mormorò soddisfatto avvicinando il viso al mio. Lo guardai da sotto le ciglia. I suoi occhi erano diventati due spilli scuri e solo in quel momento notai il suo petto alzarsi e abbassarsi alla stessa velocità del mio. Anche lui non era indifferente alla situazione.
Hyuna: Forse, dovresti preoccuparti di quanto ti sta piacendo stare tra le mie gambe, piuttosto che preoccuparti del calcio che sto per darti - risposi compiaciuta, fissando lo sguardo nei suoi occhi profondi.
Chan: Cosa ti fa pensare che mi stia piacendo? - mormorò con voce profonda. Il pomo d'Adamo si alzò e abbassò con un rumore sordo rivelando il suo nervosismo. I suoi occhi furono subito sulle mie labbra schiuse. La lingua fece capolino sul suo labbro inferiore e negli occhi solo una grande voglia di avventarsi su di me. La stessa voglia che sentivo fin dentro le viscere.
Hyuna: Chiamalo intuito - mormorai sarcastica. Ero sempre più eccitata dalla situazione e dal vederlo in ginocchio su di me. Le sue mani sotto la mia gonna afferrarono l'elastico delle mutandine, poi mi guardò, chiedendomi implicitamente il permesso di fare quello che voleva con me. Preferivo pensare che quella mia debolezza fosse dovuta al fatto che mi sentivo sola da settimane e non all'amore per lui che speravo stesse svanendo. Decisi di non darmi una risposta a quella domanda e concedere solo un segno d'assenso ad una proposta molto più importante ed allettante. Annuii impercettibilmente e come se non aspettasse altro tirò giù le mutandine, facendole scivolare lungo le gambe, scaraventandole, poi, dietro le sue spalle. Facendosi strada sul mio corpo portò il viso a pochissimi centimetri dal mio, facendo toccare le punte dei nostri nasi. Le sue labbra carnose e schiuse erano invitanti ma non mi sarei sporta per prima, almeno un briciolo di orgoglio lo avrei mantenuto. Invece di baciarmi, però, spostò le labbra sulla mandibola e scese sul collo, cominciando a baciarlo. La sua bocca sulla pelle era come un toccasana per la mia anima ferita e un balsamo per il mio corpo stanco. Mentirei se dicessi che tutto questo non mi era mancato. Tutto il corpo formicolava e più baci lasciava su di me, più lui si strusciava impaziente sul mio corpo, agganciando le mani al mio interno coscia per sfiorare la mia intimità bollente.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
