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Il tragitto in macchina fu silenzioso. Nessuno dei due era in vena di chiacchiere, anche se dopo la riconciliazione c'erano tante cose che avrei voluto dirgli. Il misterioso appuntamento con ignoti, però, mi strinse la bocca dello stomaco e credevo fosse lo stesso per lui, visto il suo evidente nervosismo. Un'ora dopo, la macchina sfrecciava in pieno centro, vicino al fiume Han. Guardai fuori dal finestrino le persone che affollavano le vie, ridendo e correndo in ogni direzione. Essendo venerdì, ragazzi e ragazze di tutte le età si attardavano nei caffè, nei locali o semplicemente per strada, in completa tranquillità. Tante volte avevo sognato di poter avere un appuntamento normale con Chan, andando a mangiare in un bel ristorante, guardando un film al cinema e per concludere la serata delle coccole in un punto appartato del fiume Han. Purtroppo, quelle fantasie sarebbero rimaste tali. Chan fermò la macchina non lontano da uno dei luoghi che preferivo in assoluto, il piazzale che si trovava sulla riva del fiume e che portava ad un ristorante galleggiante. Gli avevo chiesto infinite volte di andarci ma aveva sempre rifiutato per paura di essere scoperti.

Hyuna: Perché siamo qui? - lo guardai spegnere la macchina e rimanere completamente immobile. Si stava torturando il labbro inferiore e le dita tamburellavano frenetiche sul volante. Chan, solitamente, era una persona calma e riflessiva, tendente a mascherare degli stati d'animo che non fossero la calma e la felicità. Il suo incessante guardare fuori dal finestrino in ogni direzione mi inquietava.

Hyuna: Chris, che succede? - poggiai la mano sulla sua spalla. Distrattamente, la prese e ne baciò il dorso.

Chan: Ti fidi di me? - chiese improvvisamente, puntando gli occhi nei miei, mortalmente seri.

Hyuna: Mi fido di te - affermai convinta. Mi strinse forte la mano. Stava per dire qualcosa ma il suo telefono squillò, riempiendo la macchina con il suo trillo acuto. Chan fece partire il vivavoce della macchina e l'abitacolo si riempì di tante voci confuse in lontananza.

Chan: Felix?

Felix: Hyung, noi siamo arrivati.

Chan: Siete nel piazzale?

Felix: Si

Chan: Ok, arrivo - chiuse la conversazione.

Hyuna: Gli ospiti misteriosi sono i ragazzi? - chiesi confusa.

Chan: Si... - prese un grande respiro, si infilò una mascherina presa dal portaoggetti e scese dalla macchina senza dire altro. Fece il giro dell'auto, aprendomi la portiera e aiutandomi a scendere.

Hyuna: Andiamo a cena con loro? - indagai mentre mi prendeva per mano, trascinandomi in mezzo alla folla che si accalcava per le vie. Non ottenni risposta. L'ansia continuava a salire, per questo cercai di concentrarmi su quello che avevo intorno. Le luci colorate provenienti dai negozi dall'altro lato della strada, i bambini che si rincorrevano felici, le coppiette che si tenevano per mano e si guardavano dolcemente negli occhi. Mentre camminavamo, posai gli occhi sulle persone intorno a noi e mi accorsi di diversi sguardi curiosi nella nostra direzione. Inizialmente, pensai di essere solo paranoica e che in realtà stessero osservando il panorama in generale come stavo facendo io, ma guardando con più attenzione capii che le teste rivolte verso di noi cominciavano a sussurrare verso chi gli si trovava a fianco. Alzai gli occhi su Chan. Per quanto la mascherina gli coprisse metà faccia, i suoi occhi e i ricci erano bene in vista e delle ragazze poco distanti lo riconobbero facilmente, richiamando l'attenzione di altre persone con urletti e chiacchiere varie.
Mi feci piccola dietro di lui, cercando di nascondermi e nascondere soprattutto il viso.

Hyuna: Chan, ci stanno guardando - sussurrai tentando di togliere la mano dalla sua.

Chan: Lo so - rispose impassibile rafforzando la stretta su di me.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora