Eravamo dietro alle quinte del teatro in cui si stava registrando il programma, insieme a macchinisti, costumiste, fonici e tutta la troupe che si affannava intorno a noi. Il presentatore era al centro del palco, controllando per la quinta volta i cartoncini che aveva in mano e sulla quale stava ripassando l'annuncio d'apertura. Gli artisti stavano aspettando nei loro rispettivi camerini e tutto era quasi pronto per cominciare la registrazione. Osservai il caos intorno pensando quanto bene rispecchiasse il caos che sentivo imperversare anche dentro di me. Non ricordavo nemmeno il tragitto fin lì. Probabilmente, mi ero mossa come un automa, troppo impegnata a processare le parole di Hyunjin per prestare davvero attenzione a qualcosa.
Hyunjin: Ti prego, dì qualcosa - mormorò al mio fianco. Con la coda dell'occhio lo vidi spostare lo sguardo sul palco a pochi passi da noi. Io non guardavo lui e lui non guardava me.
Hyuna: Quindi era questo che stavi nascondendo - chiesi piano, abbassando lo sguardo sulla sua mano chiusa a pugno lungo il fianco.
Hyunjin: Più o meno - rispose vago passando il peso del corpo da un piede all'altro.
Hyuna: Posso sapere come si chiama? - chiesi cauta.
Hyunjin: Cristina - la sua maschera di nervosismo si incrinò per un secondo, lasciando spazio a un debole sorriso.
Hyuna: Cristina... - mi rigirai quel nome in bocca con un retrogusto amaro - e lei com'è?
Hyunjin: Cosa vuoi sapere, esattamente? - un'espressione divertita gli solcò il volto. Era ancora teso ma più lo facevo parlare e più vedevo le corde allentarsi e le spalle rilassarsi.
Hyuna: Non lo so... è bella? - con la coda dell'occhio seguii il movimento del suo braccio. Si stava grattando la nuca, segno del suo nervosismo.
Hyunjin: Lo sai che a me piacciono solo belle donne - alzai gli occhi su di lui nello stesso momento in cui mi scoccò un occhiolino. Alzai gli occhi al cielo per la sua solita galanteria.
Hyuna: Si? Perché, allora, ti piacevo io? - lo presi in giro. Mi girò verso di sé posando le mani sulle mie spalle. Nei suoi occhi riuscii a vedere mille emozioni sovrapporsi, paura, rimorso, speranza, amore.
Hyunjin: È incredibile. Tu e lei avete detto la stessa cosa - sorrise - in effetti, siete molto simili.
Hyuna: In cosa? - non riuscivo a sostenere il suo sguardo. Passavo dai suoi occhi al pavimento e ovunque non ci fossero le sue iridi marroni.
Hyunjin: Siete entrambe bellissime, molto intelligenti, dolci... e vi piaccio io - ridacchiò, guadagnando un colpo alla spalla.
Hyuna: Dico sul serio - feci una smorfia - se devo accettare il fatto che un'altra donna si prenda uno dei miei ragazzi dovrò conoscerla e approvarla - incrociai le braccia al petto. Sentivo bruciare dentro. La pancia, lo stomaco, il cuore, stavano prendendo fuoco e le stilettate di dolore non mi permettevano di concentrarmi del tutto sulla conversazione, portandomi ad essere troppo impulsiva per una chiacchierata di quella portata.
Hyunjin: Per caso sei gelosa? - un sorriso soddisfatto gli si dipinse sulle labbra facendomi fare un'altra smorfia.
Hyuna: Assolutamente - gli diedi le spalle portando la mia attenzione sul palco e sul conduttore che si stava preparando a parlare. Le luci intorno a noi si spensero, sparandole al centro dello studio. Dietro di me, il corpo caldo di Hyunjin si modellò contro la mia schiena, mandandomi brividi lungo la colonna vertebrale.
Hyunjin: Io dico che sei gelosa. Molto molto gelosa - la sua voce divertita mi arrivò a pochi millimetri dall'orecchio. Posò un delicato bacio sulla tempia, circondandomi le spalle e stringendomi in un abbraccio. Mi lasciai andare contro di lui con un sospiro.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
Hayran KurguPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
