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Chan

Cinque mesi e mezzo dopo

Mi mordicchiai il pollice assorto a guardare lo schermo spento del cellulare. Erano ore che squillava e si illuminava per dei messaggi ricevuti ma nessuno di essi era da parte della persona a cui stavo pensando. Non sentivo Hyuna dall'ora di pranzo quando l'avevo chiamata per accertarmi che stesse bene e che non le si fossero rotte le acque. Avevamo parlato per soli cinque minuti; era troppo impegnata nel finire di dipingere la stanza della bambina per restare al telefono con me. L'avevo lasciata andare ma l'irrequietezza non era sparita, anzi, temevo che con tutto lo sforzo a cui stava sottoponendo il corpo potesse succederle qualcosa. Lei, però, mi aveva assicurato di stare bene e perciò avevo lasciato perdere.

Changbin: Hyung, posa quel telefono. Se dovesse avere bisogno di qualcosa se ne occuperebbe Cristina - mi ammonì con una punta di apprensione nella voce.

Chan: Lo so - sospirai posando il telefono sul tavolo davanti a me - Mi ha detto che stava bene quando l'ho chiamata ma non riesco a stare tranquillo.

Changbin: Da quanto è scaduto il tempo?

Hyunjin: Due settimane - entrò nella nostra sala di preparazione con un bicchiere di caffè americano in una mano e una busta di patatine nell'altra.

Changbin: E lei come si sente? - cominciò a stirare i muscoli nel fare stretching.

Felix: Fisicamente sta bene ma non vede l'ora di togliersi tutto quel peso di dosso - rispose al mio posto togliendosi le cuffiette dalle orecchie.

Changbin: Ancora niente contrazioni, quindi.

Jeongin: Ancora no. - rispose dall'altra parte della stanza - Ha anche costretto Chan a farlo tre volte al giorno per indurre il parto ma niente.

Changbin: Tre volte al giorno? - ridacchiò sotto ai baffi.

Han: Hyuna mi ha detto che un giorno era talmente stanco che dopo averlo fatto per la terza volta si è addormentato e si è svegliato sedici ore dopo - si mise a ridere trascinando anche gli altri.

Chan: La smettete di rispondere al mio posto? - chiesi irritato - E comunque non capisco perchè vi racconti certe cose.

Jeongin: Per farci divertire - mi sfotté.

Chan: Per me non è divertente - risposi con una smorfia. Tornai a concentrarmi sul telefono sperando che da un momento all'atro si illuminasse, invano.

Chan: Forse dovrei chiamarla - riflettei a voce alta afferrando il telefono. Lo sbloccai, aprendo l'app di messaggistica e andando sulla chat con Hyuna. Prima che potessi cominciare a scrivere, però, una mano mi strappò il telefono da davanti. Hyunjin stava tenendo il mio telefono in alto, sopra la testa, in modo che non potessi arrivarci.

Hyunjin: Lasciala respirare - mi ammonì - L'hai già sentita e le hai mandato un sacco di messaggi. Devi stare tranquillo.

Chan: Non ci riesco - ammisi andando a sedermi sul divano vicino a Felix - Il fatto che si stia prolungando così tanto la gravidanza non mi fa stare tranquillo.

Felix: Andare oltre i nove mesi è una cosa normale, non c'è niente di cui preoccuparsi - mi circondò le spalle con un braccio. Avevo fatto le mie ricerche e sapevo che andare oltre la data presunta del parto non significava niente di brutto ma da quando avevo scoperto della gravidanza ero diventato più apprensivo che mai e per ogni minima cosa scattavo in allerta. Cercavo di passare più tempo possibile a casa, vicino a lei, prendendomene cura, ma negli ultimi giorni eravamo impegnati con dei concerti che di lì a qualche settimana ci avrebbero portati lontani da casa e questo mi spaventava perché lei e la bambina non sarebbero potute venire con noi. Dovermi separare da loro mi preoccupava e più volte mi aveva fatto dubitare del mio rigore nel mantenere gli impegni.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora