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La visiera del cappello sfiorava la mia fronte, tanto era vicino, e il suo fiato caldo mi investiva le narici. I suoi occhi non riuscivano a rimanere nei miei; vagavano per il mio viso, poi sul collo e giù, dove il cuore martellava così intensamente da essere visibile a occhio nudo. Trattenni il fiato quando una mano si staccò dal muro per seguire il profilo della mia mandibola con un dito. Il polpastrello caldo si faceva strada centimetro dopo centimetro sulla pelle tesa, sfiorando lo scollo della maglietta. Guardava davanti a sé ma sembrava che non riuscisse davvero a vedere. I suoi occhi così scuri sembravano persi in una marea in tempesta di pensieri che esattamente come i miei non gli lasciavano scampo. Afferrai la sua mano nella mia, stringendola piano. Lo vidi tornare alla realtà. Guardò le nostre mani intrecciate, accarezzandomi il dorso con il pollice. In un gesto che non mi sarei mai aspettata sollevò la testa e adagiò un leggero bacio sulla mia fronte. Quel contatto inaspettato mi diede i brividi.

Hyuna: Siamo in mezzo al corridoio, potrebbe passare qualcuno - gli ricordai con un velo di timore. Le sue labbra continuarono ad indugiare sulla mia pelle senza nessun accenno di volersi allontanare. Sospirai piano e con una forza interiore che non credevo di avere sciolsi le nostre mani ancora intrecciate e lo spinsi via delicatamente. Cercai il suo sguardo ma era ancora perso, lontano da lì.

Hyuna: Chan, se devi dirmi qualcosa, parla, altrimenti me ne vado - lo avvertii. Lo conoscevo abbastanza bene da sapere che quello non era un comportamento abituale per lui. Le effusioni in pubblico le aveva sempre evitate, un po per non farsi scoprire e un po per la sua timidezza. Il fatto che si fosse lasciato andare in quel modo non presagiva nulla di buono. Con una mano dietro la mia nuca e una sulla spalla mi attirò a sé, facendo scontrare il mio viso con i suoi pettorali. Lasciai che le sue braccia mi avvolgessero completamente. Mi sentivo strana. Il profumo della sua felpa, della sua pelle, della sua fragranza preferita mandarono tanti piccoli brividi lungo la mia schiena, fin sulla punta dei capelli.

Chan: Stai tremando - mormorò con la bocca tra i miei capelli. La mano sulla mia schiena scivolò via, insinuandosi tra di noi. Con gesti lenti aprì la lampo della felpa e senza mai allontanarsi da me se la fece scivolare dalle braccia, posandola poi sulle mie spalle. Non persi nemmeno uno dei suoi gesti.

Hyuna: Così prenderai freddo - mormorai piano. I miei occhi andavano continuamente dalle mie scarpe alla canottiera bianca che gli fasciava il busto alla perfezione. I brividi provati poco prima, ora lasciavano il passo ad un'ondata di calore improvvisa.

Chan: E' più importante che sia tu a non prendere freddo - ribatté con voce profonda.

Hyuna: Ti prego, non fare così - sussurrai con voce tremante.

Chan: Non voglio fare nulla - rispose titubante - l'unica cosa che voglio in questo momento è sentire che sei vicino a me - posò con riluttanza le mani tremanti sui miei fianchi, accarezzando la stoffa della maglietta e insinuando i polpastrelli al di sotto senza andare oltre.

Hyuna: Perché ora mi stai chiedendo questo? Sono sempre stata al tuo fianco e tu non te ne sei mai accorto, non gli hai mai dato peso. Perché ora sì? - avevo il cuore a mille mentre aspettavo la risposta che non sapevo di voler sentire così tanto.

Chan: Perché ho capito quello che ho perso - a quelle parole ritornai alla realtà e ripiombarono tutti i brutti momenti passati nelle ultime settimane. Io avevo sempre saputo quello che avevamo, avevo sempre saputo quanto fosse prezioso e incredibile e lui lo aveva scoperto solo in quel momento. Ribollivo di rabbia.

Hyuna: E' questo il punto, lo hai perso - indietreggiai di qualche passo fino a trovarmi nuovamente con la schiena premuta contro il muro freddo - dimmi cosa vuoi.

Chan: Non cercare di scappare da me. Voglio solo starti vicino, nient'altro - indietreggiò a braccia conserte, mettendo della distanza tra di noi che fino a quel momento non c'era stata.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora