Chan: Scendi da quella cazzo di macchina, Hyunjin!
Hyunjin: È impazzito? - mormorò accanto a me senza mai staccare gli occhi dalla sagoma che si muoveva furente al di là del parabrezza. Quasi non riuscivo a riconoscerlo tanto la sua espressione era contratta e deformata dalla rabbia.
Hyuna: C-Chan... - balbettai impietrita. Volevo alzarmi da quel sedile, uscire dalla macchina e correre da lui. Volevo buttargli le braccia al collo, baciarlo e confessargli finalmente il grande segreto che da un mese mi riempiva la testa. Lo avrei fatto... se non fossi stata pietrificata dalla paura.
Chan: Hyunjin! - urlo' con voce graffiata. Le mani strette a pugno lungo i fianchi fremevano, come a prepararsi ad uno scontro imminente.
Hyunjin: Devo uscire - mormorò con l'incertezza nella voce. Stava ancora guardando Chan, le mani strette intorno alla prima superficie raggiungibile. Era terrorizzato e lo ero anche io.
Hyuna: No, non farlo - gli afferrai il braccio con entrambe le mani spingendo le unghie nella carne morbida.
Con la coda dell'occhio vidi Chan sollevare in aria le braccia e scagliare con forza i pugni su ciò che rimaneva del cofano facendo scricchiolare sotto le dita il metallo. Sobbalzai per quel nuovo colpo. La porta di casa venne spalancata e tutti i ragazzi corsero fuori, in allerta.
Changbin: Che diavolo sta succedendo? - abbaio' in direzione del più grande con la mascella serrata e il petto che si gonfiava ogni secondo di più.
Seungmin: Hai distrutto la macchina? - chiese incredulo alla vista di quella devastazione.
Minho: Bang Chan!
I ragazzi erano interdetti quanto noi. Non riuscivo a immaginare come potesse sembrare la scena dal loro punto di vista. Un attacco di follia incontrollata? Uno scambio di persona? Un fenomeno di personalità multipla? Magari, tutte e tre? Forse, era accaduto qualcosa tra i due che non c'entrava niente con me. Me lo auguravo. Il modo in cui gli occhi infuocati di Chan non lasciavano nemmeno per un attimo quelli dell'amico mi metteva i brividi. Il tempo sembrava essersi fermato e nemmeno la leggera brezza che smuoveva le foglie fino a pochi istanti prima faceva capolino nella nostra bolla. Guardai Chan. Le spalle larghe si alzavano e abbassavano al ritmo forsennato del suo respiro, le gambe leggermente divaricate passavano il peso del corpo da un piede all'altro, i pugni ancora chiusi e immersi nei pezzi di metallo sporgente. Riuscivo a vedere dei rivoli di sangue accumularsi sotto la sua pelle, probabilmente dove qualche frammento aveva perforato la cute.
Chan: Hyunjin, se non esci fuori verrò a prenderti io - lo avverti' con un ringhio minaccioso.
Hyunjin: Tu resta qui - mormorò senza voltarsi.
Hyuna: No - strinsi la presa sul suo braccio ma con gesti gentili la allontanò, aprendo lo sportello per scendere dalla macchina. La leggera brezza che aveva ripreso a vibrare nell'aria riempi' l'abitacolo, facendomi rabbrividire. Mi strinsi le braccia intorno al corpo, proteggendomi, nel mio immaginario, da ciò che stava per abbattersi su Hyunjin. Lo vidi avanzare a piccoli passi verso la parte davanti della macchina, alzando le mani sopra la testa come avesse un'arma puntata addosso.
Hyunjin: Chan... calmati - scandi' le parole con voce titubante.
Chan: Calmarmi... - anche attraverso il parabrezza e i finestrini chiusi potei sentire il ringhio basso della sua voce. Metteva i brividi. Alla mia destra, Changbin e Jeongin erano avanzati di qualche passo verso la macchina con Minho e Han subito dietro. Erano tesi come corde di violino, pronti a scattare. Finalmente, Chan sollevò le mani insanguinate dalla carrozzeria facendo ricadere un braccio lungo un fianco e affondando l'altra mano nella tasca dei pantaloni.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
